Automotive

Il certificato è digitale ma c’è uno spiraglio per il cartaceo

“Solo nel caso in cui un cittadino ne faccia esplicita richiesta, il certificato di proprietà può ancora essere rilasciato in forma cartacea, utilizzando la modulistica del 1992”. Ad affermarlo è Giorgio Brandi, direttore del Servizio PRA (Pubblico Registro Automobilistico) che ha la funzione di assicurare la certezza e la pubblicità di tutte le situazioni giuridiche-patrimoniali relative ai veicoli, facendo chiarezza  su alcune interpretazioni derivanti da una recente sentenza dei giudici amministrativi del Lazio. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha, infatti, decretato (si legge in una nosta stampa dell’Automobile Club d’Italia) la piena legittimità del documento elettronico promosso dall’Aci. Con la dematerializzazione del certificato di proprietà digitale, diversi sono i vantaggi per l’automobilista “la carta – evidenzia Brandi - scompare e i certificati, nella loro versione digitale, vengono custoditi negli archivi informatici del PRA, senza alcun onere, né rischio per gli automobilisti. Niente più frodi per furto, smarrimento o falsificazione, dunque, e niente più denunce di smarrimento (se ne contavano più di 300mila ogni anno), né spese per il rilascio dei duplicati”.  Ed i numeri attuali parlano chiaro: in soli 7 mesi di operatività, sono stati rilasciati più di 7 milioni e 200mila certificati. In media circa 35mila certificati di proprietà digitali al giorno.

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