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sabato, 13 Aprile 2024
  • Pirateria auto? Anche nei ricambi

    Pirateria? Non è solo quella della strada o dei Cd e Dvd masterizzati, ma un fenomeno presente anche nel mondo dei ricambi per auto. Un fenomeno che assume principalmente due aspetti. Il primo riguarda componenti contraffatti negli elementi distintivi, ovvero ricambi dall’aspetto molto simile all’originale ma di qualità inesistente che sono illegalmente realizzati usurpando o alterando marchi di confezioni di proprietà di altre aziende. Il secondo aspetto riguarda, invece, i componenti cosiddetti di imitazione, ricambi cioè prodotti anche in violazione di uno o più brevetti regolarmente registrati.

    Ancora oggi non tutti sono a conoscenza dei rischi che può comportare la detenzione e la commercializzazione di alcune tipologie di ricambi realizzati in violazione di brevetti come, per esempio, i misuratori massa d’aria o le pompe carburante di provenienza orientale. Oltre a rientrare a pieno titolo nel fenomeno appunto della pirateria, l’utilizzo e la messa in servizio di questo tipo di componenti non originali rappresenta un grave fattore di rischio per l’automobilista, per la vettura e, conseguentemente, per l’officina.
    La Bosch, che è leader del settore, per alcuni dei propri prodotti ha introdotto già dallo scorso anno speciali etichette antipirateria che oggi si trovano apposte come sigillo sulle confezioni di sonde lambda, misuratori massa d’aria, motorini d’avviamento e generatori della gamma eXchange. Realizzate con la tecnica dell’ologramma e, quindi, difficilmente riproducibili, queste etichette riportano un codice di validazione alfanumerico a 15 cifre. Per verificare l’originalità del prodotto, basta collegarsi al sito www. protect. bosch. com ed inserire il codice. Tre sono le diverse tipologie di risposta che si possono ottenere in inglese: “Congratulations! Your code is correct”, “Caution, Your code is correct, but has already benn used several times” – indica cioè un codice corretto ma che è stato già oggetto di interrogazioni – e “Warning – code cannot be identified!”. In quest’ultimo caso è opportuno mettersi in contatto con il fornitore Bosch di zona.

    “Bosch è da sempre impegnata a contrastare sia la contraffazione del proprio marchio sia le violazioni dei propri brevetti”, spiega Pietro Paolo Patat, direttore commerciale della divisione di business Automotive Aftermarket di Bosch. “A tal proposito stiamo attuando su tutto il territorio italiano una serie di iniziative legali nei confronti di distributori e di ricambisti che commercializzano prodotti in violazione di brevetti di cui siamo titolari. L’automobilista, da parte sua, deve sempre richiedere anzi, pretendere, dall’officina l’utilizzo di ricambi di qualità equivalente a quella di primo equipaggiamento”.


    Articolo pubblicato sulla Repubblica in data 27/05/08

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