Fiere ed eventi

No ai turbocompressori non originali

“La piaga dei turbocompressori non originali e che non rispondono alle direttive europee recepite dalle leggi nazionali, oltre a creare un indubbio e grave problema economico per le aziende che trattano prodotti omologati e di qualità, costituisce un pericolo in termini di sicurezza per il motore, di cui il turbocompressore è organo vitale,   e non ultimo un danno per l’ambiente a causa di emissioni non controllate”. A sostenerlo con forza Giorgio Moffa, Amministratore Delegato di FTS, all’interno delll’incontro, tenutosi lo scorso 4 luglio, all’hotel Monteconero di Sirolo (in provincia di Ancona) ed organizzato da Saito (azienda marchigiana operante da più di 20 anni nell’aftermarket dei turbo). Il summit, incentrato sul tema “Omologazione dei turbocompressori e regole del gioco” , a cui hanno aderito FTS e Contec, è stato “un momento – prosegue Moffa -  pensato per per sensibilizzare case produttrici, personale di vendita, stampa, associazioni di consumatori e istituzioni,  sul grave problema del rispetto delle regole in tema di omologazioni dei turbocompressori, in particolare nel mondo delle automobili”.

Alla tavola rotonda di Sirolo, oltre ai distributori di turbocompressori leader in Italia, ha preso parte anche l’èlite dei costruttori a livello mondiale: Honeywell (Garrett), Borg Warner (KKK), IHI, Holset. Tra le istituzioni invitate, particolare rilievo ha avuto la presenza di Anfia, sensibile problematiche collegate alla sicurezza. Dalle relazioni è emerso come ci sia purtroppo una conoscenza solo parziale della legislazione vigente, che esiste e viene descritta dagli articoli 71,72,78 del nuovo Codice della Strada.  Il risultato dell’incontro è stato la presa d’atto che molte e diversificate devono essere le azioni da intraprendere per sensibilizzare tutti gli attori: migliorare l’informazione, sia tecnica che legale, rendendo partecipi le riviste del settore e il Ministero dei Trasporti per campagne mirate su tutto il territorio nazionale;  sensibilizzare le associazioni di categoria per una maggiore tutela dei propri associati. Ed ancora: un maggiore coinvolgimento delle autorità; l’introduzione di nuovi strumenti di controllo, come la tracciabilità del prodotto omologato e l’utilizzo della visibilità portata dalla partecipazione alle fiere per dare rilevanza anche a livello internazionale alle problematiche del prodotto non omologato.

 

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