Ricambi auto

I ricambisti nella fase del post-lockdown

I ricambisti nella fase del post-lockdownI ricambisti provano a stare a galla.

Ma è dura. Nella fase post-lockdown, con un decreto Rilancio approvato e con uno scenario che mette o dovrebbe rimettere l’auto al centro della mobilità (smartworking permettendo), i ricambisti italiani nutrono forti dubbi sulla ripresa. E la scia pandemica potrebbe farsi sentire per un bel po’ di tempo nei corridoi della distribuzione territoriale.

I dubbi e le difficoltà non mancano

Il timore di un rimbalzo tecnico è forte. Fra tutti c’è la paura della mancanza di liquidità che pesa come un macigno sul rilancio del settore e forse dell’intera filiera. Una prima fotografia dell’aria che si respira ce la fornisce Francesco Caldarola, agente di commercio della M.D.F di Bari, : “ho ripreso da più 10 giorni dopo 2 mesi di ‘domiciliari’. Ho trovato – dice-  una situazione peggiore di come potevo lontanamente immaginarla. Penso che il covid-19 lascerà una scia sotto tutti i punti di vista negativa. Chi resisterà ne gioverà, ma la vedo dura. Ci vorrà un po’ di tempo. Ne usciremo quando tutti avranno azzerato i debiti con fornitori e banche. Poi ci sono quelli che hanno attinto dai propri fondi. Ecco, quando tutto sarà tornato nella norma, ci riprenderemo. Penso verso la fine dell'anno”. Per Nico Baldini, responsabile ricambi sportivi (che ricopre anche il ruolo di customer service per i ricambi di serie) presso la M.D.F di Bari: “i maschi Alpha resteranno in piedi e ne gioiranno con non pochi sacrifici. Di contro, i meno fortunati economicamente ne pagheranno le conseguenze. Credo che il servizio sarà al primo posto su tutto e molti preferiranno fare accordi con pochi fornitori per stringere sempre più alleanze”. “Chi ha liquidità e limiterà al massimo le spese andrà avanti”  rimarca Piernaldo Infante. Ed aggiunge: “chi è in bilico no so veramente come possa fare, naturalmente è riferito a tutto il settore del commercio non solo il nostro. La verità nuda e cruda è questail problema di fondo è che i soldi cash sono finiti a tanti, molti campavano con le carte di credito, ora il meccanismo si è bloccato  e continuano a caricare sulla partita iva tutte le spese, ma fino a quando? Meno male che giorno per giorno qualcosa si muove ma la vedo dura. E poi chi pagherà le spese di tutto questo”. Altre preoccupazioni giungono da Giuseppe Sabatino della  S.V.A: “Ho ripreso a fare il mio solito giro ovviamente con le dovute cautele indossando guanti e mascherina. Il risultato è che la situazione è peggiore di quella che immaginavo: i clienti non hanno voglia di ordinare e lavorano sul giornaliero. Anche prima lo facevano ma un po' di scorta minima sugli scaffali era presente. Oggi anche il semplice filtro da 1 euro viene acquistato 1 alla volta, si vende e si riacquista. Inutile dire che oggi chi ha fatto la formica, economicamente parlando, riuscirà forse ad andare avanti. La vedo molto dura estinguere i debiti con fornitori e chi sta facendo prestiti per sopravvivere..speriamo in una ripresa”. Infine un appello alla sicurezza sul lavoro: “indossate guanti e mascherine per il bene di tutti – dice - più della metà nella mia zona non le indossano”.

 

Stefano Belfiore

Commenta