Ricambi auto

Cosa accadrà nei prossimi 4 anni ai centri di revisione veicoli

Per l’Osservatorio Revisione Veicoli, rispetto al 2015, anno record per il numero di autoveicoli ispezionati, si prevede nel 2016 una diminuzione di revisioni auto e veicoli commerciali leggeri pari a oltre 750mila unità. Se il confronto viene fatto con il 2014 (raffronto più corretto perché la prima revisione viene effettuata dopo il quarto anno dall’immatricolazione e successivamente ogni due) le revisioni “mancanti” saranno circa 361mila. Il dato, del tutto ragguardevole già di per sé, è ancora più indicativo se si considera che è la prima volta che si verifica che un anno sia più basso del corrispondente di due anni prima. Questo calo biennale, inoltre, è previsto per i 4 anni a seguire fino al 2019.
 

“Con un margine di errore dell’1 per cento sarà effettivamente così”– afferma Andrea da Lisca, fondatore e titolare di Osservatorio Revisione Veicoli – “La bontà dei calcoli statistici è del 99 per cento per il 2016, per scendere via via sino al 98 per cento per la previsione del 2019”.
 

La causa principale del calo di revisioni auto previsto da Osservatorio Revisione Veicoli va ricercata in due fattori: il drastico calo dell’immatricolato degli anni 2012/2014 e il maggior numero di veicoli radiati, sempre nello stesso triennio. Poiché le revisioni risentono delle fluttuazioni in positivo o negativo del mercato dell’auto a distanza di quattro anni per i veicoli di nuova immatricolazione e di due per i veicoli “anziani” radiati, la grande perdita di auto nuove vendute 4 anni fa, rafforzata dal numero di radiazioni superiore alle immatricolazioni di quegli anni, si abbatterà sulla revisione veicoli a partire, proprio, dal 2016.
 

Si preannunciano, quindi, anni difficili per i centri di revisione, con scenari ancora più nefasti se si considera che negli ultimi 10 anni il numero di questi è costantemente aumentato, con un trend che se si dovesse confermare sarebbe di circa più 4,6 per cento annuo, portando nel 2019 alla cifra di quasi 9.900 unità. In un tale scenario le revisioni medie annue degli autoveicoli precipiterebbero da poco più di 1.730 a 1.400 per le auto, mentre l’impatto dovrebbe essere meno drammatico per le moto anche per il fatto che, già oggi, il centro medio lavora su volumi piuttosto bassi.
 

“A questi volumi, ben pochi operatori potranno resistere a lungo economicamente e, paradossalmente, quelli più a rischio sono i centri più grandi e specializzati, detti anche centri puri, che fanno annualmente migliaia e migliaia di revisioni e che hanno importanti costi fissi”, afferma Lisca che prosegue: “In questo contesto, l’unica possibilità di sopravvivere per i grandi centri sarà quella di unirsi in un network, creare un brand riconoscibile e implementare strategie di marketing condivise a livello nazionale”.

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