
Per anni, quando un’auto arrivava a fine vita, il tema principale era uno solo: smaltirla nel modo meno problematico possibile. Oggi lo scenario è completamente cambiato. Il veicolo dismesso non è più considerato un rifiuto, ma una risorsa strategica.
In questa trasformazione si inserisce il progetto sviluppato da BMW Group e PreZero, che punta a costruire una nuova filiera basata sull’economia circolare. Un modello che guarda al futuro dell’automotive europeo, mettendo al centro il riciclo auto e il recupero dei materiali.
L’obiettivo non è solo ambientale. È industriale, economico e strategico.
Negli ultimi anni, la pressione sulle materie prime è aumentata in modo significativo. Acciaio, alluminio, rame, plastica tecnica e materiali per le batterie sono sempre più costosi e difficili da reperire. In questo contesto, recuperare ciò che è già disponibile diventa una priorità.
Ed è proprio da qui che nasce il nuovo approccio: trasformare i veicoli a fine vita in una vera miniera urbana.
Riciclo auto: dal rottame alla nuova risorsa industriale
Quando un’auto viene dismessa, al suo interno sono presenti decine di materiali ancora perfettamente utilizzabili. Metalli, componenti elettronici, plastiche, parti strutturali. Fino a pochi anni fa, una parte consistente di questo patrimonio andava persa.
Il nuovo modello punta invece a massimizzare il recupero, attraverso processi più avanzati di separazione, trattamento e riutilizzo. L’obiettivo è mantenere i materiali nel ciclo produttivo il più a lungo possibile.
Non si tratta solo di riciclare, ma di restituire qualità alle materie prime recuperate, rendendole adatte a nuovi utilizzi industriali.
Uno degli aspetti più rilevanti di questa strategia riguarda la progettazione dei veicoli. Sempre più modelli vengono sviluppati seguendo il principio del design for recycling, ovvero pensando fin dall’inizio a come l’auto verrà smontata e recuperata in futuro.
Questo significa:
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materiali più facili da separare
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componenti modulari
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riduzione delle mescole complesse
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maggiore tracciabilità.
Un’auto progettata in questo modo è non solo più sostenibile, ma anche più gestibile nella fase di manutenzione e riparazione.
Per l’aftermarket, è un passaggio chiave.
Batterie e materiali critici: la vera sfida
Con l’elettrificazione, il tema del riciclo si è fatto ancora più delicato. Le batterie contengono materiali strategici come litio, nichel e cobalto, fondamentali per la mobilità del futuro.
Recuperarli in modo efficiente significa ridurre la dipendenza dai mercati esteri e rendere la filiera europea più autonoma.
In prospettiva, questo potrà avere effetti diretti anche sul mercato dei ricambi e dei componenti rigenerati, rendendo più stabile la disponibilità di alcune parti.
Un’opportunità anche per l’aftermarket
La crescita dell’economia circolare non riguarda solo i costruttori. Coinvolge anche distributori, officine e operatori dell’aftermarket.
Nei prossimi anni aumenterà il peso di:
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ricambi rigenerati certificati
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componenti recuperati tracciabili
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materiali riciclati ad alte prestazioni
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nuove certificazioni ambientali.
Il progetto tra BMW e PreZero si inserisce in un cambiamento più ampio. L’auto del futuro non sarà solo elettrica, connessa o autonoma. Sarà anche pensata per essere recuperata, rigenerata e riutilizzata.
La sostenibilità non riguarderà più solo le emissioni allo scarico, ma l’intero ciclo di vita del veicolo.






