Ricambi auto

Le sfide dell’aftermarket indipendente

“Sviluppo tra cassa e profitto. Sfide in movimento continuo”. E’ il  tema del convegno in programma oggi  presso l'Aula Magna “Giovanni Agnelli” del Politecnico di Torino. Il summit, organizzato dal gruppo di ricerca Rischio Competitivo e Valore d'Impresa e l'Osservatorio di Mercato IAM del Politecnico di Torino, esaminerà lo stato di salute dell’aftermarket indipendente. Diversi e tutti interessanti gli spaccati analitici su cui si farà luce: dai best performers 2012-2016 alle logiche di distribuzione e produzione fino all’esame degli scenari futuri che attendono l’intera filiera nazionale. Tutti argomenti che saranno trattati dal professore Silvano Guelfi, responsabile scientifico dell’Osservatorio IAM Italia del Politecnico di Torino. Nell’ultimo screening accademico, il mercato IAM Italia (formato da produttori, distributori e ricambisti) conferma il suo buono stato di salute, registrando un incremento progressivo  (gennaio-agosto 2015) del fatturato pari a + 5,5 per cento. Risultato originato dall'effetto volumi per il più 3,7 per cento,  dall' effetto  prezzi (+1,1%) e dall' effetto mix (+0,8%).

 

                                                                             Pastiglie Freni

Sul fronte delle categorie prodotti. si evince che “ogni 100 euro di fatturato realizzato dal campione del 42,21 per cento della distribuzione IAM – evidenzia l’Osservatorio-  il 7,0 per cento è costituito dalle pastiglie freni, la categoria prodotto di maggior rilevanza, che, con un incremento del più 0,7 per cento di fatturato  rispetto ai primi 8 mesi del 2014, sono in decremento di 0,4 punti per cento di quota di mercato (l'intero mercato si sviluppa del + 5,5%)”.


Batterie auto

“Occupano la seconda posizione – spiega lo studio -  con una quota di mercato del 6,1 per cento in incremento di 0,1 punti percentuali: in particolare il fatturato registra un incremento del più 8,5 per cento quasi interamente dovuto al positivo Effetto dei Volumi”.


 

Frizioni, Ammortizzatori, Kit Distribuzione

“Le 3 categorie prodotto successive – continua il report analitico - evidenziano tutte una crescita di fatturato, kit frizione più 11,7 per cento (grazie all'Effetto Volumi e nonostante il contributo negativo dell'Effetto Prezzi, l’invecchiamento del parco circolante costringe a effettuare riparazioni che si erano rinviate), ammortizzatori  più 4,1 per cento (incremento Volumi e con flessione dei Prezzi), kit distribuzione più 10,1 per cento (notevole contributo dell'Effetto Volumi). Anche la tiranteria incrementa il fatturato del più 4,4 per cento (Effetto Volumi) e in misura anche superiore i volani più 12,3 per cento (quasi interamente Effetto Volumi). I lubrificanti flettono del meno 2,2 per cento di fatturato (Effetto Prezzi, -5,4%) e di meno 0,3 punti percentuali di qm. I dischi mantengono inalterato il fatturato nonostante la rilevante riduzione dei Prezzi, meno 3,4 per cento, e grazie all'Effetto Volumi e Mix. I filtri carburante evidenziano una contrazione di fatturato di meno 1,4 per cento e così i filtri aria di meno 4,3 per cento in entrambe i casi per l'Effetto Volumi ed anche i filtri olio di meno 2,1 per cento”. L’Osservatorio del Politecnico di Torino evidenzia, infine, come   “10 delle prime 12 categorie prodotto più trattate dalla Distribuzione IAM registrino una contrazione dell'effetto sul fatturato dei prezzi medi di vendita, a ulteriore conferma della persistente competizione sul mercato, e ben 9 contribuiscano in misura positiva al fatturato grazie alla positività dell'Effetto dei Volumi”.

 

 

 

AFTERMARKET INDIPENDENTE: FOTOGRAFIA DEL SETTORE ITALIANO

 

IAM: Aftermarket Indipendente Italia

 

Cos’è: filiera dell’autoricambio non dipendente dalle case automobilistiche

 

Attori della filiera:  produttori, distributori, ricambisti

 

Opportunità: anticiclicità, selezione rete autorizzata, anzianità parco circolante, congiuntura economica, svalutazione dell’euro (per chi vende)

 

Minacce: incentivi alla sostituzione di auto, crescente competizione, forte competizione tra multinazionali ed aziende familiari, filiera politicamente non rappresentata, svalutazione dell’euro (per chi acquista)

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