
L’automobile sta diventando una macchina sempre più elettronica e, per il mondo dell’aftermarket, questa trasformazione significa anche nuove opportunità. A raccontare la dimensione del fenomeno bastano pochi numeri: negli ultimi 15 anni la quantità di sensori installati su un veicolo è raddoppiata o triplicata e, nelle applicazioni più complesse, può arrivare fino a 300 unità. Parallelamente, l’elettronica rappresenta ormai tra il 30 e il 40% del valore materiale complessivo di un’automobile.
È in questo mercato in rapida evoluzione che NTN Europe intende rafforzare la propria presenza. Il Gruppo propone oggi sette famiglie di sensori, per un totale di circa 1.500 codici commercializzati con il marchio SNR, e dichiara una copertura del 95% delle esigenze del mercato europeo.
Non si tratta però di un punto di arrivo. La strategia prevede l’ampliamento delle famiglie esistenti e l’introduzione di due nuove gamme nel 2027, con l’obiettivo di trasformare i sensori in uno dei pilastri dell’offerta aftermarket NTN.
Sempre più sensori sulle automobili
L’aumento del numero di sensori non riguarda una sola tipologia di vettura.
L’elettrificazione sta certamente accelerando la diffusione dell’elettronica, ma anche i veicoli con motore a combustione interna continuano a integrare nuovi dispositivi per gestire sicurezza, comfort, prestazioni ed emissioni.
Il risultato è un’automobile nella quale una quantità crescente di funzioni dipende dalle informazioni raccolte e trasmesse dai sensori.
Per l’aftermarket la conseguenza è significativa. Con l’invecchiamento di queste vetture, una parte sempre maggiore degli interventi di manutenzione e riparazione interesserà componenti elettronici che fino a pochi anni fa avevano un’incidenza decisamente inferiore sul lavoro quotidiano delle officine.
Il sensore diventa quindi un ricambio sempre più strategico, ma richiede contemporaneamente maggiori competenze diagnostiche per individuare correttamente l’origine di un’anomalia prima della sostituzione.
NTN, dall’ASB ai sensori di nuova generazione
L’ingresso di NTN in questo settore non parte da zero.
Una delle tappe fondamentali risale al 1997, quando l’azienda sviluppò la tecnologia ASB®. Nel corso degli anni il Gruppo ha maturato competenze anche nei LiDAR, nei sensori di coppia e nella meccatronica.
Proprio questo patrimonio tecnologico ha portato NTN a riorganizzare la propria offerta aftermarket.
Da due anni i sensori costituiscono infatti una linea di prodotto autonoma, scelta che riflette il peso crescente assunto da questi componenti nel mercato della riparazione.
SNR: sette famiglie e 1.500 codici
La gamma di sensori SNR è organizzata intorno a tre grandi aree applicative.
La prima riguarda la gestione del motore e comprende i sensori di posizione dell’albero a camme CMP, quelli dell’albero motore CKP e i sensori di temperatura del liquido di raffreddamento CTS.
Sono componenti fondamentali perché le informazioni rilevate vengono utilizzate dai sistemi elettronici del veicolo per gestire correttamente differenti parametri di funzionamento.
La seconda area riguarda invece il controllo dei gas di scarico. Ne fanno parte i sensori di pressione EPG e quelli di temperatura EGT, utilizzati per monitorare il sistema di scarico e contribuire al rispetto delle normative europee sulle emissioni.
Il terzo gruppo interessa direttamente sicurezza e comfort e comprende i sensori di pressione degli pneumatici TPMS e i sensori di velocità della ruota ASB.
Dalla meccanica alla diagnosi: cambia anche il lavoro dell’officina
La moltiplicazione dei sensori modifica inevitabilmente anche il lavoro del riparatore.
Quando una quota crescente delle funzioni dell’automobile dipende dall’elettronica, individuare correttamente un guasto diventa importante quanto sostituire il componente.
Un’anomalia registrata dalla centralina, infatti, deve essere ricondotta alla sua origine prima di procedere con la riparazione. Per l’officina significa lavorare in un ambiente nel quale diagnosi ed elettronica assumono un peso crescente accanto alle tradizionali competenze meccaniche.
È una trasformazione destinata ad accompagnare l’evoluzione del parco circolante: le automobili dotate oggi di un numero elevato di sensori saranno progressivamente sempre più presenti nelle officine indipendenti.
Di conseguenza aumenterà anche la necessità di disporre rapidamente del ricambio corretto.
Due nuove famiglie di sensori NTN nel 2027
NTN ha già programmato la fase successiva.
Nel 2027 arriveranno due nuove famiglie di prodotto, mentre parallelamente continuerà l’estensione delle gamme esistenti.
Il costruttore punta così a consolidare il proprio ruolo nel mercato dei sensori proponendosi come interlocutore unico per una quota sempre maggiore delle necessità di distributori e riparatori.
La direzione del mercato, del resto, appare chiara: mentre l’automobile diventa sempre più elettrificata, connessa ed elettronica, anche il ricambio cambia pelle.
Per l’aftermarket la sfida sarà riuscire a seguire questa evoluzione non soltanto attraverso cataloghi più ampi, ma anche con diagnosi, competenze e formazione adeguate a una vettura nella quale meccanica ed elettronica sono ormai strettamente integrate.
E se oggi un’auto può già utilizzare fino a 300 sensori, è facile comprendere perché questo segmento stia diventando uno dei terreni più interessanti per il futuro della riparazione.




