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RED LINE

BBF presenta Red Line

Le carrozzerie punteranno sempre più sulla meccanica, mentre specializzarsi sulle auto asiatiche sarà sempre più difficile, per questo serviranno partner competenti e in grado di risolvere i problemi. Con queste parole Salvatore Bordonaro sintetizza la situazione di un mercato particolare: quello delle auto di importazione e della relativa riparazione e manutenzione.
B.B.F., azienda nata nel 1981, neanche a farlo apposta, in questo settore c’è da sempre: prima come semplice ricambista, poi, con il crescere della richiesta, è passato alla dimensione di distributore, fino ad arrivare ai giorni nostri, con il lancio della linea Red Line: 1.750 pagine di cataloghi (senza immagini, “non c’entravano”) per quella che Salvatore Bordonaro definisce la “bibbia” del ricambio asiatico.
Effettivamente, a guardare la merceologia proposta, si spazia dalla meccanica (comprese le parti per la rettifica) all’elettrico, con un’ampia offerta di accessori (per lo più destinati ai fuoristrada) e la particolarità dei ricambi di carrozzeria; non un semplice complemento, ma una vera e propria linea completa di parafanghi, cofani, fiancate e vetri, insomma, tutte quelle che comunemente vengono chiamate “parti visibili Cerchiamo allora di capire come nasce B.B.F. e perché il mercato delle auto asiatiche non può più essere sottovalutato al giorno d’oggi. 

Come nasce B.B.F. e perché avete sentito l’esigenza di lanciare il marchio Red Line?
B.B.F. è nata ufficialmente nel marzo del 1981. La prima attività, tuttavia, era molto differente da quella di oggi: siamo nati come un negozio di ricambi, e ci siamo presto specializzati nei ricambi asiatici e per auto americane e inglesi. La nostra specializzazione ci ha portato a farci conoscere dagli altri ricambisti, che piano piano hanno iniziato a richiederci del materiale e delle consulenze (bisogna ricordare che, specialmente per l’asiatico, inizialmente non esisteva alcuna documentazione).
Il passo per diventare dei grossisti è stato breve, così come l’ampliamento della nostra sede e la trasformazione della nostra struttura. Si è trattato di un “cambiamento di pelle”strutturale: non abbiamo solo allargato il nostro business, ma abbiamo incrementato le nostre competenze e ottimizzato le procedure (la certificazione ISO: 9001 è stata un passaggio naturale per la nostra crescita, tanto per fare un esempio).
Per quanto riguarda Red Line, mi piace sottolineare che si tratta di un marchio che abbiamo registrato già nel 1988, ma solo lo scorso anno abbiamo deciso di investirci: prima volevamo avere la garanzia di offrire prodotti di qualità con una copertura completa del circolante, risultato che oggi abbiamo centrato in pieno. 

La vostra realtà è un po’ atipica: oltre alla meccanica e all’elettrico trattate anche la carrozzeria; credete che ci sarà una fusione tra gli operatori di questi due settori?
Non crediamo che, a breve termine, meccanici e carrozzieri diventino un’unica figura. Nel caso, poi, credo che sarà la carrozzeria a inserire la lavorazione meccanica e non viceversa.
In questo senso abbiamo avuto già qualche segnale dal mercato.
Oggi la carrozzeria ha almeno due vantaggi a lavorare la meccanica: da una parte gli spazi, che per le carrozzerie sono molto più ampi che in un’officina meccanica, dall’altra una mentalità già abituata a una serie di problematiche; basti pensare che le carrozzerie devono rispettare numerose leggi sull’inquinamento e la sicurezza del luogo di lavoro. Le carrozzerie, insomma, tendono a somigliare sempre più a piccoli “concessionari” piuttosto che alle botteghe cui eravamo abituati in passato. 

