Autopromotec

Autopromotec, il B2B che aiuta l’aftermarket

DI STEFANO BELFIORE

La specializzazione è l’ X factor di Autopromotec. Una qualifica maturata nel tempo con un lavoro meticoloso e senza sosta che ha permesso alla rassegna internazionale dell’aftermarket automobilistico di entrare di diritto nell’olimpo delle fiere di settore più importanti dedicate al B2B. Al taglio del nastro dell’edizione 2015, in programma a Bologna da oggi al 24 maggio, abbiamo intervistato Renzo Servadei (nella foto), amministratore delegato di Autopromotec, che ci ha svelato l’identità della manifestazione caratterizzata da ricche novità: dal Tpms ai nuovi sistemi di revisioni fino alle soluzioni software concepite per il settore. Degna di nota anche la convegnistica (preziosa cornice dell’expo) che ruoterà intorno alla formazione: pilastro essenziale per alimentare la competitività del comparto. Un’economia, quella dell’aftermarket italiano, in grado di brillare di luce propria, di generare ricchezza ed occupazione per il Paese con dinamiche produttive di grande portata apprezzate nelle piazze internazionali. “Un patrimonio di eccellenze imprenditoriali – sostiene Servadei – di cui bisogna prendere, più che mai, atto con politiche governative capaci di soddisfare le specifiche necessità ed esigenze”.
 


 Autopromotec 2015 ha registrato un ottimo trend di adesioni da parte degli espositori. Sulla scia di questo risultato, ottenuto alla vigilia della manifestazione, quali sono le aspettative che vuole soddisfare quest’anno il salone dell’aftermarket?

Innanzitutto, ritengo che nel mondo delle fiere BtoB ci si proietta, sempre di più, verso una selezione e concentrazione delle manifestazioni. Mentre prima le aziende avevano la possibilità di partecipare a più eventi, oggi il tempo, complice anche la crisi economica e la minor disponibilità di risorse, ha creato, come dire, una sorta di selezione naturale dei palcoscenici espositivi a cui prendere parte. Ed Autopromotec rientra  in questo circuito di preferenze. Questo, per noi, vuol dire aver raggiunto un bel traguardo.
 


 Come si è giunti a questo risultato, importante in termini di reputazione?

Negli anni, abbiamo puntato alla qualità e lavorato a far divenire Autopromotec una rassegna dalla forte specializzazione che oggi è sempre di più vista come palcoscenico di business. Le giuste relazioni sono fondamentali per chi partecipa ad un fiera. Ed il livello dei nostri espositori, dei nostri visitatori nonché lo spessore dei buyer internazionali che saranno presenti a Bologna va proprio in questa direzione. Tutti elementi, che sommati tra loro, hanno fatto crescere in maniera costante il nostro expo. Anche quest’anno il numero di adesioni registra un incremento postivo rispetto a quello del 2013.
 

 I dati sono dunque all’insegna della crescita. Quali saranno le principali novità di questa edizione?

Autopromotec è una vetrina che raggruppa un universo produttivo che dai ricambi arriva fino ai pneumatici. In questo ampio panorama le novità sono tante e diverse. Si pensi, ad esempio, al Tpms. Il sistema di monitoraggio della pressione dei pneumatici che si applicherà a tutte le auto di nuova immatricolazione. Accenderemo i riflettori anche sui nuovi sistemi di revisioni, dando spazio, inoltre, a tutte le proposte relative alle soluzioni software e di banche dati che supportano il settore aftermarket.
 

 Ci sarà anche un focus espositivo sull’autocarro con l’Industrial Vehicle Service che ricalcherà di nuovo le scene di Autopromotec…

Un tratto distintivo di Autopromotec è quello di fare anche scelte non convenzionali. Oggi, il trasporto su gomma non vive uno stato di salute roseo. Ma il 90 per cento delle merci viaggia su autocarro. Dunque, esso rappresenta un comparto strategico su cui noi vogliamo prestare sempre la massima attenzione. In quest’ottica, visto l’anzianità del parco circolante, vogliamo far comprendere alle flotte quanto risulti strategica l’opera manutentiva su queste tipologie di veicoli con uno spaccato parallelo sulle nuove frontiere tecnologiche che insistono in questo ramo.
 

Ricco è anche il calendario degli appuntamenti caratterizzante la convegnistica di Autopromotec EDU. Quali saranno le tematiche più significative che verranno esaminate e dibattute, soprattutto in merito all’aggiornamento professionale?

 EDU sta per educazione. Un concetto che rimanda immediatamente al tema della formazione. Sarà questo, sostanzialmente, il cuore che animerà la nostra convegnistica. Un driver di estrema rilevanza che, insieme all’informazione ed all’innovazione, costituisce l’elemento per tenere alta la competitività sul mercato. Ma non solo.  C’è anche un potenziale risvolto occupazionale.
 

Quale?

Il segnale che vorremo dare alle nuove generazioni è quello che nel settore dell’aftermarket italiano è possibile trovare importanti chance lavorative. Senza, per forza di cosa, andare all’estero. Quindi, l’invito e l’appello che lanciamo ai giovani è orientato ad una buona e mirata formazione in grado di costruire professionalità a supporto di questa economia.

 

Esaminando, infine, il comparto aftermarket nazionale, gli ultimi dati raccontano di un settore che nel 2014 ha mostrato segni di forte propensione all’export. Affinché rimanga una colonna portante del Pil italiano, di cosa ha bisogno questo segmento per alimentare nel tempo la sua vitalità?

Il nostro è, infatti, un settore fatto di eccellenze. La redditività è notevole con un fatturato pari a quello che produce l’auto. Dobbiamo essere orgogliosi di queste performance, di questa vitalità imprenditoriale. Bisogna prendere, più che mai, consapevolezza di questo patrimonio di ricchezza e trasferirlo a livello politico da cui far nascere interventi governativi cuciti sulle specifiche esigenze che fuoriescono dall’aftermarket italiano.  E’ necessario fare squadra, fare rete, sostenendo con maggiore enfasi un comparto che è un significativo vòlano di occupazione ed export. 

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