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Stefano Fedel, nuovo amministratore delegato di Scania East Adriatic Region

Una squadra forte ha bisogno di persone preparate e motivate. Per questo la nuova avventura di Stefano Fedel, che dal 1° settembre diverrà amministratore delegato di Scania EAR (East Adriatic Region), rappresenta un successo personale e, allo stesso modo, anche di Italscania SpA. “La filosofia aziendale, la Casa Scania, poggia i capisaldi delle sue fondamenta sul valore delle persone – spiega Franco Fenoglio, amministratore delegato di Italscania – e sulla loro capacità di valorizzare le risorse umane con le quali collaborano per raggiungere, assieme, l’obiettivo del continuo miglioramento. La promozione di Fedel è la conferma del percorso di eccellenza da noi intrapreso. E dimostra la forza della squadra di Italscania”. Un percorso contrassegnato da tappe importanti quello intrapreso dall’ingenere Stefano Fedel in Italscania. Il suo ingresso in azienda avviene nel 1996 come assistente alla direzione ricambi. Dal 2005 al 2010 il primo ruolo di responsabilità all’interno del reparto after sales, cinque anni intensi al termine dei quali arriva la promozione ad amministratore delegato di Scania Milano, ruolo ricoperto dal 2010 al 2012. Contemporaneamente, dal 2009 al 2012, viene nominato presidente dei direttori Post Vendita Scania dell’Europa Sud occidentale. Nel 2013 il rientro a Trento e la promozione a direttore Sviluppo Rete e Vendita Ricambi con il difficile compito di supportare lo sviluppo della rete di vendita e assistenza in un momento di cambiamento economico e strutturale del mondo del trasporto.  Ora lo attendono mercati culturalmente differenti da quello italiano. Ma allo stesso modo ricchi di stimoli sotto vari punti di vista. “Mi appresto a vivere un’esperienza stimolante e arricchente anche dal punto di vista culturale - sottolinea Fedel - Scania ha intravisto notevoli prospettive di sviluppo anche per questa area e, credo, che le mie esperienze sommate a quelle dei miei prossimi colleghi ci permetteranno di sfruttare appieno l’enorme potenziale commerciale di questi mercati”.

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