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mercoledì, 22 Maggio 2024
  • Marchionne in Messico per la 500. Che finirà in Cina

    Eccola, la Fiat 500 americana. Non poteva non essere l’auto simbolo per eccellenza del Lingotto a segnare il ritorno del gruppo torinese sul mercato americano dopo 28 anni, con tanto di ‘benedizione’ del presidente messicano Felipe Calderon.

    Perché il Messico
    L’amministratore delegato Sergio Marchionne ha celebrato il lancio della piccola del Lingotto ringraziando le autorità messicane, davanti alle quali ipotizza la produzione di un secondo modello Fiat in Messico, Paese "ponte fra il Nafta e l’America Latina".

    Fiat in realtà guarda anche oltre i confini del Messico, dove fra giugno e luglio debuttera’ Alfa Romeo con tre modelli, la Mito, la Giulietta e la 159 (rpt Mito, Giulietta e 159). E mentre Chrysler tratta il rifinanziamento del debito, la casa di Torino tratta con diversi costruttori russi per rafforzarsi nel Paese.

    Pronta per la Cina
    Chrysler conta su circa 7.000 dipendenti e su sei impianti in Messico. La Fiat 500 prodotta in Centroamerica sara’ destinata anche al mercato cinese, dove sara’ esportata a partire dal terzo trimestre 2011. Anche per il Messico la 500 modello 2012 rappresenta una netta inversione di rotta: la piccola e’ venduta nel Paese da diversi anni e ora si cambia – osserva Marchionne – passando "da una vettura importata dall’Europa a una costruita sul territorio".

    E la Russia?
    "Siamo in contatto con diverse persone su come procedere in Russia. Siamo impegnati sul mercato russo. Dobbiamo cercare la strada giusta in termini temporali e di costi. Ritengo che abbiamo fino ad aprile per finalizzare".

                                                                                       08 Marzo 2011
                                                                                        Rainews24.it

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