Quale sarà il futuro dell’aftermarket multimarca?

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Quale sarà il futuro dell’aftermarket indipendente?

Quale sarà il futuro dell’aftermarket indipendente?Quale sarà il futuro dell’aftermarket multimarca?

Per Marc Aguettaz, managing director di GiPA Italia, tutto dipenderà da come evolverà il parco auto per fasce d’età e da quali modalità e strategie saranno adottate ed intercettate per la domanda di cura e manutenzione dell’auto.

Oltre il Covid-19, c’è il futuro dell’aftermarket

“La sfida dell’aftermarket dei prossimi mesi andrà oltre il Covid-19, con una variabile che ha un’origine ben più lontana: la crisi delle immatricolazioni 2012-2015 dice Aguettaz in un post sul suo profilo Linkedin. Ed aggiunge: “il vuoto d’aria di questi 4 anni sta penalizzando la fascia di parco 7-9 anni, ma lo ritroveremo presto nella fascia 10-14 anni, prossima ad una rapida discesa. Il parco circolante 5-14 anni nel 2020 conterà 17 milioni di vetture (52% del totale) ed è prossimo a calare dell'11%: nel 2025 sarà pari a 15,2 milioni di auto (47%). Tutte le vetture di queste fasce d'età sono già state immatricolate. Non ci sono fabbriche di macchine usate! In particolare, la fascia 10-14 anni è destinata a subire un forte calo, passando da 9,6 a 6,6 milioni di auto (-31,2%). Questo parco genera oggi il 38% del fatturato aftermarket delle officine meccaniche multimarca”.

L’aftermarket deve guardare al futuro del parco circolante

“Ricordando che quest’anno, come elaborato dal modello previsionale di GiPA del 25 marzo, il fatturato aftermarket dovrebbe perdere tra il 12,9 e il 18,6 punti percentuali (rispetto allo scorso anno) – conclude  - la vera sfida del prossimo futuro sarà capire come evolverà il parco per fasce d’età e come intercettare la domanda di cura e manutenzione dell’auto”.

Lo stato attuale dell’aftermarket indipendente

Il minor ricorso all’utilizzo dei mezzi di trasporto per motivi di sicurezza sanitaria, il costo del carburante più bassoil parco circolante che invecchia sempre più con un innalzamento dell’età media (secondo Unrae, il volume 2020 non supererà 1,3 milioni di vetture nuove), la riduzione del reddito delle famiglie e del potere d’acquisto: è un mix di fattori favorevole che potrebbero portare ad un maggiore utilizzo dell’automobile, generare così un picco di percorrenza e di conseguenza un forte innalzamento della domanda di assistenza e manutenzione con riflessi positivi a cascata su tutta la filiera dell’aftermarket nazionale“L’impatto di questo scenario – prevede GiPA - dovrebbe concentrarsi tra giugno e luglio e rappresenterebbe un’occasione da non perdere per recuperare parte del fatturato perso a marzo e ad aprile”. Senza dimenticare, il ruolo centrale dell’auto, che nella crisi attuale, ritorna ad essere protagonista della mobilità (smart working permettendo).

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