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Il caro carburante morde il trasporto merci: le associazioni lanciano l’allarme

Il caro carburante morde il trasporto merci: le associazioni lanciano l’allarmeAllarme rosso per il caro carburante

L’aumento dei prezzi, fuori controllo, sta azzerando i margini: il caro carburante mette in seria difficoltà i trasportatori e le associazioni hanno dichiarato che il servizio non è più sostenibile. Si stima, per esempio, che i privati spenderanno per il caro benzina 1.750 euro in più l’anno. Trasportounito, per esempio, comunica che “a partire da lunedì, 14 marzo, le aziende di autotrasporto sospenderanno a livello nazionale i loro servizi ‘per causa di forza maggiore’”. L’associazione precisa che non si tratta di uno sciopero né di una rivendicazione specifica bensì di un’iniziativa finalizzata a coordinare le manifestazioni sullo stato di estrema necessità del settore. In una lettera, inviata alla Presidenza del Consiglio, al Ministro e al Vice Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e al Presidente della Commissione di Garanzia per gli Scioperi, si sottolinea che: “la sospensione dei servizi è inevitabile anche per tutelare le imprese e impedire che le condizioni di mercato, determinate dai rincari dei carburanti, si traducano in vantaggi per altri soggetti del settore trasporti o in addebiti per obblighi contrattuali che le imprese della filiera non riescono più a garantire”.

 

Caro carburante e difficoltà per i trasporti

In effetti il rischio di controversie è alto ed è per questo che Assotir – Associazione italiana imprese di trasporto – ha pubblicato una lettera aperta ai clienti. In essa si legge, fra l’altro, che: “sentiamo il bisogno di chiedere a tutti una condivisione dei maggiori oneri derivanti dai fattori straordinari che si sostanziano nell’aumento del costo del gasolio, aumentato in un anno del 30% senza segnali di un’inversione di tendenza. Siamo convinti che in questi momenti di straordinaria difficoltà si debbano trovare le risorse morali per uscire fuori dall’emergenza e che solo condividendo il sacrificio si potrà superare lo shock al quale tutta l’economia è sottoposta”. Anche ANITA – Associazione nazionale imprese trasporti automobilistici – lancia l’allarme citando anche “anomalie riscontrate sul mercato dei carburanti con riduzioni dei fidi accordati alle imprese, riduzioni e/o sospensioni delle forniture extrarete i cui prezzi, in alcuni casi, hanno addirittura superato quelli della rete stradale”. Sappiamo infatti che molte flotte per avere prezzi migliori, visti i loro ingenti consumi, comprano il carburante all’ingrosso e non dai classici distributori. Questa situazione di grande difficoltà rischia di vanificare un anno che si preannunciava di ripresa per il truck aftermarket.

 

L’allarme internazionale per il caro carburante

Le preoccupazioni per un caro carburante generalizzato superano ovviamente i confini nazionali: Fiap (che ha promosso il Logistic Village in Transpotec Logitec), per esempio, cita una lettera aperta dell’IRU - International Road Transport Union – nella quale il presidente Radu Dinescu dichiara che: “Gli operatori del trasporto commerciale su strada stanno lottando con il caro carburante e alcuni sono già sull'orlo della bancarotta: se il trasporto su strada non funziona correttamente, le catene di approvvigionamento già in difficoltà saranno colpite ancora di più”. Gli fa eco il Segretario Generale Umberto de Pretto: praticamente tutto ciò che viene mangiato, indossato o utilizzato nel mondo ad un certo punto della suo viaggio viene trasportato su camion. Se gli aumenti dei costi del trasporto su strada non vengono contenuti, limitando i prezzi e tagliando le tasse sul carburante a carico degli operatori, tutti i settori dell'economia globale rischiano gravi conseguenze a causa dell’inflazione”.

 

Nicodemo Angì

 

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