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giovedì, 29 Febbraio 2024
  • Automotive: un unico codice di condotta per ripartire

    componentistica autoAutomotive, ripartire da un unico codice di condotta aziendale.

    CLEPA (Associazione europea delle aziende della componentistica) e ACEA (Associazione europea dei Costruttori di autoveicoli) hanno adottato di comune accordo un codice di condotta aziendale, in considerazione del COVID-19, per una ripartenza rapida e senza intoppi dell’industria automotive. “L’ecosistema automotive – si legge in una nota stampa – somiglia ad un complesso meccanismo e l’attuale blocco, senza precedenti, delle attività rischia di danneggiare di molto un settore solitamente florido, innovativo e competitivo. Per uscire vittoriosi dalla crisi provocata dal coronavirus è necessaria una condivisione tempestiva e precisa delle informazioni fondamentali, assicurandosi che tutti gli attori della catena del valore possano pianificare le attività e agire nel modo più efficace possibile. Per questo il codice di condotta verte su temi come sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, comunicazione tempestiva, requisiti contrattuali e coordinamento del riavvio”. “Il codice di condotta aziendale è per i Costruttori e i fornitori una guida fondamentale per )quanto riguarda l’approccio necessario al superamento della crisi dovuta al COVID-19 commenta Eric-Mark Huitema, Direttore Generale di ACEA. 13,8 milioni di europei lavorano direttamente e indirettamente nell’industria automobilistica. In conseguenza della crisi, 1.1 milioni di dipendenti dei costruttori auto sono temporaneamente inattivi, insieme a una moltitudine di colleghi analogamente colpiti all’interno della catena di fornitura, come anche presso i concessionari. Si stima che la perdita di entrate tocchi percentuali a doppia cifra e l’incertezza rimane alta cosi come i tempi di ripresa del settore. L’industria, in stretta collaborazione con le autorità pubbliche, sta cercando di riavviare la produzione, gradualmente. “Affrontare insieme, in uno spirito di collaborazione, la crisi generata dal COVID-19, in accordo con le normative sulla concorrenza applicabili, produce i migliori risultati possibili in termini di protezione degli individui e di attenuazione dei danni economici” conclude la nota.

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