Ricambi auto

FIGIEFA fa il punto sulle regole europee a tutela dell’aftermarket

C’è una teoria economica che evoca la ‘mano invisibile’ del mercato che regolerebbe, senza interventi dall’esterno, i rapporti fra operatori economici, domanda e offerta. Studi più moderni negano però questa autoregolazione e sostengono che il sistema economico, senza regolamenti e controlli, andrebbe verso l’oligopolio e poi al monopolio. Una concorrenza limitata o, peggio, assente, ostacola la nascita delle imprese e mette i cittadini-consumatori in grave inferiorità rispetto agli operatori economici. È per questo motivo che gli Stati e la Comunità Europea hanno creato Autorithy di sorveglianza perché sia conservata una concorrenza degna di questo nome. La cosa riguarda anche l’aftermaket che, in quanto settore del gigantesco comparto automotive, è molto importante per il lavoro e  il Vecchio Continente.

Tuteliamo la concorrenza

concorrenzaQueste attività sono state commentate recentemente (e con una soddisfazione) da FIGIEFA, l’associazione che riunisce le aziende europee che operano nel settore della distribuzione aftermarket. FIGIEFA evidenzia come il MVBER (Motor Vehicle Block Exemption Regulations, ossia l’insieme delle norme che accordano esenzioni al blocco degli “accordi verticali” purché i vantaggi che danno siano maggiori degli effetti anticoncorrenziali) e le linee guida comunitarie abbiano dato “protezione” contro possibili distorsioni del mercato. È grazie ad esse, infatti, che i produttori di ricambi originali riforniscono distributori indipendenti e l'aftermarket indipendente e autorizzato. La possibilità che i componentisti possano marchiare i loro prodotti OE con il proprio logo (che si aggiunge a quello del costruttore) e la definizione di ‘ricambi originali o di qualità equivalente’ è importante per il mercato. Essa evidenzia l’effettivo costruttore e la qualità dei ricambi, rassicurando i consumatori e conservando la concorrenza. Le linee guida dall’Unione hanno anche un importante ‘effetto faro’ per altre aree, quali Stati Uniti, Australia e Sud Africa, perché si arrivi ad un ‘Diritto alla riparazione globale’. La FIGIEFA evidenzia inoltre la necessità di un'analisi degli sviluppi del mercato e del loro impatto sulla fornitura e la distribuzione sia nel mercato primario sia nell’aftermarket. Questo implica la necessità di aggiornare il MVBER perché tenga il passo delle tendenze emergenti e degli sviluppi tecnologici, come la possibilità di resettare i codici errore e di riprogrammare le centraline a distanza. Anche di questo parlerà il rappresentante di FIGIEFA che interverrà al convegno IAM19 ospitato da Autopromotec 2019,

Occhio di riguardo alle PMI

manutenzione autoFIGIEFA invita inoltre con forza a porre particolare attenzione alla situazione specifica delle PMI, che sono la spina dorsale dell’aftermarket automobilistico e dell'economia del Vecchio Continente. Le imprese micro, piccole e medie generano il 67 percento dei posti di lavoro e creano quasi il 60 percento del valore aggiunto dell’Unione Europea. Esse dispongono spesso di risorse finanziarie e giuridiche molto limitate e questo danneggia le loro capacità difensive verso i grandi operatori di mercato, eventualmente dominanti. L’imprenditorialità indipendente delle PMI è una caratteristica peculiare della struttura economica europea ed è garanzia per l'innovazione, la concorrenza e il benessere dei consumatori. La stabilità di questo assetto genera qualche preoccupazione e dovrebbe essere considerato come critico durante la valutazione del MVBER perché sia assicurata la concorrenza negli interventi di manutenzione. Le PMI sono piuttosto vulnerabili riguardo eventuali azioni legali e oneri amministrativi e, dall’altro lato, lo loro competitività dipende in gran parte dalla loro capacità di reperire pezzi di ricambio e i sempre più preziosi dati. I riparatori indipendenti fanno affidamento su una catena di approvvigionamento multimarca indipendente (un vero e proprio ecosistema) competitiva, che a sua volta dipende dagli input dei produttori di veicoli. Fra essi citiamo i preziosissimi dati delle automobili, essenziali per la sostenibilità dell’aftermarket.

Equità per i consumatori

customer careIl Commissario europeo alla concorrenza Vestager ha giustamente sottolineato che la politica deve “assicurare che i nostri mercati rimangano sufficientemente competitivi da offrire ai consumatori il potere di esigere un trattamento equo”. Solo così i prezzi rimarrebbero competitivi e gli investimenti nell’innovazione potrebbero rimanere sostenibili per gli operatori aftermarket. Questo andrebbe a vantaggio dei consumatori: ricordiamo che i servizi di mobilità/trasporto sono la seconda spesa più grande delle famiglie europee. Manutenzione, riparazione e pezzi di ricambio sono un fattore di costo significativo sia per la mobilità individuale sia per i trasporti commerciali. FIGIEFA mette in evidenza che nelle regioni rurali interne non esistono quasi le reti di riparazione ufficiali e le infrastrutture di ricarica elettrica sono molto meno diffuse. Anche in queste aree, però, i consumatori e le imprese devono riuscire ad accedere a servizi di assistenza, riparazione e vendita dei ricambi e questa possibilità si fonda sugli indipendenti.

PMI uguale concorrenza

In questo quadro si capisce l’importanza delle circa 500.000 PMI indipendenti, che sono anche le principali fonti di concorrenza nell'aftermarket automobilistico. FIGIEFA invita quindi la Commissione Europea a considerare più in profondità la posizione concorrenziale dei numerosi operatori indipendenti multimarca che operano lungo tutta la catena di approvvigionamento. Non basta quindi porre l'attenzione sui livelli qualitativi/quantitativi della riparazione dato che essa non rileva da sola l'influenza del MVBER sui vari livelli del mercato aftermarket e dei suoi ecosistemi competitivi. Per capire meglio le diverse condizioni della concorrenza, ad ogni livello della catena dell’approvvigionamento, occorre quindi capire in profondità la complessità dell’aftermarket automotive e la natura delle varie attività economiche che lo compongono.

Nicodemo Angì

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