Quali consigli dà a chi vede arrivare un’auto asiatica nella propria officina?
Il primo consiglio che do riguarda i fuoristrada, siano essi asiatici, inglesi o americani: è chiaro che l’officina che si vede arrivare un cliente con un fuoristrada immagina subito di poter tradurre tale cliente in facili guadagni; è difficile resistere alla tentazione. Eppure oggi i clienti sono più attenti, e molti fuoristrada sono utilizzati come le autovetture, quindi ci si aspetta di essere trattati allo stesso modo.
Per quanto riguarda invece le vetture, diciamo che ancora oggi è difficile reperire informazioni sui modelli asiatici, anche se noi pensiamo di aver dato un grande contributo su questo tema.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alla cura maniacale nell’inserimento per ogni articolo di note riguardanti misure, caratteristiche e descrizioni dettagliate (ben diverse dalle note standard), in grado di far riconoscere all’operatore l’articolo ricercato con più sicurezza; tutto ciò è stato possibile grazie alla grande esperienza maturata in quasi trent’anni di operatività nel settore asiatico.
In particolare, crediamo molto nel nostro catalogo, che riteniamo essere una risorsa unica per il ricambista, perché grazie a esso riesce a muoversi agilmente nel mondo dei ricambi asiatici. Ancor di più il nostro sito internet, dove il ricambista ha la possibilità di vedere anche le foto del prodotto.
A questo proposito, voglio sottolineare che abbiamo dato una grande importanza alle immagini, perché potessero davvero rappresentare un valore aggiunto e un utile strumento di ricerca e corretta identificazione del prodotto. Proprio per questo non ci siamo rivolti a un fotografo generico, ma abbiamo deciso di svolgere internamente questo compito e abbiamo incaricato un nostro dipendente, con oltre vent’anni di esperienza nel settore, di fare le foto. Grazie alla sua competenza specifica, infatti, egli conosce le difficoltà che può avere un ricambista o un meccanico a identificare il pezzo di fronte a una foto generica e nelle immagini sa perciò evidenziare quel dettaglio che può fare la differenza. Si tratta di un lavoro molto lungo, ma, tanto per dare qualche numero, abbiamo già caricato 9.000 immagini. 

Eppure anche per le auto asiatiche i codici stanno esplodendo...
I nostri addetti aggiornano continuamente il catalogo, anche ascoltando i vari feedback che ci arrivano dal mercato. Certo, l’esplosione dei codici è un fatto incontrovertibile, per questo noi ci siamo specializzati solo in questa nicchia di mercato e non abbiamo intenzione di allargarci ad altri settori. Per noi la questione non è ingestibile, anche se, chiaramente, ci crea dei problemi, non tanto per la meccanica, quanto per la carrozzeria, che ha un ingombro notevole: basti pensare che ogni anno vengono presentati nuovi modelli e con dimensioni non solo da utilitaria come la Hyundai IX35. Nell’ottica di dare un buon servizio al cliente, comunque, non ci fermiamo certamente con gli investimenti: attualmente qui abbiamo 3.000 mq di magazzino oltre ai 900 mq della vecchia sede, mentre stiamo acquistando una serie di magazzini verticali automatici, per liberare circa un migliaio di metri di magazzino. In questo modo dovremmo essere ancora più competitivi nei prossimi anni. 

Attualmente come avviene la distribuzione dei vostri prodotti?
Da quattro anni a questa parte abbiamo iniziato a creare una rete di nostri distributori regionali e oggi possiamo dire di aver superato il 50% della copertura. Non si tratta di un lavoro semplice, perché i nostri distributori sono divisi per merceologia di prodotto. Non tutti quelli che trattano meccanica vogliono inserire la carrozzeria o le altre linee e viceversa, quindi il lavoro è piuttosto complesso. Inoltre, dobbiamo aggiungere che cerchiamo sempre partner seri e affidabili e questo complica ancor di più le cose. Tuttavia notiamo un buon interesse per il marchio Red Line e siamo molto fiduciosi per il futuro.

                                                                                                                                                                   
                                                                                                          Ottobre 2010
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