Ricambi auto

Componentistica auto: vola l’export

Cresce l’export della filiera dei componenti per autoveicoli. Nel primo semestre dell’anno, le esportazioni  ha raggiunto quota 10,2 miliardi di euro, con un aumento del 5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nello stesso periodo, crescono anche le importazioni (+6,4%), per un valore di 5,9 miliardi di euro, portando così la bilancia commerciale a un saldo positivo di 4,2 miliardi di euro, il 3,1 per cento in più rispetto al 1°semestre 2013. Questi risultati derivano da un primo trimestre positivo (export a +9,3% e import a +8,2% rispetto al 1° trimestre 2013), a cui ha fatto seguito un secondo trimestre ancora positivo. Ma in rallentamento a confronto con il primo (export a +0,9% e import a +4,6% rispetto ad aprile-giugno 2013).

 

Export

Le esportazioni del settore componenti rappresentano il 5,2 per cento di tutto l’export italiano (era il 4,9% a gennaio-dicembre 2013). Mentre le importazioni valgono il 3,3 per cento circa: quote che salgono rispettivamente al 5,4 e al 4 per cent se si esclude dal totale dei flussi commerciali il comparto energia. Il 2013, per la componentistica, si era chiuso, invece, con l’export a +5,7 per cento, per un valore di 19,3 miliardi di Euro, e con un saldo positivo della bilancia commerciale di 8,2 miliardi di Euro (+7,7%). Sempre in riferimento al primo semestre 2014, l’export della componentistica verso i paesi UE vale 7,2 miliardi di Euro (+8,2%) e pesa il 70 per cento di tutto l’export componenti (era il 68,2% un anno fa), con un avanzo commerciale di 2,7 miliardi di Euro (era di 2,4 miliardi a gennaio-giugno 2013). L’export verso i paesi extra UE è di 3 miliardi di Euro (-1,9%) e produce un saldo positivo di 1,5 miliardi di Euro, pari a un terzo della bilancia commerciale componenti (4,24 miliardi di euro).

 

Aree d’affari

La classifica dell'export per paesi di destinazione vede al in pole  la Germania con 2,1 miliardi di Euro e una quota del 21% sul totale; seguono Francia (11% di quota), Spagna (8%), USA (7%), che supera di poco UK (6,9%), Polonia (6,8%), Turchia (3,7%), Brasile (2,8%), Austria (2,7%) e Belgio (2,4%). Le aziende italiane esportano verso l'area NAFTA componenti per un valore di 902 milioni di euro, in crescita del 23 per cento e un saldo attivo di 690 mln. L'Italia esporta verso l'area Mercosur componenti per 330 milioni di euro, in calo del 32 per cento rispetto ad un anno fa, ma con un saldo attivo di 273 milioni. Il primo mercato asiatico è la Cina (183 milioni di euro,+8,9% rispetto a gennaio Giugno 2013 e un saldo negativo di 314 milioni), seguono Giappone (122 milioni di euro, +52%, con un saldo positivo di 24 milioni) e India (114 milioni di Euro, +22%). La suddivisione dei componenti in macroclassi, vede il comparto delle parti meccaniche (incluso accessori, vetri) totalizzare il 66 per cento del valore dell'export con 6,7 miliardi di euro e un saldo attivo di 3,6 miliardi. Seguono il comparto dei motori, per un valore di 2,1 miliardi di euro, che pesa per il 20 per cento sul totale. Ed un saldo attivo di 743 milioni di euro e il comparto dei componenti elettrici e affini, che vale il 7,6 per cento dell’export, pari a 777 milioni di euro, con un saldo pari a 103 milioni di euro. Pneumatici e componenti riproduttori del suono, invece, presentano saldi negativi.

 

Dichiarazioni

“A fronte una produzione nazionale di autoveicoli ancora in calo  e un mercato auto interno che mostra una ripresa solo parziale e altalenante (+3,6% nei primi 9 mesi del 2014), la componentistica italiana continua a dimostrare una forte capacità di differenziazione e di penetrazione sui mercati internazionali”dice Aurelio Nervo, presidente del Gruppo Componenti Anfia. “La filiera della componentistica ha oggi – continua -  in Italia un peso economico rilevante: sono circa 2.400 le imprese operanti nel settore, per un totale di 165.000 addetti diretti (compresi gli operatori del ramo della subfornitura) e un fatturato complessivo di circa 38,7 miliardi di euro”.

Commenta