
Il motore 1.2 PureTech ha rappresentato per anni uno dei punti di riferimento tra i tre cilindri più diffusi in Europa, grazie a un buon compromesso tra prestazioni e consumi. Con il tempo, però, una scelta progettuale ben precisa ha sollevato diverse criticità: la cinghia di distribuzione a bagno d’olio, adottata per ottimizzare l’efficienza, ma rivelatasi più sensibile all’usura rispetto alle aspettative iniziali.
Nel corso dell’utilizzo, la cinghia tende infatti a deteriorarsi, rilasciando particelle che possono contaminare il sistema di lubrificazione. Questo processo può incidere sul corretto funzionamento del motore, con effetti che vanno dal calo della pressione dell’olio fino a situazioni più complesse, con conseguenze anche rilevanti. Una condizione che ha spinto molti automobilisti a interventi di manutenzione anticipata, con costi e tempi difficili da prevedere.
Le evoluzioni più recenti del propulsore hanno già adottato una soluzione differente, passando alla distribuzione a catena, più resistente e progettata per una maggiore durata. Rimane però il tema delle vetture già in circolazione, ancora equipaggiate con la configurazione originale.
Conversione PureTech da cinghia a catena: un intervento mirato
In questo contesto si inserisce la proposta aftermarket sviluppata da ProChain, che consente la conversione completa del sistema di distribuzione. L’intervento prevede l’eliminazione della cinghia e l’introduzione di una catena, insieme alla sostituzione di componenti fondamentali come tenditori, pulegge e carter.
Si tratta di una modifica strutturale che punta a migliorare la robustezza complessiva del motore. La catena, infatti, è progettata per accompagnare il propulsore lungo l’intero ciclo di vita, riducendo sensibilmente la necessità di manutenzione periodica e limitando il rischio di guasti improvvisi.
Il costo del kit si colloca tra gli 830 e i 950 euro, a cui va aggiunta la manodopera per l’installazione, che richiede competenze specifiche. Una spesa che può essere valutata come investimento preventivo, soprattutto considerando le possibili conseguenze legate al deterioramento della cinghia.
Le prime disponibilità sono previste nel corso del 2026, ma l’interesse è già significativo. La possibilità di aggiornare un motore ampiamente diffuso come il PureTech rappresenta un’opportunità concreta per migliorare affidabilità e gestione nel tempo, offrendo una soluzione tecnica che risponde a una delle criticità più discusse degli ultimi anni.


