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mercoledì, 24 Aprile 2024
  • FORLI’-CESENA – In un anno e mezzo riciclate 165 tonnellate di batterie al piombo

    Le batterie al piombo, di auto e motoveicoli, devono essere raccolte in modo differenziato rispetto ai normali rifiuti: sono considerate infatti rifiuti pericolosi e inquinanti per il loro contenuto di piombo (metallo tossico) e di acido solforico, un liquido molto aggressivo.


     


    Spesso, per un’operazione semplice come la sostituzione della batteria, il proprietario interviene direttamente senza rivolgersi a officine specializzate. Ma, analogamente all’autoriparatore, anche chi procede in proprio deve farsi carico del corretto smaltimento della vecchia batteria. Come? Consegnandola alla stazione ecologica: in questo modo si consente di recuperare il piombo e avviarlo a riutilizzo; inoltre, visto che si tratta di materiale pericoloso, evitare assolutamente di abbandonare le batterie auto a terra accanto ai cassonetti.


     


    Questo è quanto garantisce il COBAT (Consorzio per il recupero delle batterie al piombo esauste e rifiuti piombosi, istituito dai Ministeri dell’Ambiente e dell’Industria, che ha il compito di raccogliere gratuitamente e avviare al riciclaggio tutti gli accumulatori al piombo esausti e i rifiuti piombosi prodotti in Italia) a cui anche Hera Forlì-Cesena aderisce.


     


    Una volta raccolte alle stazioni ecologiche o attraverso il Grillo, il mezzo itinerante per la raccolta dei rifiuti pericolosi, le batterie vengono inviate agli impianti aderenti al Consorzio, nei quali i componenti in plastica vengono separati dalle parti metalliche: la soluzione acquosa di acido solforico in esse contenute viene invece inviata all’impianto di neutralizzazione.


    Il piombo ottenuto dal processo di riciclaggio, attraverso diverse fasi di riduzione e raffinazione, ha gli stessi utilizzi del piombo ottenuto dal minerale in quanto ha le stesse caratteristiche fisico-chimiche ed è quindi riutilizzabile all’infinito. Inoltre, un altro aspetto fondamentale che caratterizza il recupero del rifiuto, è quello del risparmio energetico, che è pari al 66% rispetto alla produzione del piombo da minerale.


     


    Il piombo riciclato dal Consorzio soddisfa oltre un terzo del nostro fabbisogno nazionale e, tenendo conto che non tutto il piombo consumato in Italia è prodotto nel nostro paese, raccogliendo e riciclando  correttamente questo tipo di rifiuto si dà un aiuto all’ambiente, alla nostra salute e all’economia.


     


    Articolo pubblicato su Romagna Oggi in data 29/09/07

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