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giovedì, 18 Aprile 2024
  • BYD e Stellantis: nuove indiscrezioni e possibili scenari

    BYD - Stellantis

    Il colosso cinese BYD guarda all’Italia per la produzione delle auto elettriche.

    O forse è l’Italia che pensa a BYD dal momento che, stando ad alcune indiscrezioni emerse durante il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra, sarebbe il Governo italiano ad aver contattato l’Ad della divisione europea Michael Shu per un possibile investimento nel nostro Paese.

    Una misura probabilmente messa in campo nell’ambito dei tentativi di attrarre un secondo produttore di automobili oltre a Stellantis“Abbiamo alcuni contatti per discuterne” – ha detto l’amministratore delegato di BYD Europe.

    Ma dall’Esecutivo non vi sono né conferme, né smentite. Al momento, il costruttore di Shenzhen ha avviato un piano per realizzare la sua prima fabbrica europea in Ungheria, precisamente a Szeged, dove sarà operativo entro i prossimi tre anni. Lì verranno prodotte auto elettriche al 100%, anche se non si conoscono i dettagli sui modelli. È però possibile che si tratterà di vetture più piccole e accessibili, come la Dolphin.

    “La necessità di un secondo stabilimento europeo – ha fatto sapere – dipende dalle nostre vendite. Ora stiamo facendo ottimi progressi”, ha aggiunto Shu.

    La produzione delle auto elettriche di BYD

    BYD nel 2023 ha superato Tesla come più grande produttore di veicoli elettrici al mondo ed ha respinto al mittente le accuse di Bruxelles secondo cui il successo delle sue auto elettriche è dovuto ai sussidi ricevuti da Pechino, affermando di aver investito prima e molto di più dei suoi concorrenti.

    Rispetto all’Italia era stato il Ministro Adolfo Urso, responsabile delle Imprese e del Made in Italy, a dichiarare che l’Esecutivo cerca di attrarre una seconda Casa Auto in Italia: “È un progetto su cui lavoriamo da mesi e abbiamo avuto colloqui significativi con alcuni partner stranieri”.

    Se confermata, la mossa consentirebbe al Paese di aumentare la produzione di veicoli in un momento storico particolare, con l’elettrificazione che chiama e le vendite che faticano, mentre BYD potrebbe bypassare i dazi doganali all’import/export, soprattutto nel caso in cui l’Europa applicasse davvero delle tariffe aggiuntive sulle vetture asiatiche.

    L’inchiesta avviata dalla Commissione europea sui veicoli elettrici cinesi infatti, potrebbe condurre a un aumento delle tariffe sulle loro importazioni.

    La casa automobilistica ha già lanciato tre modelli in Europa e sembra essere preparata a questa eventualità.

    Storia e nascita della BYD

    Fondata nel febbraio 1995, BYD (acronimo di Build Your Dreams, costruisci i tuoi sogni), è una multinazionale high-tech.

    Un colosso che in 27 anni è passato da 20 dipendenti ai 290mila di oggi, con oltre 30 siti industriali e oltre 40 filiali in tutto il mondo.

    Nata come azienda che produceva batterie è riuscita a scalare tutte le classifiche.

    Ha investito molto nella transizione elettrica della mobilità, auto ma anche trasporto ferroviario, nella produzione di batterie ad alta efficienza e nell’hi-tech, con sistemi di produzione e stoccaggio energetico.

    A cura di Valeria di Giorgio 

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