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sabato, 13 Aprile 2024
  • Avanti Diesel, ora anche Delphi ha la sua rete

    Un progetto che nasce da una considerazione semplice: circa il 60% delle vetture commercializzate in Europa è Diesel. A trainare questo mercato è sicuramente l’Italia, dove circa il 25% delle auto circolanti è alimentata a gasolio e il trend è in continua ascesa. Per queste ragioni il “Bel Paese” è stato scelto per il lancio del nuovo programma proposto da Delphi: una rete di officine qualificate e in grado di operare su quello che è il business del futuro, l’iniezione Diesel. Abbiamo incontrato Mike Rayne, Global Managing Director di Delphi Diesel Aftermarket, per capire un po’ meglio il progetto Delphi Diesel Point e cosa l’azienda si aspetta da questo nuovo programma.
    Iniziamo dai fondamentali: cosa offre il progetto Delphi Diesel Point all’autoriparatore?
    Il progetto Delphi Diesel Point nasce da una reale esigenza del mondo della riparazione: oggi il Diesel rappresenta sicuramente una delle chiavi di successo per il futuro e la nostra azienda ritiene fondamentale che in questo settore sia necessaria una elevata preparazione tecnica. Preparazione che solo un fornitore di primo impianto è in grado di fornire in maniera esaustiva. Il nostro progetto prevede, quindi, la creazione di un network di officine preparate e dotate di tutti gli strumenti necessari per riparare i moderni sistemi di iniezione. Proprio a questo proposito è bene specificare anche un altro dettaglio che ritengo particolarmente interessante a riguardo: l’iniezione è un sistema complesso, che per funzionare correttamente coinvolge in maniera diretta motore e alimentazione, ma che sempre più dipende anche da altri fattori, come il sistema di scarico e un’ampia parte della gestione elettronica del veicolo. La conoscenza completa di tutti i sistemi coinvolti è dunque basilare per una buona riparazione, ma non solo. Per poter lavorare in sicurezza, ogni officina deve anche avere la corretta strumentazione e un buon partner che possa aiutarla a risolvere i problemi più complessi, un partner come Delphi, che grazie a questa iniziativa si pone come punto di riferimento per tutte le officine aderenti al network.


    Ha parlato di network: Delphi ha intenzione di creare una rete di affiancamento a quella esistente?
    Non si tratta di una rete parallela, ma di un progetto più complesso e dal significato diverso. Il nuovo marchio di Delphi Diesel Point potrà essere affisso da tutte le officine aderenti, sia quelle che già fanno parte della nostra rete sia quelle che vogliano entrarci. Ovviamente richiediamo motivazione e preparazione, ma non si tratta assolutamente di un marchio esclusivo. Se un’officina già appartiene a un network può comunque aderire al progetto, che rappresenterà in ogni caso una qualificazione tecnica elevata in grado di migliorare anche l’immagine dell’officina.


    Oggi le officine abbondano però di insegne e targhe, perché un autoriparatore dovrebbe scegliere quella Diesel Point?
    Perché dietro quella insegna si nasconde un progetto molto professionale, che vede l’autoriparatore al centro del progetto stesso e non viceversa. Oltre a tutta l’attrezzatura necessaria, infatti, Delphi Diesel Aftermarket mette a disposizione del meccanico anche tutte le informazioni tecniche di primo impianto, che vanno dalle nozioni base fino a quelle più avanzate, e un ampio programma di training supportato da un nutrito numero di formatori.
    Questo progetto, inoltre, ha molteplici risvolti, e coinvolge anche dei settori non proprio consoni al mondo della manutenzione. Le faccio un esempio: in Gran Bretagna abbiamo iniziato un proficuo rapporto di collaborazione con alcune università per formare nuovi riparatori specializzati e studiare soluzioni innovative per la riparazione. Un’iniziativa che è partita “oltre Manica” solo perché avevamo individuato quella regione come area pilota, ma ora siamo pronti per riproporla anche in Italia e poi nel resto d’Europa.
    Per quanto riguarda poi il “pacchetto officina” noi offriamo ben 32 differenti prodotti destinati esclusivamente all’iniezione, una cifra importante che fa capire bene come dietro una targa ci sia tanta sostanza.


    Tante attrezzature e tanta formazione, quali sono i costi per aderire e quante officine pensate di affiliare?
    Aderire al progetto Diesel Point è una scelta importante, perché vuol dire investire sulla propria attività in maniera consapevole. Per questa ragione il nostro è un progetto strategico che non vuole spandersi a macchia d’olio, ma deve fare molta attenzione alla qualità. Per quanto riguarda il numero, quindi, la nostra idea è quella di avere circa 4.500 officine Diesel Point in Europa entro il 2012.
    Per quanto riguarda il costo, invece, ancora non abbiamo cifre certe, ma al momento stimiamo che saranno necessari circa 5.000 euro. Ci tengo però a precisare che questa cifra non è una fee di ingresso, ma si tratta del budget necessario all’acquisto dell’attrezzatura: quindi, chi già è in possesso della strumentazione necessaria pagherà certamente di meno.
    Al momento comunque stiamo valutando l’ipotesi di due diversi tipi di contratto: uno per le auto e un altro per i veicoli industriali.


    Per concludere, cosa cambierà per Delphi con la partenza del progetto?
    Siamo di fronte a un cambiamento radicale della nostra azienda. Un cambiamento che sta riconfigurando tutta la nostra distribuzione, come non avveniva da circa 25 anni. Basti pensare che stiamo stravolgendo tutta la nostra organizzazione interna, dal marketing alle vendite. Certo, non possiamo attribuire al Diesel Point questo stravolgimento, ma possiamo dire che il progetto è sicuramente un segnale di come le cose stiano cambiando.


    Articolo di Tommaso Caravani pubblicato su Notiziario Motoristico (luglio 2007)

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