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giovedì, 18 Aprile 2024
  • Il futuro della mobilità secondo Bosch

    Certamente l’automobile, anche in futuro, ci permetterà di muoverci e di spostarci da un luogo a un altro. Quello che non sappiamo è come ciò avverrà. Il settore automobilistico è animato da grandi aspettative, alimentate dalla speranza di una nuova era tecnologica alla fine di questa recessione. Grazie a nuovi modelli di business, alla visione di una mobilità priva di emissioni e alle nuove possibilità di ricarica dalla rete elettrica, l’elettromobilità non è mai stata così vicina.
    L’elettromobilità porterà con sé approcci completamente nuovi, con modelli di business innovativi, auto esenti da emissioni nocive e un’efficienza dei consumi notevolmente migliorata. “Bosch sta sostenendo ingenti investimenti per rendere questa visione una realtà concreta” ha dichiarato Bernd Bohr, Chairman Automotive Group Bosch, all’apertura dell’incontro con la stampa internazionale automotive presso il Centro Prove di Boxberg. “E desideriamo farlo con l’aiuto delle nostre innovazioni, proprio come in passato, continuando ad essere tra i protagonisti del settore automobilistico” ha proseguito Bohr.

    Bosch sta mettendo a disposizione le proprie tecnologie per la rapida diffusione della propulsione elettrica. Parallelamente, gli ingegneri Bosch continuano a sviluppare il motore a combustione interna che è ancora dotato di un considerevole potenziale per ridurre i consumi di carburante, e le emissioni, sia nei motori diesel sia nelle unità benzina. “Ci concentreremo sul primo aspetto, senza tralasciare il secondo,” ha affermato Bohr. “I nostri ingegneri stanno riducendo i consumi dei motori diesel e benzina di un terzo, per rendere possibile una diminuzione delle emissioni di biossido di carbonio delle auto diesel a meno di 99 g/km”.

    Indipendentemente dal modo in cui verranno alimentate le auto in futuro, la guida dovrà essere sicura. La sicurezza è un’altra delle principali aree di innovazione Bosch. La protezione dei passeggeri, così come la tutela dell’ambiente, è parte integrante del nostro slogan “Tecnologia per la vita”. Il nostro programma di Ricerca e Sviluppo ci permette di dar vita a soluzioni personalizzate, pensate ad hoc per ogni singolo cliente e ulteriormente affinate in base alla rispettiva area geografica. In qualità di fornitore leader per il settore automobilistico, Bosch vanta una capillare presenza a livello internazionale difficile da uguagliare. L’espressione “pensare globalmente, agire localmente” riflette pienamente il nostro modo di essere.

    Tutto ciò è reso possibile della Divisione Tecnica per Autoveicoli di Bosch, che conta 168.000 collaboratori, distribuiti presso 131 impianti di produzione e 53 centri di sviluppo in tutto il mondo. “Anche in tempi di crisi economica, vogliamo confermare il nostro impegno nel settore automotive e nel 2009 saranno investiti oltre 3 miliardi di euro in Ricerca e Sviluppo” ha dichiarato Bohr. “Ci stiamo preparando al futuro che ci attende dopo la crisi economica, un futuro contrassegnato dal graduale declino delle riserve di petrolio, da una crescente mobilità e dalle conseguenti richieste in termini di sicurezza dei veicoli” ha commentato Bohr. Il 2009 registrerà, probabilmente, una diminuzione globale di produzione di auto del 15-20%. Questa situazione avrà certamente delle ripercussioni tanto su Bosch quanto sulle altre aziende del settore. Nel 2008, il fatturato della Divisione Tecnica per Autoveicoli ha registrato un calo del 6,9%, scendendo a circa 26,5 miliardi di euro.
    Entro il 2015, più di 60 città in tutto il mondo avranno una popolazione di oltre 5 milioni di abitanti. L’auto elettrica appare come la soluzione ideale per la guida in queste megalopoli e avrà più probabilità di successo nelle regioni asiatiche ad alta densità demografica e in alcune città dell’Europa e dell’America. “Per il 2015, prevediamo volumi di vendita pari a 500 mila veicoli elettrici all’anno” continua Bohr. “Per raggiungere tale obiettivo è necessario migliorare considerevolmente le prestazioni di questi veicoli, riducendone contestualmente i costi,” ha affermato Bohr.

