Ricambi auto

Aftermarket indipendente: l’Italia che produce

 DI STEFANO BELFIORE

Una filiera che produce reddito e fatturato crescente. E’ lo stato di salute del comparto nazionale dell’aftermarket indipendente su cui c’è da scommettere. E che, ora più che mai, va rappresentato e tutelato in ottica politica. Il dato emerge dal workshop, tenutosi giovedì 26 marzo a Caserta, promosso da Sofinn Italia e Politecnico di Torino. L’evento (“Analisi e prospettive del settore ricambi automotive in Italia” sponsorizzato da CASCO, EQUAL QUALITY, GGROUP, ORIGINAL BIRTH, SDGS, UNIGOM), che ha registrato una grande e nutrita partecipazione da parte delle aziende di settore, ha calato la sua lente di ingradimento sulle dinamiche che vive il segmento produttivo. Più che un semplice ramo della nostra economia, è un tronco solido e robusto in grado di incidere notevolmente sul Pil nazionale. “Si tratta infatti – spiega Silvano Guelfi, intervenuto al summit in qualità di responsabile scientifico dell'Osservatorio di Mercato IAM dell’Ateneo torinese – di un business anticiclico che migliora le sue performance soprattutto in periodi di crisi economica e che sta sempre più erodendo quote di mercato al settore dell’autoricambio dipendente, quello, in pratica, correlato alle case automobilistiche”. Un universo, quello dell’aftermarket indipendente (formato da produttori, distributori e ricambisti) che può dare ancora tanto in temini di crescita. Il salto di qualità sta nel fare sistema. Ma le relazioni devono essere oculate. “Per migliorarsi – evidenzia in proposito il professore Guelfi – bisogna saper scegliere con chi fare il proprio business. Questo vuol dire saper selezionare con la giusta attenzione gli operatori e collaboratori che interagiscono con la propria azienda e di cui aver fiducia”. “Inoltre – continua – è necessario impegnarsi per produrre utilità a vantaggio dei propri clienti”. “Così – prosegue – facendo sistema, nel mondo più appropriato, si impiegano meno risorse per fare business. Oggi vince solo chi ha clienti e fornitori coerenti e vicini a quelle che sono le singole esigenze della propria realtà produttiva”.  Ed proprio nel concetto di relazioni che ha investito Sofinn Italia: software house che da più di 20 anni opera nel settore dell’aftermarket automobilistico con soluzioni e servizi ad elevato contenuto tecnologico sia nell’ambito dei software gestionali che sul fronte web-based. “Un’azienda – conclude Guelfi – che è tra i primi operatori del settore ad aver intravisto il vantaggio che deriva da azioni di partenariato”.  Il palcoscenico di Caserta è stato anche l’occasione per dare un antipasto informativo su 'Sofinn Academy': piattaforma e-learning che sarà presentata ufficialmente all’Autopromotec di Bologna. “Siamo – dichiara Raffale Improta, direttore commerciale della company partenopea – vicini da sempre al mercato aftermarket, stando attenti a tutte le evoluzioni che da esso emergono. Ed è per questo che abbiamo dato vita a questa struttura di didattica online che servirà per una formazione a distanza, non solo sui nostri prodotti, ma anche su aspetti  tecnici che possono essere di grande utilità per le aziende, come, ad esempio, il sapere scegliere un prodotto e le giuste modalità di organizzare un punto vendita”.  

 

  • Qui è possibile vedere il video del workshop che riporta una sintesi dei momenti salienti  e le interviste ai relatori Raffaele Improta (Sofinn Italia) e Silvano Guelfi (Politecnico di Torino) nonchè agli sponsor che hanno sostenuto l'iniziativa (CASCO, EQUAL QUALITY, GGROUP, ORIGINAL BIRTH, SDGS, UNIGOM): http://bit.ly/1xP5CBA

 


 

AFTERMARKET INDIPENDENTE: FOTOGRAFIA DEL SETTORE ITALIANO

 

IAM: Aftermarket Indipendente Italia

 

Cos’è: filiera dell’autoricambio non dipendente dalle case automobilistiche

 

Attori della filiera:  produttori, distributori, ricambisti

 

Opportunità: anticiclicità, selezione rete autorizzata, anzianità parco circolante, congiuntura economica, svalutazione dell’euro (per chi vende)

 

Minacce: incentivi alla sostituzione di auto, crescente competizione, forte competizione tra multinazionali ed aziende familiari, filiera politicamente non rappresentata, svalutazione dell’euro (per chi acquista)

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