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La sfida dell'automotive parte da Melfi

La sfida dell'automotive inizia da Melfi.

Lo stabilimento FCA di Melfi ha ospitato l’assemblea annuale di ANFIA, occasione per parlare delle sfide poste alll’automotive e all’aftermarketMelfi è un luogo-simbolo per Fiat-FCA e per l’intera Italia industriale, una scommessa - per i luoghi e i modi scelti per la costruzione – rivelatasi vincente. Nel 2019 si festeggiano i primi 25 anni dell’impianto e quindi Anfia ha tenuto la sua assemblea annuale in questo moderno stabilimento. La headline scelta “Le sfide dell'automotive tra storia, realtà e futuro” anticipava i temi trattati nel corso dell’incontro. Ad aprire i lavori la relazione del presidente di Anfia, Paolo Scudieri, che ha anche detto “La filiera automotive italiana non chiede aiuto, ma propone un progetto di accompagnamento alla transizione produttiva per sostenere quegli attori del tessuto industriale nazionale chiamati a reinventarsi, integrando expertise riconosciute con nuove competenze e nuove tecnologie''. Uno dei temi immanenti è stato infatti il profondo cambiamento che sta investendo tutto l’automotive, compreso il post-vendita.

Una sfida da affrontare uniti

Scudieri ha sottolineato una certa debolezza dell’industria nazionale proprio in settori-cardine della mobilità futura: batterie, sensori e software per la guida autonoma, cybersecurity. Un ritardo sembra esserci anche nelle alimentazioni alternative mentre in altri Paesi si mettono in atto collaborazioni anche con attori delle Istituzioni, accordi che sembrano latitare in Italia. Scudieri ha anche evidenziato l’importante prelievo fiscale sulla mobilità, quasi 77 miliardi nel 2018, il 15,8% delle entrate fiscali complessive. Ci si chiede quanta parte di questi soldi vadano a supporto dei trasporti puliti, della qualità dell'aria e della transizione industriale stessa. Al riguardo, Scudieri ha ricordato le proposte, concertate con altri settori industriali e già presentate al MISE, per rilanciare il settore. ANFIA rivendica inoltre la partecipazione ai lavori europei di definizione degli IPCEI (Important Project of Common European Interest) per le batterie, i veicoli autonomi e connessi e anche per quello sull’Idrogeno: l’organizzazione vorrebbe che il Governo partecipasse finanziandoli. Ricordiamo che le fuel cell, l’elettrico e il biometano potrebbero portare all’autoriparazione “verde”.

Metano, Idrogeno e...

Altro tema, la preoccupazione per i ventilati  ritocchi alla tassazione delle auto aziendali per uso promiscuo, progetti che hanno suscitato proteste quasi unanimi. Di alimentazione a gas ha parlato anche Gerrit Marx, presidente per i veicoli commerciali e speciali in CNH Industrial, ha ricordato che il primo commerciale di Fiat risale al 1903 e che IVECO ha guidato il settore nell’alimentazione a gas naturale. Marx ha ribadito che: “abbiamo creduto per primi in tecnologie oggi essenziali per la mobilità sostenibile e siamo già pronti a investire in quelle di domani. Dobbiamo essere ambiziosi per assicurare trasporti a zero emissioni per la nostra generazione e per quelle future”. CNH lancerà nel 2021 il Daily elettrico, sta lavorando a camion elettrici pesanti a batteria per le consegne a corto raggio e ha accordi con Nikola Motor, che sta sviluppando in USA motrici a fuel cell. Pietro Gorlier, Chief Operating Officer EMEAdi Fiat Chrysler Automobiles, ha tratteggiato il quadro di quanto FCA sta facendo per rispondere alle sfide delle trasformazioni dell’automotive. Gorlier ha tenuto a dire che: “lo stabilimento di Melfi rappresenta per FCA uno degli esempi più emblematici dell'evoluzione tecnologica e organizzativa che il settore automotive sta vivendo. Sono convinto che affrontando questa sfida in modo determinato e pragmatico la si può trasformare in una grande opportunità per tutti''.

Tassazioni e aiuti

Il tema degli incentivi e delle tasse è stato affrontato anche da Gorlier, che ha giudicato il Bonus Malusintempestivo, inefficace e in grado di rallentare significativamente il mercato”. L’eventuale amento della tassazione sulle auto date  in Fringe Benefit potrebbe poi colpire in particolare gli stabilimenti di Cassino e Melfi i cui modelli - Giulia, Stelvio, Renegade, 500X e Compass – sono molto apprezzati dalle aziende. Gorlier ha parlato di 30.000 vetture a rischio, equivalenti ad un fatturato di oltre 900 milioni. Le sue controproposte sono state la richiesta di supportare le strategie industriali degli stabilimenti coinvolti nella mobilità elettrica e gli IPCEI nei quale partecipa FCA. La sua terza proposta prevede la riqualificazione dei lavoratori con le competenze necessarie all’elettrificazione: “in accordo con i dealer stiamo proseguendo le attività di formazione, con programmi di sviluppo dedicati alla forza vendita e a tutto il personale che lavora nei concessionari del Gruppo”. Dal lato degli automobilisti Gorlier ha ricordato il rinnovo del circolante più datato: la sostituzione dei 14 milioni di vetture fino a Euro 2 con altrettante Euro 6 porterebbe alla riduzione del 60% delle emissioni di NOx.

La parola al Governo

Il premier Conte alla FCAFCA vuole installare 12.000 colonnine di ricarica, ha accordi con Enel X e Engie e porta avanti, grazie alla partnership con Terna, un’imponente sperimentazione di 700 auto elettriche con tecnologia Vehicle-to-Grid che riusciranno anche a ‘spianare’ i picchi della richiesta di energia elettrica. A chiudere l’intervento del premier Giuseppe Conte che, dopo aver visitato lo stabilimento e pranzato con gli operai, ha apprezzato l'eccellenza industriale di Melfi. Conte non ha minimizzato le critiche e ha rilanciato dicendo che “il Governo sta rivedendo la legge sulle auto aziendali in maniera efficace e sostanziale''. Il premier ha sottolineato che la norma: “dovrà contemperare sia l’esigenza di perseguire la giusta transizione verso tecnologie pulite sia accompagnare la transizione stessa senza colpire lavoratori e aziende”. Si è poi augurato di “lavorare fianco a fianco con l’industria per migliorare la norma durante il passaggio parlamentare della legge di bilancio allo scopo di definire una strategia di lungo periodo per il rilancio di un settore cruciale che è una delle maggiori eccellenze italiane".

Nicodemo Angì

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