Ricambi auto

Autoricambi, nuovamente al centro di una truffa online

truffa ricambiGli autoricambi ancora una volta al centro di una truffa online.

Questa volta l’ambiente iniziale in cui nasce e prende piede l’annuncio trappola è il popolare sociale network di Facebook. Qui, come riporta la testata giornalistica Sassuolo2000, il truffatore aveva pubblicato diversi annunci esca, collegati alla vendita di autoricambi, dando l’opzione di poter trattare sul prezzo con i potenziali acquirente. “La contrattazione – si legge nell’articolo-   avveniva tramite WhatsApp grazie al numero che il venditore forniva all’acquirente, e quando sulla carta prepagata veniva accreditato l’importo richiesto, al pagamento non corrispondeva la spedizione della merce. Quando l’acquirente lamentava il ritardo, il venditore spariva nel nulla bloccando il malcapitato nei contatti indesiderati. L’autore, un 24enne residente in provincia di Catania, scoperto e identificato dai carabinieri della stazione di Castellarano, è stato ora denunciato alla Procura di Reggio Emilia per il reato di truffa. La vittima è un giovane reggiano di 20 anni, dovendo acquistare autoricambi per la sua auto, dopo aver visto su una pagina Facebook un “pezzo” che faceva al caso suo, ha contattato prima via mail e poi via WhatsApp l’inserzionista concordando l’acquisto di quanto venduto per l’importo di 750 euro. Il ragazzo ha versato l’importo dovuto ma i ricambi non sono arrivati. Ha cercato, quindi,  di contattare il finto buyer ma inutilmente. Da qui la denuncia alla Forze dell’Ordine. “Materializzato di essere rimasto vittima di un raggiro, il giovane – continua l’articolo di Sassuolo2000-  si è presentato ai carabinieri della stazione di Castellarano formalizzando la denuncia. Dopo una serie di riscontri tra la carta prepagata dove erano confluiti i soldi e l’utenza telefonica attraverso la quale correvano le trattative, i carabinieri catalizzavano le attenzioni investigative sull’odierno indagato nei cui confronti venivano acquisiti una serie di incontrovertibili elementi di responsabilità per il reato di truffa, per la cui ipotesi veniva quindi denunciato”.

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