Sicurezza e salute

Il reato di omicidio stradale è legge: così Twitter saluta la norma

Il reato di omicidio stradale è legge. L’ok dal Senato della Repubblica è arrivato nella seduta dello scorso 2 marzo dove con  149 voti favorevoli, 3 contrari e 15 astensioni, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente l’introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali.

 

 

Le pene previste

Nel comunicato di seduta del Senato si precisa: punisce con la reclusione da 8 a 12 anni l'omicidio stradale colposo commesso da conducenti un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica grave o di grave alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope; in stato di ebbrezza o alterazione psicofisica meno grave laddove si tratti di conducenti che esercitano professionalmente l'attività di trasporto di persone e di cose. È, invece, punito con la pena della reclusione da 5 a 10 anni l'omicidio stradale colposo commesso da conducenti di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica con minore tasso alcolemico, che abbiano superato specifici limiti di velocità, che abbiano attraversato le intersezioni semaforiche disposte al rosso o abbiano circolato contromano, che abbiano effettuato manovre di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi, che abbiano effettuato sorpassi azzardati. La pena è, tuttavia, diminuita fino alla metà quando l'omicidio stradale, pur cagionato da condotte imprudenti, sia conseguenza anche di una condotta colposa della vittima. La pena è aumentata se l'autore del reato non ha conseguito la patente (o ha la patente sospesa o revocata). Nel caso in cui il conducente provochi la morte di più persone ovvero la morte di una o più persone e le lesioni di una o più persone, la pena è aumentata fino ad un massimo di 18 anni. E' prevista una specifica circostanza aggravante nel caso in cui il conducente, responsabile di un omicidio stradale colposo, si sia dato alla fuga. Il relatore, infine, ha dato conto della modifica apportata, in quarta lettura, dall'altro ramo del Parlamento in ordine al comma 6, dell'articolo 1. La Camera ha riscritto il comma 8 dell'articolo 189 del codice della strada, che il Senato aveva abrogato: è esclusa l'ipotesi dell'arresto in flagranza di reato, prevista in caso di omicidio stradale, ove il conducente si fermi e presti assistenza a coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, e dall'incidente derivi il delitto di lesioni personali colpose.

 

 

Le reazioni su Twitter

La notizia ha fatto immediatamente il giro della rete, generando numerosi commenti anche sui social network. Ecco i tweet di politici e istituzioni che salutano favorevolmente l’istituzione del reato:

- Graziano Delrio ‏(ministro delle Infrastrutture e de Trasporti):  Più responsabilità e sicurezza sulle strade, passo avanti con il reato di #omicidiostradale

- Matteo Renzi (presidente del Consiglio dei Ministri): Per Lorenzo, per Gabriele, per le vittime della strada. Per le loro famiglie. L’omicidio stradale è legge. #finalmente

- Debora Serracchiani (presidente della Regione Friuli Venezia Giulia): L'approvazione della legge su #omicidiostradale è risultato per cui ci eravamo impegnati da tempo. Una giornata di giustizia per l'Italia

-Simona Vicari (sottosegretario di Stato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti): con introduzione dell'#omicidiostradale lo Stato accoglie finalmente la domanda di giustizia di migliaia di famiglie di vittime della strada

 

 

 

 

Asaps

Soddisfazione giunge anche da Giordano Biserni (nella foto e da Inforicambi intervistato qualche tempo fa)), presidente dell’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, che si è sempre battuto con fattivo impegno per raggiungere questo traguardo. “Ci limitiamo – si legge sul sito dell’Associazione - ad esprimere un più sobrio sentimento di viva soddisfazione per questa legge che rivoluziona totalmente il peso delle responsabilità a carico di quanti uccidono sulla strada dopo aver commesso alcune violazioni gravi, prime fra tutte gli abusi di alcol e droga.. Sappiamo che le leggi perfette non esistono. Siamo certi che questa sofferta legge, fortemente sostenuta dalla grande maggioranza degli italiani, rappresenta una svolta dovuta e necessaria sul carico delle responsabilità dei conducenti che assumono rischiosi comportamenti di guida e in qualche caso anche atteggiamenti di sfida.. Come tutte le leggi che impattano sulla sicurezza in genere ci vorrà un po’ di tempo per valutarne l’efficacia e dovrà essere affiancata da campagne di comunicazione, prevenzione e controlli. Si dovrà applicare il principio delle medicine: l’efficacia delle quali si vede solo dopo la somministrazione. Una cosa è però certa,  si eleverà in modo concreto il livello di giustizia per le vittime della strada e per i loro familiari”.

 

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