Ricambi auto

L’impatto della tecnologia sull’aftermarket automotive

Le tecnologie applicate all’auto avranno un impatto sempre più dominante nell’aftermarket automotive. Una rotta che va seguita con costanza e attenzione per non rallentare la corsa della competitività aziendale. N’è convinto Bill Hanvey, presidente e amministratore delegato della Auto Care Association: importante organismo statunitense che offre diversi servizi all’industria americana dell’aftermarket indipendente. Intervistato su diverse tematiche da Aftermarket Business World, Hanvey, che prima di divenire numero uno dell’Associazione ha ricoperto la carica di vice presidente vendite e marketing del Gruppo Schaeffler, crede che l’innovazione (sempre più trasversale riguardante ogni aspetto della nostra vita) sta cambiando profondamenre il modo di operare di chi lavora nella filiera dell’autoricambio. Ne siamo convinti anche noi. E’ una sfida che va colta e che va tramutata in una grande opportunità di crescita. Non ne è esente nessun anello della catena aftermarket. Produttori, distributori, ricambisti, dettaglianti, autoriparatori sono chiamati ad alimentarsi, nel modo e nelle giuste proporzioni, di innovazione per offrire soluzioni e servizi al passo con quella che è la nuova visione dell’auto: il bene immobile che, forse sul mercato, ha il maggior concentrato di tecnologia. Se, ad esempio, i distributori di ricambi oggi devono investire in cataloghi online e magazzini merci sempre più automatizzati (per una gestione degli ordini rapida e senza errori a vantaggio dei ricambisti), gli autoriparatori, invece, devono skillarsi, da un lato, sulla manutenzione predittiva e dall’altro aggiornare le proprie competenze professionali così da intervenire efficamente su riparazioni d’officina sempre più complesse. Insieme alla mobilità del futuro corre, dunque, anche l’aftermarket automotive: quello indipendente che sinora detiene in Italia la maggiore quota di mercato. All’orizzonte, però, ci sono i costruttori d’auto i quali hanno capito che il post vendita è un grande business in cui entrare. La prima offensiva commerciale l’ha lanciata a livello mondiale il Gruppo PSA. Ora tocca all’IAM far vedere i muscoli, allenandosi alle nuove sfide e facendo forza sulla conoscenza delle singole esigenze e problematiche territoriali. Il mancato esercizio d’impresa causerebbe non pochi problemi alle aziende della filiera. Tutti avvertiti!

Stefano Belfiore

 

 

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