Ricambi auto

Diesel usata, il sogno degli italiani influenza l’aftermarket

Molte zone d’Italia hanno bandito le diesel più anziane facendo nascere l’interrogativo su una possibile ricaduta negativa per l’aftermarket. La cosa non sembra però scoraggiare gli automobilisti, che continuano a cercarle e a comprarle su AutoScout24. I dati dell’ACI corroborano la tendenza nell’usato: nel dicembre del 2018 ogni 100 vetture nuove se ne sono vendute 182 usate. Questo dato rimane positivo anche estendendo la statistica a tutto il 2018, anno nel quale si sono vendute 159 auto usate ogni 100 nuove. Le cifre fornite da AutoScout24 per il 2018 confermano questa tendenza: gli italiani puntano sull’usato (+ 4,7 percento sul 2017, un ulteriore +4,7 percento rispetto allo scorso anno  e +20,6 percento rispetto al 2014). Suddividendo le ricerche in base all’alimentazione il diesel si conferma il preferito. Cresce anche l’attenzione per le vetture elettriche e ibride ma la loro quota rimane limitata.

Prezzi stabili e pochi sfizi

manutenzione autoStabili i prezzi delle offerte mentre l’età media delle vetture in vendita è di 8,3 anni: un dato che evidenzia come siano tanti gli italiani che sostituiscono le loro vettura per necessità più che per la voglia di cambiare. Questa anzianità le rende fra l’altro suscettibili di revisione ogni 2 anni, sperando che la ‘revisione modello 2019’ porti qualche cambiamento reale. La Golf è l’auto più richiesta in assoluto, mentre tra le ecologiche spicca la Toyota Auris ibrida; ricordiamo che questa corsa all’usato è avvenuta in un anno nel quale le vendite del nuovo sono scese del 2,4 percento. Se Roma, Napoli e Milano sono il top per passaggi di proprietà ‘assoluti’, le cose cambiano rapportando il dato ai residenti maggiorenni. Vediamo infatti che Trento balza in testa (834,9 passaggi di proprietà ogni 10mila maggiorenni), seguita da Aosta e Perugia. Fanalini di coda Trieste e Genova, con 499,7 e 485,2 passaggi ogni 10mila maggiorenni. Trieste e Bologna sono le ‘più care’ (20.210 e 15.430 euro rispettivamente), Genova e L’Aquila le ‘più economiche’ con prezzo medio di soli 9.870 e 9.860 rispettivamente.

Ancora diesel

auto dieselSappiamo che al primo posto ci sono le diesel, un’alimentazione che ha visto, nonostante tutto, un aumento dell’interesse. Sono infatti cresciuti sia i passaggi di proprietà sia l’incidenza sulle vendite e sulle richieste; anche le auto green sono molto cercate ma sono ancora marginali. Il loro prezzo medio è infatti quasi il doppio di quelle convenzionali (21.090 contro 12.280 euro), anche perché si tratta di vetture mediamente più giovani. In ogni caso la diffusione delle ibride e delle elettriche è prevista in aumento e gli operatori dell’aftermarket si dovranno preparare sia ad una manutenzione diversa sia alla gestione delle alte tensioni presenti in queste vetture Dai dati emerge inoltre che il prezzo medio delle vetture è sostanzialmente stabile (+0,9%) rispetto al 2017.

 

Cos’hanno cercato (e comprato) gli italiani nel 2018?

parco autoIl diesel resta sempre in vetta: i dati ACI dicono infatti che nel 2018 la quota delle compravendite delle auto a gasolio è salita al 53,8 percento mentre nel 2017 era del 52,7%, con una crescita dei passaggi del +7,3%. AutoScout24 conferma la tendenza: ben il 65 per cento delle richieste ha riguardato le automobili diesel. Esiste quindi un apprezzamento che evidentemente non si lascia scoraggiare da blocchi e limitazioni.  Tommaso Menegazzo, responsabile del Centro Studi di AutoScout24, ha osservato che: “l’Osservatorio di AutoScout24 registra un mercato dell'usato vivace e in costante crescita, che ha superato i 3 milioni di passaggi nel 2018. La combinazione di età media elevata delle auto e prezzi stabili confermano l’usato come una valida alternativa al nuovo. La sensibilità verso le auto ‘verdi’ aumenta così come le preoccupazioni legate alle limitazioni per i veicoli più inquinanti. Nonostante questo gli italiani continuano a preferire vetture diesel. È un’apparente contraddizione che discende da un sistema auto sempre più complesso, nel quale scegliere l’alimentazione giusta non è semplice ed il fattore prezzo continua ad essere importante. Nella scelta di un usato gli italiani continuano a preferire le vetture tradizionali, soprattutto per il prezzo, dato che le ‘verdi’ sono ancora molto più care, e scelgono il diesel perché consuma meno e dura di più al benzina. Occorre però tener conto di due fattori che potrebbero invertire questa tendenza: gli investimenti delle case auto verso una mobilità sostenibile ed accessibile e gli incentivi statali all'acquisto di veicoli sempre meno inquinanti”. In questo quadro piuttosto variegato potrebbe essere vincente un ‘marketing territoriale’ che individui i flussi dei passaggi di proprietà, statistiche disponibili presso l’ACI. Sappiamo per esempio che le limitazioni alle diesel Euro 3 (prossimamente anche alle Euro 4) sono in vigore per i centri abitati con più di 50.000 abitanti in 4 regioni del Nord. Non è quindi un caso che le maggiori richieste di auto a gasolio siano nelle regioni meridionali: Basilicata al 76 percento, Molise al 75, Puglia al 74, Sicilia e Calabria al 69 e Campania al 68. Esistono anche banche dati che riportano, comune per comune, il flusso delle revisioni, una quantità molto utile per stimare la domanda di ricambi e manutenzione.

 

Nicodemo Angì

 

 

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