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giovedì, 18 Aprile 2024
  • Quanti “Euro” valgono gli incentivi rottamazione?

    Solo pochi mesi fa, sul numero di luglio di Notiziario Motoristico, scrivevamo che le auto altamente inquinanti come le Euro 0 e le Euro 1 in Italia erano circa un sesto del parco circolante (11.000.000 di vetture).
    Sempre sullo stesso numero raccontavamo di una visita allo stabilimento polacco di Tenneco, sede adibita alla produzione dei filtri antiparticolato (FAP) destinati all’aftermarket. Nell’articolo si spiegava quali fossero le potenzialità del FAP installato in retrofit, sia in termini di prestazioni del prodotto, sia in termini di mercato.
    Oggi vogliamo ritornare sull’argomento, non tanto per spiegare le caratteristiche tecniche di questo prodotto, quanto piuttosto per fare alcune considerazioni sulle alternative possibili alla pura rottamazione, partendo dalle soluzioni proposte dal gruppo Tenneco sul mercato tedesco, sia per le motorizzazioni benzina, sia per le Diesel.


    Mini-catalizzatore Walker®: in Germania funziona
    Il Mini-catalizzatore è un prodotto Tenneco attualmente commercializzato principalmente nel mercato tedesco, dove è venduto già dal 2005. Si tratta di un elemento da aggiungere al sistema di scarico, al fine di diminuire le emissioni nocive delle auto di vecchio tipo, cioè quelle a livello di emissioni Euro 1. Walker®, il brand Tenneco dei sistemi di scarico, ha messo a punto questo prodotto che porta a un netto miglioramento delle prestazioni del catalizzatore installato in primo impianto a cui viene abbinato, trasformando la vettura da Euro 1 a Euro 2 e fino a D3 (la classe di inquinamento tedesca corrispondente all’Euro 3). Il prezzo al pubblico è di soli 58 euro più Iva.
    Scorrendo l’elenco delle applicazioni, scopriamo che tutte le vetture citate, risalenti ai primi anni 90 e pesantemente penalizzate nella libera circolazione a causa del loro alto potere inquinante, si trasformano in veicoli “abili alla circolazione” anche in zone a traffico limitato o, come nel caso della Germania, vengono sgravate delle sovrattasse imposte sui veicoli più inquinanti.


    FAP: per Diesel più ecologici
    L’installazione del filtro antiparticolato in primo impianto sulle autovetture, iniziata in sordina nel 2000 e obbligatoria per legge a partire dal 2005, ha permesso di diminuire quasi totalmente le emissioni nocive del PM 10 sulle vetture di nuova immatricolazione. Tant’è vero che durante i periodi di blocco del traffico, le motorizzazioni Diesel dotate di FAP sono generalmente libere di circolare. Ma cosa dire degli oltre 10 milioni di autoveicoli a gasolio senza FAP?
    A questa domanda ha risposto il centro di ricerca e sviluppo di Tenneco, che nel 2006 ha lanciato sul mercato il filtro antiparticolato retrofit a marchio Walker®. Non si tratta di una soluzione definitiva, nel senso che il sistema installato come dispositivo di aftermarket non ha la stessa efficienza nell’abbattimento delle polveri del prodotto di primo equipaggiamento, ma sicuramente garantisce delle prestazioni notevoli.
    Due sono i fattori che rendono questo dispositivo interessante: il buon livello di prestazione e la possibilità di installazione su tutte le vetture Diesel. Infatti, a fronte di un 99% di capacità di abbattimento del FAP OE, il prodotto di retrofit ha un range di efficacia minimo del 30%, con punte che raggiungono quasi il 70%. Ciò significa comunque un risultato considerevole, che offre un valido contributo alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. Il secondo elemento, particolarmente importante per quanto riguarda il settore dell’aftermarket, è che il filtro può essere montato su qualsiasi vettura Diesel, anche un po’ “datata”, perché non richiede interventi sull’elettronica di gestione del motore e la sua installazione è semplice: basta montarlo al posto del catalizzatore. Infatti, grazie alla sua speciale composizione, garantisce una duplice funzione, ovvero sia come catalizzatore sia come filtro antiparticolato, “due in uno”.


    Lotta all’inquinamento: davvero è solo rottamazione?
    La Germania è sicuramente annoverata fra quei paesi europei dotati di una “sensibilità” ecologica importante, che influisce sulle scelte di economia politica del paese. Le iniziative messe in atto dalle amministrazioni locali e federali sono molteplici e sembrano tener presenti diversi fattori, non solo lo svecchiamento del parco circolante.
    Se è vero, infatti, che l’introduzione della normativa europea sui limiti delle emissioni ha rappresentato un passo fondamentale per la tutela dell’ambiente, è altrettanto vero che la grande differenza nel “potere di inquinamento” dei veicoli non è fra Euro 3 ed Euro 4, ma fra Euro 0 e i veicoli a partire da Euro 2. Ciò che ci interessa sottolineare in questa sede, dunque, è che sono possibili anche altri interventi da parte delle istituzioni e non solo gli incentivi alla rottamazione per chi sostituisce l’auto vecchia con una Euro 4.
    Investendo nel settore della riparazione e in una comunicazione completa e trasparente agli automobilisti, infatti, si potrebbe arrivare a una trasformazione in senso ecologico del parco circolante e non solo al suo “puro” svecchiamento. Oltre all’ipotesi rottamazione, infatti, contro l’acquisto di un’auto nuova più ecologica, magari anche bipower, si possono proporre anche altre possibilità, che coinvolgono direttamente il settore aftermarket. Gli interventi possibili in retrofit, per esempio, spaziano dalla trasformazione di un veicolo a un’alimentazione a metano o Gpl all’installazione di dispositivi come il filtro antiparticolato e il Mini-catalizzatore qui citati. Tutti interventi che non solo portano a indubbi vantaggi per l’ambiente, ma anche per il settore della riparazione e per gli automobilisti stessi, che con una spesa contenuta si ritrovano a guidare una vettura che può circolare anche in caso di limitazioni al traffico.


    Articolo di Cristina Palumbo pubblicato su Notiziario Motoristico (febbraio 2007)

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