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Un 27enne ha un arresto cardiaco. Lo congelano e lo salvano

Accade a Bologna. Non è un film di fantascienza dove gli uomini sono ibernati per anni per restare giovani o per combattere guerre stellari. In questo caso sono bastate 24 ore di congelamento per salvare una vita. Uno studente 27enne è stato colpito da un arresto cardiaco durante un esame di abilitazione professionale. Il giovane ha perso improvvisamente conoscenza. Chiamata urgente al 118 e corsa all’ospedale Maggiore di Bologna sono state le due procedure subito messe in atto. Ma per la prima volta in Italia è stata applicata una metodologia atipica da parte dei sanitari: la nuova tecnica per l’ipotermia. Come scrive il Resto del Carlino: “ è stato impiegato un kit di raffreddamento ‘a placche’ che in Italia ha solo l’ospedale Maggiore e che consente un raffreddamento corporeo 15 volte più veloce delle vecchie tecniche. L’ipotermia è fondamentale perché fa affluire meno sangue al cervello del paziente, rallentando così l’attività e, in sostanza, facendolo consumare di meno. In questo modo si riducono i possibili danni cerebrali”. Il ragazzo è rimasto in stato vegetale a causa di un forte sedativo per circa 24 ore, dove sono stati effettuati tutti i doverosi controlli di routine. Piano piano è stato riportato alla temperatura normale riprendendo, in maniera autonoma, le proprie funzioni vitali. “Ricordo che stavo sostenendo l’esame, poi più nulla”, ha detto il ragazzo quando si è svegliato. “C’è grande soddisfazione — dice Giuseppe Di Pasquale, direttore della Cardiologia, al Resto del Carlino— grazie alla sinergia fra i reparti e ai nostri protocolli abbiamo salvato il paziente evitando danni neurologici.

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