
L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente i processi di selezione del personale, ma il rischio è che gli algoritmi finiscano per replicare schemi e squilibri del passato. È su questo scenario che si è sviluppato il contributo di Car Clinic al Pink Mobility Day 2026, l’evento dedicato alla valorizzazione del ruolo femminile e all’inclusione nel settore della mobilità.
Nel corso della tappa milanese del 5 marzo, il dibattito si è concentrato su un tema particolarmente attuale: “AI: discriminazione artificiale?”, interrogativo che apre una riflessione sull’impatto degli strumenti digitali nei processi di recruiting.
Oggi molti sistemi di selezione automatizzata analizzano i curricula sulla base di dati storici. In settori tecnici tradizionalmente dominati da figure maschili, questo meccanismo rischia di produrre effetti distorsivi, limitando la visibilità delle candidature femminili e consolidando modelli occupazionali già esistenti.
Durante la tavola rotonda dedicata al tema “Trovare il proprio posto nel mondo”, Car Clinic ha illustrato il proprio approccio a una questione sempre più centrale per il futuro del lavoro: evitare che la tecnologia diventi un fattore di esclusione.
Car Clinic Pink Academy e inclusione nel settore carrozzeria
Per affrontare questa sfida, l’azienda ha scelto di sviluppare un modello che affianca agli strumenti digitali una forte componente umana nella selezione e nella formazione delle nuove professionalità.
Uno dei progetti più rappresentativi in questa direzione è la Pink Academy, percorso formativo progettato per favorire l’ingresso delle donne nel mondo della carrozzeria professionale, un ambito storicamente percepito come poco accessibile al talento femminile.
Il programma prevede attività di attrazione, formazione tecnica e accompagnamento professionale, con l’obiettivo di costruire competenze reali e favorire percorsi di crescita all’interno del network.
Secondo quanto emerso durante l’incontro milanese, nella Academy la presenza femminile ha già raggiunto il 40% degli apprendisti, un dato che testimonia come l’interesse verso le professioni tecniche stia cambiando anche tra le nuove generazioni.
La strategia dell’azienda guarda ora a un obiettivo più ampio: rafforzare progressivamente la presenza femminile nella rete di centri di riparazione, puntando ad avere almeno una donna nel 50% delle sedi entro la fine del 2026.
Il tema dell’inclusione non riguarda solo l’equità sociale, ma anche la capacità delle imprese di innovare. Ampliare la diversità delle competenze e delle prospettive diventa infatti un elemento strategico per migliorare competitività, qualità del servizio e capacità di adattamento ai cambiamenti del mercato.
Fondata nel 2008, Car Clinic rappresenta oggi la prima rete italiana di carrozzerie di proprietà, con 58 centri diretti e 70 centri partner distribuiti sul territorio. L’azienda collabora con numerose compagnie assicurative nella gestione delle riparazioni dei veicoli coinvolti in sinistri e ha registrato nel 2024 un fatturato superiore ai 120 milioni di euro, con una struttura che conta circa 600 dipendenti.





