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giovedì, 18 Aprile 2024
  • Più turbo per tutti

    TurboDiesel? Non solo, con l’avvento dell’iniezione diretta anche le nuove auto a benzina saranno pressoché tutte turbo. Il risultato sarà circa quello di avere un’auto su una sovralimentata. Un aspetto che non può non avere incidenza anche sull’aftermarket, e che sta facendo vedere i primi risultati proprio in questo periodo, mentre per il futuro le attese sono ancora più rosee. Abbiamo incontrato Giorgio Bestente, manager Contec, per chiedergli come questa azienda si muove sul mercato e quali sono i prossimi scenari del ricambio “turbo”.

    Iniziamo da Contec, come è strutturata la vostra azienda?
    Contec è una azienda specializzata in turbocompressori. La nostra vocazione è molto tecnica: da sempre abbiamo un’officina attrezzata per effettuare revisioni a regola d’arte; inoltre, proprio la nostra conoscenza di questo prodotto ha fatto sì che Contec sia distributore ufficiale dei marchi Holset e IHI. A livello logistico oggi serviamo direttamente Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Lombardia, mentre per le altre regioni abbiamo una rete di distributori specializzati. Nonostante infatti noi trattiamo in prevalenza turbo dal mezzo pesante all’auto, seguiamo anche altre tipologie di prodotto, dai condizionatori ai riscaldatori, dai frigoriferi da viaggio alle cantinette, dagli ammortizzatori ai prodotti per il tempo libero, come i navigatori satellitari. Sul nostro sito internet, www.contecturbo.it, è possibile conoscere la gamma completa dei nostri prodotti e verificare i nostri rivenditori per tutte le regioni.

    Il turbo è uno dei pochi ricambi che sembra vivere un momento felice, anche per i marchi da voi trattati la tendenza è la stessa?
    Abbiamo la fortuna di distribuire marchi molto importanti: Holset e IHI Charging System. Il primo è destinato ai veicoli industriali, mentre il secondo è molto noto nel settore nautico, ma sta crescendo molto bene in quello automobilistico. Riguardo alla domanda è bene fare una precisazione: la grande crescita del mercato del turbo, che continuerà con proiezioni positive per lunghi anni, è avvenuta più che altro sui turbo con applicazione sulle vetture. Questo ha comportato un’attenzione molto elevata da parte di grandi componentisti per questo settore, mentre altri sono stati leggermente trascurati. Il risultato di questo fenomeno è che, oggi, un marchio come Holset riesce a essere uno dei principali fornitori di turbine per il primo equipaggiamento di veicoli industriali. Il marchio Holset, quindi, è cresciuto per questa ragione. Questo fenomeno ha chiaramente comportato una crescita di volumi anche nel ricambio. Per IHI il discorso è molto simile: la domanda del primo impianto vettura è stata talmente pressante che IHI è andata a coprire una parte delle richieste automotive. In particolare la filiale tedesca di IHI Charging System International, già partecipata da Mercedes Benz, sta effettuando grandi collaborazioni strategiche con le case automobilistiche. L’impegno per il primo impianto è molto importante, perché, anche se i modelli equipaggiati con queste turbine sono ancora troppo giovani per entrare nel canale indipendente, rappresentano un investimento per il futuro.

    I nuovi turbocompressori sembrano destinati a non poter essere più revisionati; come vivete questo cambiamento?
    Ancora una volta è necessario fare delle distinzioni: per i veicoli industriali, per esempio, esistono ancora delle possibilità di revisione, e noi lavoriamo bene in questo tipo di mercato. Chiaramente si tratta di un settore destinato a ridursi in prospettiva, un processo che per l’auto è già iniziato. Contec, essendo un distributore ufficiale, propone ai suoi clienti sia prodotti nuovi sia revisionati. In particolare noi possiamo garantire che le nostre revisioni siano eseguite solo sui turbo per i quali i costruttori prevedano la riparazione, esclusivamente con ricambi originali. Un processo molto curato, tanto che a noi piace affermare che il turbo non lo rigeneriamo, ma lo ricostruiamo.

    Una delle conseguenze della maggiore diffusione di questo ricambio è che molti lo trattano; cosa cambierà nella distribuzione?
    è vero, nel settore auto il turbo sta iniziando a essere trattato non più esclusivamente da professionisti del turbocompressore, ma anche da ricambisti. Questa semplificazione nel trattare il prodotto sta creando una situazione d’attrito all’interno del mercato: con più competizione e una maggiore aggressività. Questo fenomeno a mio avviso non deve essere considerato un male, perché significa che il mercato si sta allargando, quindi è normale che ci sia ora, e sempre più in futuro, una maggiore competitività. In particolare, bisogna sempre tenere presente che chi fa questo lavoro ha come concorrente principale non gli altri distributori o ricambisti, con i quali c’è una sana competizione, ma con il concessionario. Quindi, se tutti diventano un po’ più aggressivi, l’utilizzatore finale avrà dei vantaggi economici e gli specialisti avranno la possibilità di rosicchiare quote di mercato agli OES (Original Equipment Services).

    Il ricambista è quindi destinato a divenire il vostro prossimo cliente?
    Sempre più ricambisti stanno introducendo il turbo come ricambio da banco. Tuttavia, al momento, la maggior parte di loro tiene a magazzino solo codici di altissima movimentazione; solo pochi possono permettersi una copertura anche parzialmente completa, anche perché si fa presto a riempire un magazzino con un ricambio come il turbo. Il problema è sempre spostato al distributore: il produttore non fa magazzino, così come il nostro cliente, quindi la differenza di servizio è proprio nella disponibilità del fornitore, che deve saper gestire sia il rifornimento sia le evasioni. Per rendere più chiara la questione, credo possa essere utile citare un paio di dati: Contec ha, in media, 2.400 turbo nuovi e 500 revisionati a magazzino.

    Con la crisi economica, anche i demolitori hanno iniziato a organizzarsi per vendere ricambi; per voi rappresentano un nuovo concorrente?
    No, penso che prima dei demolitori dobbiamo preoccuparci di altre realtà. La mia personale classifica è fatta di livelli. Se lei ha una auto e rompe il turbo ha varie possibilità: la prima, più economica, è quella di andare a prendere un turbo dal demolitore; altrimenti si può decidere di farlo revisionare, ma anche in questo caso si può scegliere un professionista o un riparatore improvvisato; poi si può decidere di acquistare un turbo nuovo originale, oppure portare la macchina in concessionaria. Contec si posiziona quindi tra la concessionaria e gli altri operatori; quindi tra noi e il demolitore ci sono ancora vari livelli. Oggi le realtà che ci possono fare concorrenza sono le concessionarie, o i revisionatori che operano in maniera approssimativa. Ma se questi ultimi non rappresentano per noi un grosso problema (un turbo mal revisionato dura poco), la concessionaria è un concorrente agguerrito. A questo proposito ci tengo a precisare un aspetto troppo spesso poco chiaro: noi vendiamo turbo originali, cioè il turbo costruito dal fornitore del primo equipaggiamento.


    Articolo di tommaso Caravani pubblicato su Notiziario Motoristico (settembre 2008)

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