Automotive

Meglio acquistare o noleggiare?

Scegliereste mai un cane dalla sua coda? No, di certo. Ma quando si parla di auto, le considerazioni salienti sulla sua scelta sembrano ancora molto legate alle prospettive di rivendita dopo il periodo di proprietà. Dalla ”coda”, appunto Quanti, ancora e sempre, si lasciano influenzare dalla superficiale lettura e ricerca dei valori storici di Eurotax, Quattroruote e dalla idea che ci siano delle auto “BESTSELLER”, che dunque siano ancora degli assegni circolari? Tutti i supporti che studiano i valori di rivendita dell’usato si basano sulle previsioni degli operatori commerciali (dealer, assicurazioni) e tengono conto soltanto del rapporto tra prezzo di listino/acquisto e previsioni di rivendita delle auto indicate. Non si tiene conto dei costi di gestione, ovviamente. Forse perché è più facile auspicare futuri valori di rivendita che pianificare indicatori reali di gestione. La prospettiva di rivendita di un’auto, per il proprietario, deve tenere conto infatti di variabili molto più complesse. Quanti di noi fanno le dovute valutazioni di “TCO” (Total Cost of Ownership)  prima dell’acquisto della loro auto? E soprattutto, quanti nel comprare la propria auto o confrontare un noleggio ad esempio, valutano in serie le caratteristiche tipo: fattori chiave (tecnici, economici, gestionali), prospettive del brand, differenza tra acquisto, spese di gestione, rivendita futura dell’auto, fino ai dati relativi al customer satisfaction (affidabilità, reclami, capillarità della rete commerciale e assistenza, back office con il cliente)?

 

La svalutazione è la componente principale del TCO?

acquisto autoIl TCO (Total Cost of Ownership) è il calcolo del costo di un bene considerando non solo il suo prezzo di acquisto ma anche il complesso dei costi di gestione nell’intero ciclo di proprietà suddiviso in diverse fasi: acquisizione, operatività e costi variabili della gestione e dell’acquisizione, nonché ricavi da rivendita od alienazione. In particolare, mettendo in colonna i costi di: acquisizione ossia prezzo del veicolo ed eventuali oneri finanziari; costi operativi (spese di gestione nel corso dell’utilizzo del veicolo quali carburante, pneumatici, manutenzione ordinaria e straordinaria) coperture assicurative RCA, F/I e complementari (KASKO, Polizze cristalli, etc); costi del personale: spese indirette quali il costo del personale addetto alla gestione della flotta, possibili ricavi di vendita del veicolo usato una volta dismesso dall’utilizzo aziendale o altri risparmi/costi che possono derivare da un diverso immobilizzo di capitale. Non occorre Eurotax o Quattroruote, per asserire con parole semplici questa affermazione. La percentuale di “taglio” del prezzo iniziale di acquisto rispetto ad un probabile prezzo di rivendita può essere una percentuale altissima. A partire dalla “vulgata” generale più diffusa secondo cui già vendere una qualunque auto nuova al secondo anno comporterebbe un taglio di almeno il 25 per cento (Iva + minima quota di svalutazione), dobbiamo ricordare che nel mercato auto attuale il palcoscenico dove proporre in vendita la propria auto è davvero composito: oltre alla insicurezza legata alle evoluzioni normative ecologiche più intransigenti e penalizzanti (vedi guerra al Diesel), oltre alle evoluzioni commerciali (Noleggio e Sharing) e tecnologiche prevedibili con l’avvento delle elettriche, ricordiamo che oggi le prime avversarie di una specifica auto nel mercato dell’usato sono le valanghe di “Km Zero”, di “Demo”, di Semestrali, di Aziendali e di ex noleggi che invadono i piazzali dei rivenditori professionali. Al punto che la prima voce da considerare nell’acquisto, la rivendita intesa come valore è diventata un rompicapo. Ma non è l’unico nella valutazione del “TCO”.  I consumi ad esempio: possono pesare fino al 14 per cento del costo di gestione. Ed in questo pesano anche i potenziali costi di “non uso” (ad esempio blocchi del traffico).  L'impatto dei costi assicurativi, andando avanti, è valutato canonicamente tra il 7 fino al 15 per cento del Total Cost of Ownership, a seconda sia della serie di coperture, sia delle caratteristiche di prodotto, di utilizzo, e territoriali della sede dove viene intestato il veicolo Tra gli altri elementi che costituiscono il TCO, troviamo quelli di manutenzione, i costi finanziari , le tasse , i costi dei pneumatici invernali e relativa sostituzione ed i costi di gestione operativa della flotta.

Qual è dunque  la morale di questo articolo?

Solo una: scegliete non solo con Eurotax in tasca, ma informandovi del costo di manutenzione, della tariffa furto/incendio, della presenza di punti assistenza sul territorio, della classifica di affidabilità dell’auto che intendete comprare, etc. Molte di queste informazioni sono reperibili anche su internet e possono essere analizzate e monitorate al massimo grado di utilità e di controllo così da rendere maggiormente consapevole l’automobilista in fase di acquisto e di eventuale confronto con il noleggio. E voi? Come valutate gli aspetti sopra citati? Quali altri dati tenete a mente durante l’acquisto di un’auto?

 

Riccardo Bellumori

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