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domenica, 03 Dicembre 2023
  • Al Friuli il primato delle officine

    531 autoveicoli per ogni officina di autoriparazione. È questo nel nostro Paese il numero medio di autoveicoli disponibile per ogni carrozzeria, elettrauto, gommista, meccanico presente sul territorio nazionale, dove ogni automobilista spende il 40% dei costi totali che comporta il possesso di un’auto. Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, sono infatti 77.500 le aziende italiane di autoriparazione che operano al servizio degli oltre 41 milioni di autoveicoli circolanti (autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali) del nostro Paese. Sono i dati emergono da una elaborazione su dati ufficiali svolta in collaborazione tra CNA Servizi alla Comunità, Confartigianato Autoriparazione e Osservatorio Autopromotec.

    È il Friuli Venezia Giulia con 919 veicoli per ogni officina di autoriparazione a guidare la graduatoria delle Regioni italiane. Seguono nell’ordine il Molise (697 veicoli), il Trentino Alto Adige e l’Umbria (625), la Toscana (620), il Lazio (585), la Lombardia (552), le Marche (549), il Veneto (547), la Campania (545) ed il Piemonte-Valle D’Aosta con 533 veicoli per ogni officina di autoriparazione. Della seconda metà della classifica fanno parte Abruzzo (526), Emilia-Romagna (516), Liguria (501), Calabria (461), Sicilia (454), Sardegna (449), Basilicata (442) e Puglia (418).

    "La capillarità sul territorio – dice Roberto Ansaldo, presidente Confartigianato Autoriparazione – è certamente un punto di forza, ma non trova riscontro in un adeguato numero di potenziali veicoli/clienti da gestire e molte micro imprese del settore stentano in questa fase a sopravvivere e ad affrontare con successo le sfide poste dalla crisi. Se nel passato erano sufficienti capacità manuale e buona volontà, oggi l’autoriparatore deve essere un professionista altamente qualificato, in grado di operare in un mercato di forte complessità, sia sotto il profilo delle normative sia per la costante evoluzione tecnologica delle autovetture in termini di sicurezza, di contenimento dei consumi e degli impatti ambientali". 531 autoveicoli per ogni officina di autoriparazione. È questo nel nostro Paese il numero medio di autoveicoli disponibile per ogni carrozzeria, elettrauto, gommista, meccanico presente sul territorio nazionale, dove ogni automobilista spende il 40% dei costi totali che comporta il possesso di un’auto. Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, sono infatti 77.500 le aziende italiane di autoriparazione che operano al servizio degli oltre 41 milioni di autoveicoli circolanti (autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali) del nostro Paese. Sono i dati emergono da una elaborazione su dati ufficiali svolta in collaborazione tra CNA Servizi alla Comunità, Confartigianato Autoriparazione e Osservatorio Autopromotec.

    È il Friuli Venezia Giulia con 919 veicoli per ogni officina di autoriparazione a guidare la graduatoria delle Regioni italiane. Seguono nell’ordine il Molise (697 veicoli), il Trentino Alto Adige e l’Umbria (625), la Toscana (620), il Lazio (585), la Lombardia (552), le Marche (549), il Veneto (547), la Campania (545) ed il Piemonte-Valle D’Aosta con 533 veicoli per ogni officina di autoriparazione. Della seconda metà della classifica fanno parte Abruzzo (526), Emilia-Romagna (516), Liguria (501), Calabria (461), Sicilia (454), Sardegna (449), Basilicata (442) e Puglia (418).

    "La capillarità sul territorio – dice Roberto Ansaldo, presidente Confartigianato Autoriparazione – è certamente un punto di forza, ma non trova riscontro in un adeguato numero di potenziali veicoli/clienti da gestire e molte micro imprese del settore stentano in questa fase a sopravvivere e ad affrontare con successo le sfide poste dalla crisi. Se nel passato erano sufficienti capacità manuale e buona volontà, oggi l’autoriparatore deve essere un professionista altamente qualificato, in grado di operare in un mercato di forte complessità, sia sotto il profilo delle normative sia per la costante evoluzione tecnologica delle autovetture in termini di sicurezza, di contenimento dei consumi e degli impatti ambientali".

    11/08/2010
    OmniAuto.it

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