    Ciò significa, innanzitutto, una maggiore densità di energia. Per coprire una distanza minima di 200 km, un veicolo elettrico necessita di una batteria con una capacità di circa 35 KW/h e un consumo energetico ottimizzato. Con le tecnologie attualmente disponibili, una batteria agli ioni di litio in grado di immagazzinare una tale quantità di energia peserebbe 250 kg. Pertanto, è necessario ridurre drasticamente il peso della batteria e il suo prezzo. Anche fra diversi anni, una batteria simile costerebbe all’incirca tra gli 8 mila e i 12 mila euro – più o meno il prezzo di un’auto compatta. Questo costo non può essere diminuito a sufficienza se le batterie continuano a essere prodotte in volumi ridotti da diversi produttori. Per esempio nel confronto tra due produttori con vendite annuali pari rispettivamente a 500 mila e 50 mila unità, vedrebbe il più grande risparmiare circa 500 euro sul costo di ogni unità. L’aspetto più importante è, quindi, la possibilità di beneficiare nella produzione di queste economie di scala. Come ha dimostrato la nostra esperienza nella produzione su vasta scala di prodotti complessi, aumentare di dieci volte la produzione può ridurre i costi unitari produzione di tre quarti. Tutto ciò richiede grandi sinergie del comparto automobilistico. In Paesi come Giappone e Cina, le attività di sviluppo per la propulsione elettrica sono strettamente coordinate. Una situazione che dovrebbe far riflettere. In Europa e negli Stati Uniti, non dobbiamo correre il rischio di frammentare le risorse a disposizione.

    Stiamo sviluppando la tecnologia per i veicoli ibridi, che è il ponte verso l’auto elettrica. In tale direzione, all’inizio del 2010, verrà avviata la produzione in serie della tecnologia ibrida Bosch. Ad oggi sono oltre 400 i collaboratori della Bosch Hydrid Systems Project Unit, il centro di competenza che si occupa dello sviluppo e dell’integrazione completa dei motori ibridi seguendo le differenti esigenze dei clienti. Questo centro può contare sull’esperienza e sulla competenza acquisite da Bosch nei settori iniezione benzina e diesel, nei sistemi di gestione dell’energia, nei propulsori elettrici e nei dispositivi elettronici. Soltanto grazie all’adattamento di tutti i componenti del sistema si raggiunge un’elevata efficienza e un sicuro funzionamento del propulsore ibrido. Nei prossimi cinque anni, la nostra joint venture SB LiMotive – nata dalla collaborazione con Samsung SDI -avrà a disposizione un budget di 500 milioni di euro. Siamo l’unico fornitore di tecnologie di propulsione direttamente coinvolto in una joint venture per sviluppare e produrre batterie agli ioni di litio. Con questa tecnologia, puntiamo a lanciare una nuova batteria nel 2011.

    “Indipendentemente dagli sforzi per sviluppare le soluzioni di propulsione alternativa, il motore a combustione interna resterà la tecnologia dominante anche nei prossimi vent’anni” ha sottolineato Bohr. L’ulteriore sviluppo dei motori diesel e benzina è il modo più rapido per ridurre efficacemente i consumi di carburante e le emissioni di CO2, in linea con le più rigide politiche internazionali in materia di conservazione delle risorse e lotta ai cambiamenti climatici. Il risultato è la possibilità di trasformare un’auto diesel di classe media in una vettura a bassissimo consumo (meno di 3 litri/100 km) – con emissioni di anidride carbonica inferiori a 99 g/km. Grazie a consumi più ridotti, i costi aggiuntivi per motori più complessi vengono recuperati nell’arco di tre anni.

