Lavoro ed Economia

Basta ai contratti a progetto e congedo di maternità fino a 12 mesi

Congedo parentale fino a 12 mesi, cassa integrazione non più di 48 mesi ma solo di 24 in 5 anni, più controlli e più agenzie ad hoc. Sono questi i punti chiave affrontati e approvati dal governo nei decreti che completano l’attuazione del Jobs Act e che sono arrivati sul tavolo del Consiglio dei ministri riunito giovedì pomeriggio.  Il Governo ha di fatto approvato tutti i decreti attuativi al Jobs Act, tutti tranne uno, quello del salario minimo. “Vengono estese le tutele a 1,4 milioni di lavoratori sinora esclusi“, riporta il comunicato sul Cdm diffuso da Palazzo Chigi.

 

Novità

Cassa integrazione. Un nuovo tetto per la durata massima della cassa integrazione guadagni (24 mesi ma in un “quinquennio mobile”), con contributi proporzionati all’utilizzo della Cig, quindi più alti per le imprese che la usano di più, insieme ad una riduzione per tutte dell’aliquota ordinaria versata mensilmente. L’accesso alla cassa sarà esteso, a pagamento, anche alle imprese da 6 a 15 dipendenti, con diverse aliquote sul monte salari. Solo l’utilizzo di contratti di solidarietà, il cui assegno però non potrà ora superare l’80 per cento della retribuzione, darà la possibilità alle aziende di poter usufruire di un bonus ulteriore in cig prolungando così la copertura dei lavoratori fino a 36 mesi.

 Bonus di 6 mesi di Cig in più, da aggiungere ai 24 mesi previsti dal governo o ai 36 mesi nel caso si utilizzassero i contratti di solidarietà, anche in caso di crisi di imprese strategiche a rilevanza nazionale che attingerà da un Fondo straordinario di 50 milioni creato ad hoc per far fronte a questi interventi. Si prevede un meccanismo di bonus-malus: più utilizzi la cig più paghi. Il decreto dovrebbe prevedere la riduzione del 10% delle aliquote di base e il raddoppio di quelle per l’utilizzo della cig: più 9 per cento per i primi 12 mesi, più 12 per cento dai 12 ai 24 mesi e più 15 per cento dai 24 ai 36 mesi.
 


Congedi

 Il decreto, manca solo l’ok definitivo, allunga il tempo per fruire del congedo parentale facoltativo portandolo da 3 a 6 anni e da 8 a 12 anni di età del bambino rispettivamente per quello retribuito al 30 per cento e per quello non retribuito, la cui durata resta comunque di 6 mesi. Inoltre si riduce da quindici a cinque giorni il periodo di preavviso al datore di lavoro. In arrivo anche la possibilità di trasformare il congedo parentale in part-time al 50 per cento.

Arrivano poi le ferie solidali, ossia la possibilità per i lavoratori di cedere, a titolo gratuito, ai propri colleghi “che svolgono mansioni di pari livello e categoria” i riposi e le ferie maturate “al fine di assistere i figli minori che, per le particolari condizioni di salute, hanno bisogno di assistenza e cure costanti da parte dei genitori”. Anche questo è previsto in uno dei decreti attuativi del Jobs Act approvati dal Consiglio dei ministri. Arrivano poi le ferie solidali, ossia la possibilità per i lavoratori di cedere, a titolo gratuito, ai propri colleghi, «che svolgono mansioni di pari livello e categoria» i riposi e le ferie maturate “al fine di assistere i figli minori che, per le particolari condizioni di salute, hanno bisogno di assistenza e cure costanti da parte dei genitori”.
 

 Basta contratti a progetto

Sul riordino delle forme contrattuali si prevede il superamento dei contratti di collaborazione a progetto dal 2016 e dell’associazione in partecipazione. Si punta sul lavoro subordinato, che viene esteso anche alle attuali collaborazioni che però sono “esclusivamente personali”, continuative e che vedono l’organizzazione diretta del tempo e dei luoghi di lavoro. Per i voucher il tetto annuo passa da 5.000 a 7.000 euro.



 


 

 

Rubrica a cura di www.piueconomia.it

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