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mercoledì, 11 Febbraio 2026

Stellantis cambia rotta: meno ideologia, più realismo per affrontare la transizione

Stellantis Supplier Awards 2025

L’industria automobilistica europea sta entrando in una fase di maggiore consapevolezza, in cui le promesse di una transizione rapida e senza ostacoli lasciano spazio a un approccio più pragmatico e selettivo. In questo contesto, Stellantis avvia una revisione profonda della propria strategia industriale, con l’obiettivo di riallineare investimenti, prodotti e supply chain alle reali condizioni del mercato.

Non si tratta di un semplice aggiustamento tattico, ma di un cambio di paradigma che coinvolge l’intero modello di sviluppo del gruppo. Il messaggio lanciato dal management è chiaro: non servono operazioni finanziarie straordinarie, ma una ristrutturazione strutturale del business, capace di correggere gli squilibri emersi negli ultimi anni e di costruire una crescita più sostenibile in un mercato sempre più frammentato.

I dati finanziari diffusi di recente hanno inizialmente preoccupato gli investitori, con il titolo sceso sotto la soglia dei sei euro. Tuttavia, dietro la reazione nervosa dei mercati, il gruppo individua segnali incoraggianti. Nel terzo trimestre 2025 le consegne sono cresciute del 9%, mentre il portafoglio ordini mostra un’accelerazione sia negli Stati Uniti sia in Europa.

Negli USA, in particolare, la domanda è aumentata di oltre una volta e mezza rispetto al 2024. Nel Vecchio Continente la ripresa è più graduale, ma costante. Secondo Antonio Filosa, questo andamento dimostra che il mercato non è in crisi strutturale, ma in attesa di prodotti, prezzi e tecnologie più coerenti con le aspettative dei clienti.

Strategia industriale Stellantis: elettrificazione, investimenti e dialogo con l’Europa

Uno dei nodi centrali del nuovo corso riguarda l’elettrificazione. Il rallentamento della domanda di veicoli elettrici ha evidenziato una distanza crescente tra obiettivi normativi, capacità produttive e risposta dei consumatori. Per questo Stellantis sta rivedendo in profondità le proprie filiere legate all’e-mobility, puntando su una maggiore flessibilità e su una riduzione dei rischi finanziari.

Gli investimenti restano rilevanti. Negli Stati Uniti il gruppo ha impegnato circa 13 miliardi di dollari, mentre in Europa nel solo ultimo anno sono stati lanciati dieci nuovi modelli. Tuttavia, la nuova linea guida prevede un’allocazione più selettiva delle risorse, orientata al mercato reale e non a scenari teorici.

Sul fronte europeo, Filosa non nasconde una crescente insoddisfazione per l’attuale quadro regolatorio. Le norme sulle emissioni di CO₂ vengono giudicate troppo ambiziose rispetto allo stato attuale del mercato, soprattutto per quanto riguarda i veicoli commerciali leggeri.

Nel 2025, Stellantis ha accantonato circa 500 milioni di euro per far fronte alle potenziali sanzioni legate alle emissioni dei commerciali. Risorse che, secondo il gruppo, avrebbero potuto essere destinate a ricerca, sviluppo e capacità produttiva. Una posizione in linea con quella dell’ACEA, che chiede una revisione delle tempistiche e un allungamento dei target di almeno cinque anni.

In questo contesto si inserisce anche la lettera aperta firmata da Filosa insieme a Oliver Blume, amministratore delegato di Volkswagen Group. L’iniziativa mira a costruire una posizione condivisa tra i principali costruttori europei sui dossier strategici in discussione a Bruxelles.

Tra i temi chiave emerge il concetto di local content, ovvero la necessità di incentivare la produzione di veicoli e componenti in Europa, premiando gli investimenti sul territorio. L’obiettivo è affiancare alla transizione elettrica un sistema di incentivi che rafforzi l’industria continentale, riducendo la dipendenza dalle filiere extra-UE.

Il “reset” di Stellantis passa anche da un ripensamento delle politiche interne. In passato, ammette il management, la riduzione dei costi è stata spinta oltre il limite, con effetti negativi sulle competenze tecniche. Il nuovo corso segna un’inversione di tendenza: dall’insediamento dell’attuale leadership sono stati assunti circa 2.000 ingegneri, soprattutto negli Stati Uniti, e sono stati riattivati siti produttivi strategici, come lo stabilimento in Serbia, fermo per tre anni.

La convinzione di fondo è netta: senza know-how, capacità progettuale e presidio tecnologico, nessuna transizione può essere sostenibile nel lungo periodo, indipendentemente dal tipo di alimentazione.

La crescita resta dunque un obiettivo centrale, ma passa da una nuova impostazione: investire meglio, produrre in modo più coerente con la domanda e costruire un dialogo strutturato con le istituzioni. Solo così, secondo Stellantis, sarà possibile affrontare la trasformazione dell’automotive europeo senza sacrificare competitività, occupazione e valore industriale.

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