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Componentistica ed export: binomio perfetto!

“Si conferma la capacità dei componentisti di mantenere alti i livelli di export grazie ad una riconosciuta qualità e innovazione dei loro prodotti e processi produttivi, e alle posizioni conquistate sui mercati internazionali nel corso dei decenni”. Ad affermarlo è Giuseppe Barile, presidente del Gruppo Componenti Anfia, nel recente convegno di Torino “Scenari internazionali nel settore automotive”, organizzato dall’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica. In un settore, quello dell’auto, dove nuovi attori (provenienti soprattutto dal settore ICT) si affacciano sempre più nel mondo della mobilità, contribuendo a trasformarne lo scenario delle quattro ruote, i componentisti made in Italy confermano una dinamica propensione all’internazionalizzazione. Nel 2016, il valore delle esportazioni OES è salito a 19,97 miliardi di euro (+0,3% rispetto al 2015), con un saldo della bilancia commerciale attivo per 5,5 miliardi di euro. Rilevanti i numeri del settore nazionale: circa 2.000 imprese e 136.000 addetti, per un fatturato annuale di circa 39 miliardi di euro. E le prospettive non sono certo da meno. Corrono sul filone dell’innovazione“Si intravedono – spiega Barile - significative opportunità per le Pmi  potranno far leva sulla loro prossimità al mercato e sfruttare al meglio le nuove tecnologie dei processi produttivi (Industry 4.0 e digitalizzazione) a favore della massima flessibilità e customizzazione dei prodotti”.

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