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giovedì, 18 Aprile 2024
  • Ottobre in discesa per l’auto (-29%). Fiat in picchiata: – 39,5 per cento

    Ottobre in picchiata per l’auto. Le immatricolazioni secondo, le anticipazioni di Federauto, l’associazione che raggruppa i concessionari di tutti i marchi commercializzati in Italia, hanno visto una riduzione del 29 per cento. Il gruppo Fiat, registrerebbe un calo pari addirittura al 39,5% sempre secondo dati non definitivi (i risultati saranno diramanti il 2 novembre). I marchi esteri, tutti insieme, contengono le perdite a circa un -22,9 per cento.

    I concessionari di automobili, gli unici titolati a rappresentare direttamente le Case sul territorio italiano, fatturano da soli il 6% del Pil italiano e impiegano 178mila addetti. Con le Case automobilistiche questi numeri raddoppiano passando al 12% del PIL e a 400milaoccupati. Con l’indotto i numeri esplodono: 20% del PIL e milione di posti di lavoro. Valori dal quale un paese come l’Italia non può prescindere.
    L’analisi del mercato italiano degli ultimi anni evidenzia una situazione impietosa. Nel 2007 il mercato auto Italia era circa 2.500.000, nel 2008 circa 2.160.00 e nel 2009, grazie agli incentivi governativi, ha chiuso a 2.159.000, replicando, sostanzialmente, l’anno precedente. Il 2010 chiuderà circa a 1.950.000. Leggendolo così uno potrebbe pensare a una riduzione lieve. Purtroppo a questa cifra bisogna togliere i circa 200.000 pezzi venduti entro il 31.12.2009 con rottamazione governativa, che ricordo potevano essere immatricolati entro marzo 2010. Operando questa sottrazione il mercato vero del 2010 diventa 1.750.000 circa. 
     

    E in questo numero sono racchiuse anche le "forzature" delle Case come le autoimmatricolazioni denominate kilometri zero. Per il 2011, stante così le cose, il mercato è stimato a 1.850.000 . Questo avrà pesanti ripercussioni sull’occupazione, sui licenziamenti, su costi degli ammortizzatori sociali, inoltre lo Stato perderà circa 2 miliardi di euro di IVA, oltre a centinaia di milioni di euro che provenivano da tasse varie quali IPT, passaggi di proprietà e bollo.
    Abbiamo recentemente chiesto al neo Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, un incontro urgente perché secondo Federauto si potrebbe rilanciare la domanda, sostenendo l’occupazione, a costo zero per lo Stato. Per esempio destinando parte dell’IVA dei fatturati aggiuntivi a incoraggiare non la rottamazione, ma l’acquisto di auto a basso impatto ambientale, quali quelle a GPL e Metano. E a rivedere la fiscalità delle auto aziendali, equiparandola alla media degli altri paese europei. In questo modo le aziende tornerebbero a svecchiare i loro parchi, spesso obsoleti. E togliere dalla circolazione 11 milioni di auto inquinanti o non dotate di moderni dispositivi quali Abs, Esp e Airbag, darebbe un grande vantaggio alla salute pubblica, in termini di qualità dell’aria, e ai conti dello Stato per la diminuzione di incidenti mortali o che portano gravi invalidità.

    1/11/2010
    ilsole24ore.com

     

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