Automotive

Basta ruota di scorta a bordo

Avete mai provato a continuare a guidare con una gomma bucata? Una cosa da folli, direste. Ora, invece, sembrerebbe non essere più così. Da Bridgestone arriva DriveGuard: il nuovo pneumatico (disponibile dal mese di marzo) ideato per viaggiare in sicurezza. Sfruttando la  tecnologia Cooling Fin e i fianchi rinforzati in caso di foratura, si mantiene  il controllo della car e si  continua guidare in totale sicurezza per 80 km a una velocità massima di 80 km/h. Così l’automobilista può raggiungere un posto sicuro per la riparazione o la sostituzione del pneumatico, in massima tranquillità. A testare la loro efficienza la giornalista Silvia Terraneo che su Renault Megane ha provato la guida in caso di foratura.

 

Innovazione e Sicurezza

Sono le prime parole che associo al nuovo pneumatico di Bridgestone pensato veramente per tutti. DriveGuard risponde alle problematiche inerenti il danneggiamento del pneumatico anche su fianchi e il battistrada. Massimi standard in materia di sicurezza, prestazioni sul bagnato, comfort e consumi, garantiscono all’automobilista di guidare in totale serenità e comodità.

 

Come funziona

Una foratura provoca la deformazione della gomma, generando calore e attrito. Una speciale mescola brevettata e il Cooling Fin -sistema altamente tecnologico disegnato nel fianco del pneumatico che incanala l’aumento di temperatura sui fianchi verso il cerchio- preservano l’integrità della gomma. Realizzato con tecnologie d’avanguardia, il sofisticato disegno del battistrada DriveGuard consente di migliorare lo smaltimento dell’acqua garantendo una migliore resistenza all’aquaplaning, mentre le scanalature appositamente realizzate aumentano il numero di punti di contatto con un significativo incremento dell’aderenza sul bagnato. In questo modo Bridgestone DriveGuard ha ottenuto la valutazione più alta in termini di prestazione sul bagnato (livello A per l’Etichetta europea dei pneumatici)con ridotto spazio di frenata, offrendo allo stesso tempo un livello di comfort paragonabile ai pneumatici convenzionali e classificandosi tra i migliori per la sicurezza su strada.

 

Punti di forza
- Mobilità anche in caso di bassa pressione dei pneumatici, grazie a:
- Fianco rinforzato e ottimizzato che sostiene il peso del veicolo in caso di perdita improvvisa di pressione, consentendo di mantenere il controllo dell’auto e continuare a guidare in sicurezza per 80 km a una velocità massima di 80 km/h.
- Innovativa tela di carcassa in poliestere che garantisce un’alta resistenza alla generazione di calore, migliorando la durabilità del pneumatico.
- Mescola Nano Pro-Tech, che riduce l’attrito tra le molecole di carbonio, diminuendo così la generazione di calore nei fianchi e aiutando il pneumatico a non perdere la propria forma

 

Test Drive & Cambio gomme

Prima di iniziare il mio test drive (a bordo della Renault Megane Station Wagon) ho ascoltato attentamente Stefano Modena, ex pilota di F1 e collaudatore dei pneumatici Bridgestone.  Che si è premurosamente raccomandato di darti tutti gli input necessari per la prova. Fare sempre tesoro, dei consigli, dei suggerimenti, è una cosa che raccomando a tutti, anche quando vi dicono come sedervi in macchina è importante! Bene ci siamo la gomma sinistra anteriore è stata bucata, è stata anche leggermente sgonfiata. E ora salgo al volante della Megane iniziamo con una partenza dolce. So di aver la gomma bucata. Ma cerco di mantenere la mia guida “normale” con una velocità non superiore agli 80km/h. Pochi chilometri e il mio volante tira più a sinistra ma non troppo, la macchina risponde alla mia guida proprio come vorrei, tiene bene. Affronto le prime curve strette, in pendenza e molto a gomito. Non trovo nessuna difficoltà di guida: lei non è più la stessa,  il volante è un po’ strano,  ma per esperienza vissuta  con un altro pneumatico forato probabilmente ora non sarei riuscita a fare in unica manovra la curva a gomito e il mio cerchione sarebbe già abbastanza usurato. E che dire delle frenate? Di curve ne ho fatte molte durante il test drive, ma non solo sembrava di guidare su un campo minato, nel senso che il fondo stradale era spesso sconnesso, per le radici degli alberi, dossi e buche, insomma abbiamo energicamente sollecitato più volte la gomme tanto è che proprio a metà percorso mi sono fermata per toccarla. La  temperatura mi  è sembrata la stessa e non era per nulla danneggiata. Convinta di poter procedere giungo a destinazione. E appena scesa la situazione non è cambiata.

Rubrica a cura di She Motori

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