Lavoro ed Economia

Papà, da grande non voglio fare il meccanico!

meccanicoI nostri giovani sembrerebbero non volersi sporcare le mani nel lavoro da fare. E’ quello che emerge da un recente studio realizzato dall’agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co che ha stilato una classifica delle professioni più sognate dai nostri ragazzi. Se influencer e fashion blogger sono le mete professionali più ambite, il lavoro manuale è invece meno desiderato. Nel caso del meccanico, su 656 ragazzi intervistati, il 63 per cento lo ritiene un lavoro pericoloso, il 28 per cento si vergognerebbe, il 17 per cento reputa che sia un impiego più adatto ad un immigrato e il 2 per cento pensa che questo lavoro possa provocare impotenza. Secondo Alessandro Angelone, presidente di Confartigianato Autoriparazione, “le nuove generazioni – commenta - non amano spaccarsi la schiena a prescindere, peccato per loro.... questo rimane un mestiere difficile ma pur sempre meraviglioso e con risvolti sociali, ambientali e sulla sicurezza!”. In più è una professione che presuppone sempre più uno skill innovativo per poter gestire al meglio l’assistenza delle auto di nuova generazione. Tant’è che su questo mestiere punta l’attenzione Confindustria Emilia che lancia il liceo del meccatronico. Lo fa con  il nuovo percorso del liceo STEAM (Science Technology Engineering Arts Mathematics) International di Bologna:  “finalizzato – si legge sul sito dell’associazione industriale -  all’innovazione ordinamentale del liceo scientifico opzione scienze applicate, avviato per il prossimo anno scolastico 2019-20 da Confindustria Emilia. Si tratta di una scuola paritaria e riconosciuta dal MIUR come sperimentale, che avrà sede in via Cartoleria a Bologna. Il piano di studi quadriennale, modellato sul curricolo inglese Cambridge, prevede insegnamenti nelle cinque aree fondamentali, con focus sulle scienze applicate attraverso le attuali (e future) tecnologie e si divide in due bienni: Biennio di base e Biennio di approfondimento, comprensivo di attività di alternanza scuola-lavoro (parte in orario scolastico, parte in tirocinio estivo) per una fruttuosa continuità tra studi e mondo reale”.

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