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Commercio pneumatici, c’è bisogno di un “Bollino Blu”?

gommistaStrano a dirsi, ma vero: in ambito automobilistico sono due i momenti nei quali il cliente sceglie cosa comprare mettendo insieme contemporaneamente 3 prerogative percepite nel prodotto: marchio o brand, qualità intrinseca nel prodotto, value for money. Questi due momenti corrispondono all’acquisto di un’auto e al cambio delle gomme. Ma mentre nel primo caso l’automobilista include nella scelta anche la valutazione del dealer presso cui acquistare l’auto, siamo sicuri che la stessa attenzione sia riversata anche nella scelta del Gommista dal quale si va a sostituire le gomme? Facciamo attenzione ad una cosa: Se qualche venditore ci proponesse un’auto “sicura, affidabile, e di provenienza certa”, come e cosa gli risponderemmo? Ovviamente la proposta sopra detta non ce la farà mai nessuno, relativamente ad una auto. Ma anche perché nella catena del valore, siamo ormai abituati a scegliere “fisicamente” un connubio solidale quale è quello del dealer in quanto garante delle qualità di un dato marchio. Forse sottovalutiamo per contro che se un’auto sicura è la barriera più idonea posta tra i suoi abitanti e l’esterno, le sue gomme sono l’unico punto di attacco tra l’auto e la strada. Bella responsabilità, non credete?

 

Una gomma, tanti codici, mille differenze

gommista in officinaPneumatici invernali o no, di marca o no, nuovi o usati…. E poi la “data di scadenza”, le modalità di immagazzinaggio, lo smaltimento, l’equilibratura e la convergenza, la compatibilità con le caratteristiche di una specifica auto o di un’altra. Un ginepraio di marchi, tipologie, siti produttivi e di offerte, oltreché di modalità di acquisto di un accessorio fondamentale per consumi, comfort di marcia, sicurezza passiva del tuo mezzo. E che tra l’altro ancora oggi porta notizia di diverse e periodiche anomalie di utilizzo: ancora tante sanzioni per la presenza sull’auto di gomme non previste sul libretto, ancora tanto utilizzo di gomme stagionali fuori dal periodo prestabilito, troppa tolleranza su gomme lisce, fuori convergenza, usate o troppo vecchie per garantire il giusto “grip” su asfalto. Ma forse ci sono profondi motivi per spiegare il trascinamento di usi e consuetudini così anacronistici rispetto alle innovazioni continue in ambito automotive e anche antitetici rispetto alle prassi che gli automobilisti usano per altre voci di uso della propria auto:

  • La considerazione che le nostre strade sono ormai un cimitero per gomme e parti ammortizzanti delle auto, con la conseguente rinuncia ad equipaggiamenti di qualità e selezionati per la propria auto;
  • La continuata difficoltà economica che spinge verso la sempre più diffusa offerta “low Cost” (marchi commerciali, esotici, gomme usate, acquisti in Rete);
  • La tipica ed immotivata passività della maggior parte delle Reti di Gommisti che sembrerebbero rinunicare a qualunque attività di richiamo, fidelizzazione, calendarizzazione delle attività verso il Parco Clienti.

Pablo Neruda cambiava le gomme alla sua auto?

pneumatico da sostituire“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine”. Così declinò il poeta. Scusate la battuta, ma chissà se Neruda ha mai approcciato con un gommista italiano. Perché a ben vedere le Reti di Distribuzione e cambio gomme nel corso di decenni hanno cambiato sede, localizzazione e marchi. Hanno anno rinnovato i macchinari, ampliato il magazzino delle referenze e dei marchi in offerta. E molti avranno di sicuro fatto il loro approdo nel mondo social. Ma sono pronto ad azzardare che la prima volta di chiunque legge in questo momento si è rivolto per anni dal suo gommista di fiducia, mai avrà ricevuto una semplice telefonata da parte di questo per prenotare una sostituzione predefinita od un semplice controllo degli pneumatici. E non è solo una questione di risparmio dei costi. Perché se gli automobilisti puntano in maggioranza sul minor costo di acquisto, con la conseguente piaga del commercio abusivo, della concorrenza sleale e della provenienza oscura di molte gomme in offerta, la colpa non può essere solo degli stessi automobilisti. Ma anche di chi, potendoli educare e fidelizzare, si disinteresserebbe di cambiare le proprie abitudini.

Bollino Blu = Qualità e Customer Care in linea con i tempi

gomma autoLo ripeto: scagli la prima pietra chi davvero è consapevole, nell’acquistare le gomme della sua auto, che la compatibilità dello pneumatico con la sua auto dipende dalla composizione  di marca + mescola + disegno del battistrada + stagionalità +  sito di produzione + anzianità di stoccaggio della gomma. E che la sua gomma, insieme a convergenza, equilibratura e stato degli ammortizzatori, influenza pesantemente valori fondamentali come consumi, comfort di marcia, sicurezza passiva del tuo mezzo. Quanto ne sa l’automobilista medio della rilevanza di tutte queste variabili rispetto al comportamento su strada dell’auto? E dove lo stesso automobilista potrebbe in effetti ricavare le fonti e le informazioni adatte? E una “postilla” in tema di tematiche “green”, così importanti oggi quando si deve sparare contro il diesel e inneggiare alla mobilità elettrica: dopo l’istituzione del contributo per lo smaltimento carcasse, e con riferimento alla tutela dell’ambiente (che vuol dire anche certezza della provenienza gomme, delle condizioni lavorative di ogni sito di produzione) quanto è consapevole l’automobilista circa la corretta lavorazione ed il corretto smaltimento degli pneumatici in commercio? (Per tutto questo, se una rete di gommisti decidesse di sconfessare la ordinaria concorrenza (fatta da massimo ribasso dei prezzi e da scarso e pessimo servizio) fornendo consulenza e addirittura seminari di formazione e divulgazione informativa. Se al contempo attivasse azioni di fidelizzazione (richiami, calendarizzazione sostituzioni e controlli, invio news di prodotto). Ed infine, molto semplicemente, sensibilizzasse il cliente sul fatto che non vale la pena risparmiare persino 100 euro su un cambio gomme, se nel corso dei mesi successivi una scelta sbagliata dovesse aumentare consumi, ridurre il confort e la sicurezza passiva dell’auto. Che valore avrebbe  un “Bollino Blu”?.

 

Riccardo Bellumori

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