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Quanti di voi sanno cos’è il “mental coach”?

mental coachSei uno sportivo e hai l’ansia da prestazione? Hai un’azienda e vuoi motivare i dipendenti anche in momenti difficili? Sei in una competizione e non vuoi che l’agitazione ti giochi cattivi scherzi? Affidati ad un coach e puoi risolvere i tuoi problemi. Ovunque oramai si leggono annunci di “allenatori” della mente che ci permettono di gestire i nostri comportamenti in situazioni di disagio. Come recita Wikipedia: “Il coaching è una strategia di formazione che, partendo dall’esperienza di ciascuno, si propone di operare un cambiamento, una trasformazione che possa migliorare e amplificare le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team e manageriali. È un processo che vuole offrire al cliente strumenti che gli permettano di elaborare ed identificare i propri obiettivi e rafforzare la propria efficacia e la propria prestazione. Presupposto di partenza è che ogni persona abbia delle potenzialità latenti, l'obiettivo del coach è quello di scoprirle ed insegnare al cliente come utilizzarle. Il coaching non può essere utilizzato come terapia sostitutiva in caso di patologie psichiche particolari o legate a disturbi della personalità. Attualmente, in Italia, il titolo di "coach" non ha valore legale e non vi sono albi professionali a cui iscriversi”. Il ruolo dell’allenatore della mente è sempre più frequente in squadre ad alto livello di agonismo e in grandi aziende con un numero elevato di dipendenti. L’attività di coaching è spesso affiancata da un termine che ne identifica i destinatari, per esempio: Coaching Psychology, Leadership Coaching, Executive Coaching, e Team Coaching se i destinatari sono un gruppo. ll coaching è un processo che ha l'obiettivo di aiutare la persona ad acquisire una maggiore competenza professionale e/o a superare barriere che ostacolano il miglioramento della sua performance. “Il coaching non consiste nell’insegnare o addestrare, ma nel creare le condizioni per l’apprendimento, il cambiamento e lo sviluppo personal-professionale del coachee. Nella sua dimensione migliore è quindi una pratica maieutica con forti risvolti di genere psicosociale e psicologico-organizzativo”. Parole chiave per comprendere questa tecnica sono motivazione e concentrazione.

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