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giovedì, 18 Aprile 2024
  • I russi preferiscono la tecnologia straniera

    Quest’anno, dei circa 35.000mq di superficie espositiva del MIMS, oltre 3.000mq sono stati riservati agli stand collettivi delle delegazioni internazionali di Italia, Cina, Repubblica Ceca, Finlandia, Ungheria, India, Corea, Polonia, Spagna e Taiwan. Gli espositori internazionali presenti alla manifestazione provenivano da oltre 30 Paesi di tutto il mondo.
    Ma perché il mercato automotive russo suscita tanto interesse a livello internazionale? Probabilmente, perché il parco circolante cresce con una media del 10% l’anno. E poi perché l’industria nazionale, per il momento, non è in grado di soddisfare le esigenze della nuova classe media, che malgrado i prezzi superiori, preferisce comprare un’auto usata straniera, piuttosto che una di produzione nazionale, tecnologicamente arretrata e dal design antiquato. Ma la risposta più completa ce la forniscono i dati del rapporto recentemente presentato dall’ufficio di Mosca dell’Ice (Istituto nazionale per il commercio estero) sull’attuale mercato automotive nella Federazione russa, di cui qui di seguito offriamo una breve sintesi.
    Il mercato dei veicoli
    Se la produzione nazionale di autovetture russe, dopo la crescita degli ultimi anni, nel 2005 ha subito una battuta d’arresto, nel primo semestre di quest’anno, invece, le vendite di auto straniere nuove nel Paese sono salite a 269.000 autovetture, con un aumento del 79,3% sullo stesso semestre del 2004, un dato molto vicino al risultato dell’intero anno scorso (280.000 unità). I marchi russi, tra i quali i più diffusi sono AvtoVaz e Moskvich, sarebbero fortemente avvantaggiati dalla convenienza delle parti di ricambio, fino a tre o quattro volte più economiche rispetto a quelli delle auto straniere. In effetti, però, le automobili russe presentano una tecnologia meno evoluta rispetto alle auto straniere, con svantaggi quali un maggior consumo di combustibile e una minor durata di motore e componenti. Fino a poco tempo fa, inoltre, la maggioranza delle vetture straniere che arrivava in Russia era usata: soltanto nel 2004 per la prima volta, il numero delle auto straniere nuove importate, circa 280.000, si è avvicinato molto a quello delle vetture di seconda mano importate – 317.000, soprattutto di classe media.
    La ragione di questo mutamento di tendenza risiede nella crescita del potere di acquisto della classe media, che esprime una netta preferenza per i marchi asiatici, in particolare Hyundai e Toyota. A Mosca, le vetture straniere costituiscono ormai il 40% del parco esistente, con oltre 1,17 milioni di unità.
    Nel giro dei prossimi tre anni, inoltre, si prevede che la produzione di auto straniere in Russia possa toccare le 300/350.000 unità, arrivando così a coprire il 20/23% dell’intera produzione automobilistica nazionale nel 2008.
    Al 1 gennaio 2005, il parco automobili russo era stimato intorno ai 30 milioni di unità. Ma, sebbene l’80% delle famiglie nella capitale russa possieda un’automobile, la Russia è ancora lontana dai dati non solo dei Paesi occidentali, ma anche dell’Europa Orientale. Il parco auto è piuttosto vecchio: la media si aggira sui sette anni di età e solo il 20% dei veicoli ha meno di cinque anni. Le vendite complessive salgono comunque in maniera costante: nel 2005 le immatricolazioni dovrebbero raggiungere gli 1,65 milioni di unità.
    La produzione di autocarri e furgoni nel Paese ha raggiunto le 216.000 unità, di cui 200.000 autocarri e 16.200 furgoni, cui si aggiungono i rimorchi con 14.500 unità.
    Nel primo semestre del 2005 si è registrato un calo nella produzione sia di autocarri (-7,1%) sia di furgoni (-5,3%).

