
Il ritorno di un modello iconico può trasformarsi in una leva strategica per accompagnare il mercato verso l’elettrificazione. È in questa direzione che si inserisce il progetto di Citroen, pronta a riportare sotto i riflettori la leggendaria Citroen 2CV, reinterpretandola in chiave moderna e, soprattutto, elettrica.
L’occasione per il primo contatto con il pubblico dovrebbe essere il Salone di Parigi 2026, in programma dal 12 al 18 ottobre. Qui la Citroen 2CV potrebbe svelare una concept car destinata ad anticipare una futura citycar a batteria, con un orizzonte produttivo fissato non prima del 2029.
Non si tratterebbe di un semplice esercizio di stile, ma di un progetto con ambizioni concrete: unire il patrimonio storico del marchio con le esigenze della mobilità contemporanea. L’obiettivo è chiaro, posizionarsi nel segmento delle elettriche accessibili, oggi ancora in fase di sviluppo ma destinato a diventare centrale nei prossimi anni.
Citroen 2CV elettrica tra heritage e mobilità urbana
La scelta di recuperare il linguaggio della Citroen 2CV non è casuale. Il design rétro-futurista è ormai uno strumento consolidato per avvicinare il pubblico a tecnologie percepite ancora come distanti. Lo dimostrano operazioni già avviate da altri costruttori, come Renault 5 E-Tech e Renault 4 E-Tech, che reinterpretano modelli storici in chiave contemporanea.
Nel caso Citroen, la 2CV rappresenta un simbolo di accessibilità, semplicità e funzionalità. Trasportare questi valori nell’era elettrica significa lavorare su un prodotto essenziale, leggero e pensato per l’utilizzo urbano, senza rinunciare a un’identità forte.
Non è la prima volta che il marchio esplora questa strada. Già nel 2009, con la Citroen RevoltE, Citroen aveva provato a reinterpretare lo stile della 2CV, ma il contesto tecnologico e normativo dell’epoca non permetteva uno sviluppo industriale concreto.
Oggi lo scenario è profondamente cambiato. Le piattaforme elettriche sono più mature, la domanda cresce e le normative europee spingono verso una mobilità a basse emissioni. In questo quadro, una citycar elettrica compatta e accessibile diventa un tassello strategico.
Secondo le indiscrezioni, il progetto potrebbe condividere architettura e componenti con modelli in sviluppo all’interno del gruppo Stellantis, come la futura Fiat Pandina. Tra le opzioni allo studio ci sarebbe l’impiego della piattaforma Smart Car già utilizzata per Citroen C3 e Fiat Grande Panda, oppure una soluzione derivata dalla collaborazione con Leapmotor.
L’obiettivo industriale è ridurre i costi per proporre un modello con prezzo d’ingresso competitivo, potenzialmente intorno ai 15.000 euro, andando a posizionarsi sotto l’attuale offerta elettrica del marchio.
Un ruolo importante sarà giocato anche dalla filiera delle batterie. In questo senso si inserisce la joint venture tra Stellantis e CATL, con la realizzazione di una gigafactory a Saragozza che dovrebbe entrare in funzione entro la fine del 2026. Un passaggio chiave per rendere più sostenibile, anche economicamente, la produzione di vetture elettriche di segmento A e B.
Se il progetto dovesse arrivare alla produzione, la nuova Citroen 2CV elettrica potrebbe rappresentare uno dei modelli più significativi per il marchio nel prossimo decennio. Dimensioni compatte, peso contenuto e autonomia adeguata all’uso quotidiano sarebbero gli elementi chiave, insieme a un design capace di richiamare immediatamente l’originale.
Il debutto della concept al Salone di Parigi sarà quindi un banco di prova fondamentale per valutare la risposta del pubblico e capire se il ritorno di un’icona possa davvero accompagnare la transizione verso l’elettrico.


