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sabato, 13 Aprile 2024
  • OBIETTIVO AUTORIPARAZIONE – Per una formazione di qualità serve un percorso che

    Abbiamo incontrato Pietro Giancaspro, fondatore di CAM nella sede di Martinsicuro, per capire come la formazione rappresenti uno strumento utile per l’officina e quali siano i segreti per convincere gli autoriparatori a frequentarli.

    Signor Giancaspro, le officine difficilmente trovano il tempo per frequentare corsi di formazione, voi invece siete sempre impegnati, quale è il segreto di un tale successo?
    Oggi il panorama dei corsi formativi è veramente ampio e molti nostri concorrenti offrono prodotti di alta qualità. Tuttavia non sempre è sufficiente impartire lezioni di buon contenuto tecnico, la formazione richiede un percorso. Quando un autoriparatore si affaccia al mondo della formazione non possiamo sapere in anticipo quale sia il suo livello tecnico, quindi bisogna strutturare le classi in modo che chi partecipa apprenda veramente qualcosa, che il corso, insomma, porti a una crescita.

    Questo per iniziare, poi però convincere il meccanico a tornare è un’impresa ardua…
    Diciamo che a volte i meccanici si trovano di fronte a problemi specifici, e allora seguono corsi random, magari su uno specifico sistema che reputano di non conoscere bene. Questa formula è offerta da molti, ma pochi si preoccupano di convincere l’autoriparatore che la formazione è importante a 360°. Per questo noi strutturiamo i nostri corsi come una lezione continuativa. I nostri meccanici tornano ogni volta per ascoltare il seguito; il segreto è creare un filo conduttore tra le lezioni, un po’ come una telenovela, in cui l’alunno è invogliato a seguire il proseguo puntata dopo puntata.

    Come sono strutturati i corsi?
    Bisogna capire che l’autoriparatore ha sempre meno tempo libero da dedicare alla formazione, quindi ha bisogno di soluzioni veloci e pratiche. Non tutti hanno il tempo per studiare la teoria e le formule che si trovano alla base della diagnosi. Per questo ci siamo noi. Noi ci dedichiamo a studiare i problemi che il meccanico trova ogni giorno in officina e troviamo le soluzioni più rapide. Durante le lezioni quindi, oltre alla teoria, eseguiamo delle prove pratiche direttamente sulle vetture. Perché utilizzare dei simulatori o dei motori al banco non è la stessa cosa che operare direttamente sull’auto.

    Oggi l’autodiagnosi dà un grande aiuto al riparatore, pensate che questi strumenti siano una minaccia per la vostra attività?
    Tutt’altro, se mai rappresentano un’occasione. L’autodiagnosi rappresenta un grande strumento per l’autoriparatore del futuro, tuttavia non si può prescindere dalle conoscenze di base. Se lo strumento segnala un difetto a un componente è compito dell’autoriparatore capire da cosa questo problema è causato. Per indagare le ragioni dei guasti, però, serve una preparazione di alto livello e a questo punto entriamo in gioco noi.
    Se poi c’è bisogno di un’assistenza veloce, su un problema specifico, mettiamo a disposizione un numero telefonico a pagamento, attraverso il quale l’autoriparatore può interagire direttamente con i nostri istruttori per trovare la soluzione più rapida.

    Quanti corsi tenete in un mese?
    In media riusciamo a organizzare circa 30/35 corsi al mese, con classi di una quindicina di alunni. Per avere una formazione di qualità, secondo il mio punto di vista, un riparatore dovrebbe frequentare circa un corso al mese. Tuttavia, tra i nostri clienti c’è chi ha già raggiunto un livello di preparazione al di sopra della media, con una preparazione che già guarda al futuro, ai sistemi Euro 5 per capirci. Ecco, a questi alunni chiediamo di segnare il passo, magari diradando le lezioni a un appuntamento ogni due o tre mesi per il mantenimento e l’aggiornamento.

    Riguardo alla preparazione degli autoriparatori, qual è la situazione in Italia?
    Tenendo corsi in tutta Italia abbiamo una visione abbastanza completa. Devo dire che alcune realtà mi hanno sorpreso negli ultimi anni: è il caso della Sicilia e della Sardegna, due regioni che non pensavo particolarmente preparate, i cui autoriparatori hanno, invece, dimostrato di cavarsela bene.
    Guardando all’intera Italia la preparazione media dei riparatori non è male, anche se esistono ancora officine che necessitano di una preparazione specifica per poter operare sulle realtà tecnologiche delle auto nuove. Oggi un’officina per poter essere competitiva sul mercato deve poter essere in grado di operare con sicurezza su tutte le vetture, un risultato che si ottiene solo tramite la formazione.

    Voi offrite anche dei corsi di formazione per pc, è una formula vincente?
    I corsi multimediali sono una formula pratica e sicuramente interessante. Noi offriamo un pacchetto di ben 30 volumi, in cui sono analizzati i principali sistemi elettronici presenti sulle auto. Il corso multimediale è semplice da utilizzare e rappresenta una valida alternativa alla frequentazione in sede: può, infatti, essere utilizzato in ogni momento di tempo libero senza doversi spostare. Un modo, insomma per fruire di tutta la professionalità dei corsi di aggiornamento CAM direttamente a casa propria.

    Articolo di David Giardino pubblicato sul sito www.netcollins.com (luglio 2006)

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