    Il mercato dei componenti e delle parti di ricambio
    La produzione russa di componentistica e parti di ricambio non riesce da sola a soddisfare la crescente domanda del mercato nazionale, sia sul piano quantitativo sia qualitativo: nel 2003 la produzione nazionale è aumentata del 12,3% raggiungendo un fatturato di 267 milioni di dollari; nello stesso anno le importazioni complessive di componenti hanno oltrepassato i 723 milioni di dollari. La tendenza positiva delle importazioni è proseguita nel 2004 raggiungendo i 1.239 milioni di dollari ed è destinata a continuare nel 2005. La crescita delle importazioni è stata essenzialmente favorita da alcuni fattori: l’incremento del numero di automobili (in media del 10% l’anno), l’incremento della produzione della quota di auto, autocarri, autobus e macchine agricole prodotti su licenza straniera; e, infine, il regime tariffario doganale, che, dal marzo 2005, ha visto una sostanziale riduzione delle tasse sulle importazioni di componentistica destinate all’assemblaggio di automobili negli stabilimenti del Paese.
    L’incidenza delle forniture italiane è complessivamente alta: nel 2003 hanno rappresentato il 2,67% delle importazioni totali (19,3 miliardi di dollari sui 723,3 complessivi); nel 2004 la loro incidenza, pari al 2,38%, è stata leggermente inferiore (29,4 milioni di dollari su 1239,1).
    I valori complessivi delle forniture italiane nel 2004 rispetto al 2003 sono comunque balzati in avanti del 52, 5%. In particolare, hanno avuto un notevole incremento nei seguenti settori: pneumatici per automobili e autocarri, elementi del sistema di accensione. Si è invece registrato un calo per accumulatori e loro parti, motori, ponti motore, elementi della sospensione, alberi cardanici, crociere e loro parti.

    Il mercato degli accessori
    Le importazioni del settore sono in costante aumento: da un valore di 68,3 milioni di dollari nel 2002 si è passati ai 107,6 milioni di dollari nel 2004. Le forniture italiane sono salite da 0,68 milioni di dollari del 2002 a 1,469 del 2004.
    In alcuni settori, tuttavia, quale quello dei sistemi audio, autoradio, altoparlanti, hi-fi ecc. l’Italia ha perso posizioni: in parte questo è dovuto all’aumento del corso dell’euro nel 2004, che ha spinto i dealer ad acquistare maggiormente in Cina.
    Nel 2003 il mercato russo degli accessori per auto nel suo complesso era stimato ad almeno 130 milioni di dollari, di cui quasi 80 milioni, pari al 61%, di importazioni. Nel 2004 l’incidenza delle importazioni è salito al 65%, per un valore di 108 milioni di dollari sui circa 165 milioni di dollari totali stimati, con un aumento della produzione russa di circa il 14%. Le previsioni per il 2005 prospettano un’ulteriore crescita del 15% per il mercato nel suo complesso, del 16% per le importazioni e dell’11% per la produzione locale.

    Il mercato delle autoattrezzature
    Il valore del mercato delle autoattrezzature in Russia è passato dai 90 milioni di dollari del 2000 ai 167 del 2004; per il 2005 si prevede il raggiungimento di una quota di 182 milioni di dollari.
    Poiché il parco autoveicoli del Paese è aumentato in modo consistente e sono cresciuti di conseguenza gli investimenti nel settore, nella struttura delle vendite di autoattrezzature è determinante l’incidenza delle autofficine di nuova apertura, sorte da zero. Il mercato si sta fortemente differenziando e specializzando: mutamenti ed evoluzione si registrano soprattutto verso la fascia più elevata, dal punto di vista qualitativo, della domanda di attrezzature. Negli ultimi tempi, inoltre, la tendenza è di acquistare una linea completa e integrata di prodotti e servizi. Malgrado la grande estensione territoriale, l’esiguità relativa del mercato fa sì che la concorrenza su prodotti analoghi o identici sia molto alta e che il fattore prezzo diventi determinante per la competitività. Per questo, negli ultimi anni i prezzi delle autoattrezzature hanno continuato a scendere, riducendo i margini di profitto. L’industria delle attrezzature in Russia è ancora poco sviluppata e, inoltre, la produzione nazionale non occupa, a causa del basso livello tecnologico, una solida posizione sul mercato, eccetto che nella fascia medio-bassa di prodotto. Anche per questo le importazioni sono in costante aumento: gli strumenti di produzione straniera costituiscono, per alcune tipologie di prodotto, anche il 90% delle vendite. Fino al 2001-2002 metà delle autoattrezzature vendute nella Federazione russa era di produzione italiana; oggi, il crescente predominio delle case produttrici di autovetture giapponesi, sud coreane, tedesche e americane, non favorisce ovviamente le attrezzature provenienti dal nostro Paese, che stanno costantemente perdendo posizioni.
    La richiesta nel 2005 si sta indirizzando verso i seguenti gruppi di attrezzature per officine (in ordine decrescente): ponti sollevatori; attrezzature per gommisti; lavaggi automatici e attrezzature per autolavaggi; attrezzature per diagnostica; compressori; equilibratori; cabine di verniciatura.

    Articolo di Monica Mistretta pubblicato sul sito netcollins.com (ottobre 2005)

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