    Di tutte le vetture che verranno prodotte, a livello mondiale, da qui al 2016, prevediamo che la percentuale di veicoli diesel aumenterà leggermente, passando dal 25% al 28%. Mentre il numero di veicoli diesel rimarrà pressoché invariato nel Vecchio Continente, crescerà principalmente nei mercati emergenti dell’Asia. E la proposta avanzata dal Presidente Obama di imporre limiti più severi sulle emissioni suggerisce che le tecnologie diesel cresceranno ulteriormente anche negli Stati Uniti. Interessanti sono, altresì, gli sviluppi che riguardano il motore benzina. Entro il 2016, i motori a iniezione diretta (GDI) triplicheranno il loro numero e rappresenteranno il 16% di tutti i veicoli prodotti globalmente. Questa tecnologia sta diventando sempre più diffusa, specialmente in Europa occidentale, Giappone e Corea perché la combinazione dell’iniezione diretta e della turbocompressione rende possibile la creazione di motori di dimensioni ridotte con elevata efficienza. “Una cosa è certa,” ha affermato Bohr, “la strada verso un motore a combustione interna più efficiente è nelle nostre mani.”
    In termini di sicurezza per le auto il sistema elettronico di stabilità ESP rimane l’elemento di maggior importanza. Lanciato per la prima volta da Bosch 14 anni fa, l’ESP è in grado di prevenire fino all’80% degli incidenti stradali dovuti a sbandamento del veicolo. Attualmente è installato su un terzo di tutte le nuove vetture. La nostra speranza è che, entro il 2012, la metà dei veicoli di nuova immatricolazione sia equipaggiata con il sistema ESP. Tuttavia, il tasso di installazione varia considerevolmente:

    • In primo luogo, da regione a regione: se in Europa il 55% dei nuovi veicoli è dotato dell’ESP, la percentuale scende al 6% in Cina e in India è tuttora sotto l’1%.
    • In secondo luogo, da veicolo a veicolo: in territorio europeo, l’80% delle vetture di segmento A e B non sono dotate del sistema ESP di serie.

    Le istituzioni hanno finalmente riconosciuto l’importanza di questo dispositivo elettronico. L’UE ha stabilito che l’ESP dovrà diventare obbligatorio in tutte le classi di veicoli; un passo avanti rispetto alla controparte americana che ne prevede l’obbligatorietà solo per i veicoli fino a 4,5 tonnellate. In futuro potrebbero seguire normative in altre regioni, in quanto il numero di incidenti mortali varia molto da zona a zona. In Europa, negli Stati Uniti e in Giappone, per esempio, è calato di un quarto e in alcune aree perfino di un terzo, rispetto al 2000. Per contro, il numero di incidenti con esito letale in Cina e India ha registrato una crescita a due cifre. Alla luce di un’aumentata densità del traffico stradale, le moderne tecnologie, possono contribuire a ridurre significativamente la percentuale di incidenti.

    Anche in ambito automobilistico il concetto di prevenzione è molto importante. La possibilità di far dialogare tra di loro i numerosi dispositivi elettronici presenti sulle vetture permette di andare proprio in questa direzione. Combinando, per esempio, ESP, radar e sensori video, possiamo gestire al meglio la frenata di emergenza sia in modalità automatica sia in quella predittiva. In base alle nostre stime, tale funzione è in grado di prevenire tre tamponamenti su quattro. Questo tipo di impatto interessa soprattutto i veicoli commerciali. Ecco perché l’Unione Europea ha annunciato che, a partire dal 2015, il sistema di frenata d’emergenza automatica sarà obbligatorio per i veicoli commerciali di nuova immatricolazione, inclusi autocarri, autobus e furgoni superiori alle 3,5 tonnellate di peso.

    L’evoluzione della sicurezza dell’auto sarà basata sul CAPS – Combined Active & Passive Safety – che è un programma di sicurezza intelligente e modulare sviluppato per proteggere il conducente, e i passeggeri, in situazioni critiche attraverso la gestione in maniera intelligente dei sistemi di sicurezza attiva e passiva del veicolo. Le informazioni fornite dai sensori possono, così, essere sfruttate al meglio, riducendo ulteriormente il rischio di incidenti. Qualora il sinistro sia inevitabile, il sistema CAPS contribuisce comunque a ridurne la gravità.
    Ancora una volta, ritroviamo la stessa identica idea di fondo: i nostri sistemi lavorano come se fossero una cosa sola.

    Ecco perché le nostre attività di ricerca e sviluppo, i cui risultati interessano tutto il mondo, si concentrano in egual misura sulle tecnologie volte a migliorare la sicurezza stradale e su nuove tecnologie di propulsione. Nel 2007, abbiamo avviato in Brasile la produzione dei sistemi ABS, che nel corso del 2009 prenderà il via anche in India. Nel novembre dello scorso anno, abbiamo inaugurato, in Cina nella regione della Mongolia Interna, il nuovo Centro Prove di Yakeshi, ove verranno collaudati i sistemi di sicurezza degli autoveicoli dei produttori di tutta l’area Asia-Pacifico

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