Interviste

JC Auto: nuovi investimenti per una crescita continua

DI STEFANO BELFIORE


Corrono su significative direttrici di investimento, legate al magazzino ed a nuove linee di prodotto, le ambizioni della JC Auto. Un’azienda, operante nel segmento della distribuzione dei ricambi per automobili, determinata a crescere e ad evolversi sempre più a dispetto della flessione che sta vivendo il mercato. E’ Davide Ferretti (nella foto), responsabile commerciale della filiale italiana, a spiegarci storia, mission, risultati e progettualità future che puntano verso una precisa direzione: allargare maggiormente entro il 2015 l’offerta alla clientela.
Con la JC Auto, prosegue il viaggio d’impresa di Inforicambi fra i player dell’aftermarket internazionale: interviste frutto di una stretta relazione fra il nostro giornale ed i produttori di settore.

 

La JC Auto è specializzata nel settore della distribuzione dei ricambi per le auto. Il 2008 è per l’azienda un anno importante. Cosa accade?


Quattro anni fa JC Auto S.A., azienda polacca, quotata alla borsa di Varsavia, della quale noi eravamo una filiale, specializzata nel segmento vetture asiatiche ed americane (fatturato 50 milioni di euro), venne acquisita dalla Intercars S.A. (con all’epoca un business che si aggirava intorno ai 600 milioni di euro) anch’essa quotata alla borsa di Varsavia e specializzata nel segmento europeo. Questa acquisizione ci ha consentito di creare un’offerta tale da permetterci di coprire l’intero parco circolante e ha dato vita ad un colosso che vanta più di 4.000 dipendenti e lavora in 12 Paesi diversi, tra cui l’Italia. Nel 2012 il fatturato del gruppo si è attestato a 760 milioni di euro con una crescita in Europa attorno al 12 per cento rispetto al 2011.

 

Quali sono i risultati raggiunti dalla filiale JC Auto Italy?


La filiale Italiana, nel 2012, ha messo a segno un più 28 per cento sul fatturato dell’anno precedente. Ed in questi primi mesi del 2013 il trend si conferma. JC Auto Italy, oltre a trattare il marchio JC che copre la gamma asiatica (alcuni marchi sono Aisin, Exedy, Mk Kashiyama, Sangsin, 555, Yamato, Koyo, Ntn, Union japan) in cui siamo fortemente in incremento, è diventata distributore ufficiale, in Italia, dei brand Luk, Ina, Fag, Filtron, Abe. Inoltre, distribuiamo altri marchi quali Trw ed Ngk unitamente a marchi meno noti e di proprietà del gruppo come, ad esempio, Thermotec (pompe acqua), Bta (cuscinetti ruote), Nexus (frizioni), Pascal (giunti omocinetici) ed altri. Intercars, invece, è uno dei più grossi gruppi di distribuzione ricambi in Europa, vantando un assortimento di prodotti trattati tra i più vasti con oltre 1.250.000 referenze.


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Parliamo ancora di business. Uno dei vostri obiettivi è quello di rafforzare la presenza del brand in Europa. Area che però vive, per quanto riguarda l’automotive, una situazione poco felice. Secondo l’ultimo screening Acea, il mercato dell’auto internazionale esordisce, infatti, a gennaio 2013 in maniera negativa, registrando 918.280 immatricolazioni, l’8,5 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2012. Che politica aziendale sarà, dunque, adottata dalla JC Auto per affrontare un mercato così in affanno?


Come potrà notare dai dati sopracitati, sia la nostra casa madre, sia JC Auto Italia hanno avuto ottime performance nel 2012. Pertanto, perseguiremo la strada intrapresa con successo dal 2010. E continueremo ad investire nell’assortimento del magazzino e nell’inserimento di nuove linee di prodotto. Certo è innegabile che il mercato sia in contrazione e con difficoltà economiche. Ma questo ci rende ancora più determinati nel proseguire la nostra strategia, certi di diventare dei partner sempre più affidabili per la nostra clientela.

 

Il 28 maggio 2004 rappresenta un giorno importante per l’azienda che è stata quotata alla borsa valori di Varsavia. Un simile e così rilevante riconoscimento da cosa scaturisce e che benefici ha apportato all’impresa?


Per il gruppo è stato un importante momento di svolta. Ci ha permesso di espandere l’azienda in molti altri Paesi dell’Est Europa ed imporvi il nostro modo di operare. Inoltre, crediamo fortemente nel mercato libero e riteniamo fondamentali tutti i passaggi che ci hanno portato ad essere uno dei gruppi più importanti nel settore aftermarket.

 

Un’azienda che si rispetti è quella che sa guardare lontano. In tale ottica, su quali progetti futuri punta la Jc Auto?


Il nostro progetto per il quinquennio 2010-2015 è quello di allargare sempre di più la nostra offerta alla clientela. Per fare questo, ci siamo dati come finalità, di gestire, in Italia, almeno 50.000 referenze entro la fine del 2015. E’ chiaro che non ci fermeremo a questo. Ma ritengo sia già una buona base di partenza.
 

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