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Ricambi auto

I 5 comandamenti del ricambista

DI STEFANO BELFIORE

Fidelizzare. E’ oggi più che mai il verbo che deve parlare il ricambista italiano. L’intenso fervore che, come più volte sottolineato su Inforicambi, scalda l’aftermarket indipendente (la presenza marcata e diffusa dei grandi gruppi internazionali di distribuzione, i continui rimedi sinergici a cui ricorrono i grossi player della distribuzione nazionale) portano il nostro ricambista a dover rinsaldare il legame con l’autoriparatore a cui offrire un service che va oltre la semplice vendita. Pena la perdita della clientela e l’esclusione da un business (Il multimarca) che in Italia continua a fare passi da gigante rispetto all’OES. Va rivisto e potenziato il modo di operare con formule che coniugano tradizione e innovazione.

 

Oltre il bancone c’è di più…

C’è e deve esserci un approccio professionale. Consulenziale. Saper consigliare il meccatronico sul giusto ricambio da scegliere. Dunque capacità di ascolto ma anche di proposta costruttiva.

La logistica è tutto

Il magazzino di un ricambistaE’ così. Il magazzino deve essere sempre ben assortito e fornito. Gestito con software ad hoc in grado di soddisfare la migliore supply chain. Ma avere una buona governance del dato informativo non vuol dire solo essere consci di ciò che, in buona sostanza, si acquista e si vende. Bisogna anche avere contezza di ciò accade fuori la porta: quindi sapere lo stato del mercato nazionale e in quale direzione esso possa muoversi. Così da anticipare tempi con mosse strategiche.

 

 

 

Network

Stare insiemeSe il primo anello della distribuzione nazionale (quello dei grandi gruppi) lavora ad alleanze importanti, non è escluso che il dettagliante possa fare lo stesso nel prezioso sottobosco in cui opera. Potrebbe essere fattibile l’ipotesi di cartelli territoriali di ricambisti che, mettendo a fattor comune know-how e servizi, potrebbero dare filo da torcere ai colossi internazionali che son planati in Italia.

 

 

Specializzazione

Ricambi per tuningAltro binario dove corre la competitività del nostro ricambista. Sarebbe opportuno individuare qualche proficuo segmento di mercato su cui concentrare il proprio skill e business. Uno potrebbe essere il tuning auto o il ricambio d’epoca:  entrambi fenomeni che fanno sempre più breccia nel cuore degli cultori delle quattro ruote.

 

 

 

Vendersi per poter vendere

Reputazione aziendaleVuol dire investire e lavorare sull’immagine aziendale per poter migliorare la reputazione corporate e di brand. Così si incide sul business. Per far ciò, bisogna necessariamente investire in un’attività di comunicazione (istituzionale e di prodotto) che, mediante un ragionato mix di leve on/offline spalmate sapientemente nel tempo, sappia far conoscere in modo adeguato e nelle giuste piazze di riferimento i plus del ricambista. Bisogna emergere, essere presenti con la giusta esposizione. Soprattutto nell’ambiente digitale con tecniche studiate di SEO e Social Media, campagne banner o testuali. Creare un link adeguato tra web 1.0 e 2.0, presidiare blog di settore per poi passare alla cura dell’advertising cartaceo. Sono solo alcune delle operazioni da mettere in atto. Senza dimenticare un e-commerce strutturato, forme strutturate di accoglienza da dare alla propria clientela allorquando si reca in negozio e'organizzazione di eventi per il proprio circuito di autoriparatori.

 

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