Accessori e tecnologia

Semafori rasoterra e corsie pedonali per gli smartphonizzati

Uno studio condotto da Ford ha rivelato che il 57 per cento degli europei ha la cattiva abitudine di attraversare la strada tenendo gli occhi bassi, fissi sullo smartphone.

Sulla scìa di questa ricerca, in Olanda, precisamente nella piccola cittadina di Bodegraven, si sta testando un semaforo pedonale innovativo per cui non bisogna più alzare la testa: il rosso, il giallo ed il verde sono rasoterra. Sì, proprio sotto i nostri occhi, o meglio sotto il nostro smartophone.

Focus.it ci spiega che il semaforo si presenta come una striscia di luci LED, dal nome The +Lichtlijn, che cambia colore e avvisa i pedoni troppo impegnati a guardare il monitor del proprio cellulare. La linea è posizionata alla fine del marciapiedi ed è un sistema ancora in fase di sperimentazione. L’Olanda non è l’unico paese in cui ci si sta preoccupando di questo aspetto, infatti in Germania, precisamente ad Augsburg, sono in corso dei test analoghi,.

"Slow Lane" per pedoni distratti

Nel cuore di Manchester, a Spinningfields, lo scorso Agosto è stata dipinta la “Slow Lane” lungo la Hardman Boulevard (fonte: Manchester Evening News). Si tratta di una corsia pedonale per coloro che utilizzano lo smartphone in strada. Le corsie, in entrambi i sensi di marcia, sono lunghe 75 metri e, purtroppo o per fortuna, sono state l’esperimento di una sola giornata.

“La ricerca ha dimostrato che Manchester è un punto critico in cui è possibile imbattersi in persone occupate a guardare il telefono mentre sono per strada” - si legge dalla pagina Facebook di Spinningfields“Per un solo giorno, i lavoratori impegnati ed esperti di tecnologia su Spinningfields saranno in grado di inviare e-mail, testi e messaggi senza il timore di imbattersi in nessuno".

In realtà le prime “Slow Lane” sono state realizzate in Cina, a Chongqing.

Secondo i dati rilasciati per la Settimana di sensibilizzazione sugli incidenti risalenti al 2015: l’84 per cento dei giovani tra i 16 e i 24 anni ha riconosciuto di avere avuto un “incidente tecnologico” per l’utilizzo dello smartphone in strada.

Per questo ci chiediamo fino a che punto sia giusto assecondare le abitudini delle persone, specialmente se queste risultano sbagliate. 

Costanza Tagliamonte

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