Interviste

Credito alle imprese per far crescere l’aftermarket

DI STEFANO BELFIORE


E’ ormai tutto pronto per Autopromotec: la biennale internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico. Il sipario si alzerà oggi a Bologna. E crescono le attese delle aziende di settore che si danno appuntamento alla manifestazione giunta alla sua 25esima edizione. Renzo Servadei (nella foto) è l’amministratore delegato di Autopromotec che, ad Inforicambi, racconta la storia del salone, presentando anche le novità di quest’anno. Ma non solo. La sua analisi si sofferma ed esamina, con corretta cognizione di causa, l’universo produttivo dell’aftermarket nazionale. Un comparto importante, visto i volumi d’affari che genera, dove innovazione e formazione costituiscono i fattori della crescita. Poi un appello alla politica “con azioni governative – dice – volte a sviluppare sempre più il settore”. Per Servadei, essenziali sono gli interventi per la concessione di credito alle imprese. Così da dare respiro all’intera filiera produttiva.


Autopromotec ha alle spalle cinquanta anni di storia. Come nasce l’idea di fare una rassegna sull’aftermarket automobilistico?


La rassegna è nata, sostanzialmente, offrendo uno spaccato visivo sul comparto dei pneumatici. Poi si è aggiunto il settore delle autoattrezzature che, in Italia, rappresenta un segmento importante e significativo. Oggi è una completa vetrina sul mondo dell’aftermarket automobilistico con un numero di espositori in continua crescita ed evoluzione.


Visto il trend di crescita di visitatori ed espositori, Autopromotec diventa, dunque, sempre più un appuntamento importante su scala nazionale ed internazionale per i player di settore. Qual è il segreto del successo?


Senza dubbio è un salone pensato per gli espositori, cucito, come dire, sulle specifiche esigenze delle aziende di settore. Il plus della manifestazione è, certamente, la specializzazione perfettamente in linea con le necessità delle imprese.


Ritorniamo all’attualità, quali sono le novità che presenterà quest’anno il salone?


L’edizione 2013 di Autopromotec riserverà tante novità. Tra queste, solo per citarne alcune, i focus sui veicoli elettrici e sulle tecnologie correlate ai pneumatici. Ampio spazio sarà dedicato anche alla convegnistica di settore con AutopromotecEDU, l’arena per l’approfondimento sulle tematiche più attuali dell’aftermarket automobilistico, in cui verranno analizzate ed esaminate le tendenze future del mercato di riferimento.


In Italia l’aftermarket automotive è un’industria significativa. Ne è un esempio, tra gli altri, come lei ha evidenziato, la più grande concentrazione mondiale dei costruttori di autoattrezzature che è presente nel nostro Paese. In una congiuntura economica non facile, qual è lo stato di salute del comparto produttivo nazionale?


Guardi il picco della crisi ha spaventato un po’ tutti. Ed anche il settore dell’auto ne ha pagato le conseguenze. Mi riferisco al mercato delle auto nuove che ha subìto una evidente riduzione nelle performance d’acquisto. Nonostante questo calo, l’aftermarket automotive è un comparto tendenzialmente anticiclico. Ma che comunque patisce le sue sofferenze in Italia nell’attuale congiuntura. Tuttavia se non si comperano come prima vetture nuove, i proprietari di automobili saranno sempre più attenti ed impegnati ad aggiustare le macchine già in loro possesso.

 

Parlando con diversi brand nazionali ed europei, il sentore che abbiamo è quello di un comparto vivo e dinamico, malgrado il periodo generale di stallo economico, che fa dell’innovazione la sua principale keyword per crescere e creare vantaggi competitivi sul mercato. Cosa ne pensa a riguardo?


Sono convinto che l’investimento in innovazione ed in formazione siano driver essenziali per la crescita virtuosa del comparto produttivo. Ritengo che il mercato aftermarket presenti diversi occasioni che vanno colte. Bisogna solo avere chiari gli obiettivi da perseguire e traguardare.


A suo avviso, che futuro attende la filiera della componentistica auto operante in Italia? Che previsioni di crescita è possibile ipotizzare?


Mi auguro che ci sia un miglioramento nel secondo semestre dell’anno. Molto dipende dalle azioni governative che verranno messe in piedi. L’universo aziendale dell’aftermarket rappresenta un bacino imprenditoriale estremamente importante e consistente il cui fatturato complessivo risulta maggiore di quello derivante dalla vendita di auto nuove. Si tratta di un settore sano che ha voglia di crescere. Ma che, a volte, è messo in difficoltà perché non c’è credito. Quindi è necessario, innanzitutto, aprire virtuosamente i rubinetti del credito per dare un respiro all’intera filiera.

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