Interviste

Nascere negli anni ‘70 ed evolversi fino ad oggi: l’officina Agostino

Getti, pompa di ripresa e galleggiante: il mondo dei carburatori era fatto così ma quanti dei giovani d’oggi hanno avuto a che fare sistematicamente con questi particolari? In effetti il monopolio dei sistemi d’iniezione per i motori a benzina si è instaurato nei primi anni ‘90 e può essere quindi interessante raccogliere la testimonianza di un professionista che ha indossato la tuta quando il carburatore la faceva ancora da padrone.  Giorgio Agostino ha infatti iniziato come apprendista negli anni ‘70 e ha lasciato l’attività poco tempo fa, quando non soltanto le sofisticatissime iniezioni di ultima generazione ma persino gli ADAS erano già ben presenti. La sua storia è quindi interessante per capire come restare al passo con i tempi, assimilando e gestendo nel lavoro le evoluzioni della tecnica automobilistica.  Agostino ha iniziato nel 1972 come apprendista (aveva 15 anni) a Torino. Una volta tornato a Siderno (RC) ha creato la sua officina, oggi nelle mani dei suoi 3 figli Roberto (20 anni), Massimo e Giuseppe, di 31 e 34 anni rispettivamente.

Seguire l’evoluzione

Officina AutoL’officina non è grandissima ma è molto ordinata e ha anche alcune “astuzie”, come mensole chiuse da sportelli scorrevoli ai quali appendere attrezzi e utensili vari. La carriera di Giorgio Agostino è durata 43 anni e anche ora si fa vivo in officina per consigli e consulenze ai suoi figli. L’attività prevede anche le trasformazioni a gas e si tratta di un retaggio che viene da lontano: a Torino praticamente tutti i tassisti lo volevano e questo ramo dell’attività si è sviluppato fino a rappresentare una bella fetta del lavoro. L’officina è infatti installatore ufficiale BRC ed è autorizzata ad eseguire anche interventi in garanzia. Abbiamo poi chiesto al signor Agostino quando ha capito che occorreva dotarsi delle diagnosi e dei computer perché l’officina rimanesse al passo con i tempi. La risposta è stata che questa consapevolezza l’ha avuta già intorno al 1985/86 perché si era già reso conto dell’importanza dell’elettronica nell’affiancare e controllare la meccanica e quindi occorreva aggiornarsi, formarsi e dotarsi di attrezzature moderne.

Dallo spinterogeno ai social

AutofficinaI suoi figli, nati nell’epoca del pc e delle diagnosi, considerano invece questo scenario come acquisito e trovano naturale considerare questi strumenti elettronici alla stregua di chiavi e cacciaviti. Giorgio Agostino è un “navigatore di lungo corso” nel campo dell'autoriparazione e gli chiediamo cosa pensa di Internet e dei social network, lui che ha iniziato quando ancora non c’era neanche l’On-Board Diagnostics. La sua risposta è che il web può essere un grande aiuto ma va considerato con attenzione perché ogni guasto è un caso a sé. Anche i forum possono essere utili per confrontarsi con le esperienze dei colleghi ma sempre tendendo ben presente l’avvertenza di cui sopra; Internet può essere comunque utile anche per trovare ricambi particolari, relativi magari ai cambi automatici. In effetti l’officina ha una certa esperienza anche nella manutenzione/riparazione dei cambi automatici, gruppi che richiedono specializzazione e che possono rappresentare delle buone opportunità per l’autoriparatore. Un effetto collaterale della rete però c’è: Giorgio Agostino ha raccontato che arrivano clienti che si sono informati prima e che pensano di dirigere i lavori: “io non suggerisco al mio commercialista o al mio consulente del lavoro – dice - come deve lavorare e penso che chi fa un altro lavoro non deve dirmi come fare il mio”.

La diagnosi è solo uno strumento

Ingresso autofficinaUn aspetto che il nostro interlocutore ha tenuto a evidenziare è il corretto uso della diagnosi: non ci si deve limitare a collegare il connettore e leggere il codice-errore. Fare una diagnosi serve per leggere i parametri del motore e valutarne la correttezza: molti colleghi mi dicono: “ho cambiato il componente che dava l’errore ma il guasto rimane”. La diagnosi non è il Vangelo, è uno strumento per saperne di più; il codice-errore può essere ‘trascinato’ da un altro guasto e se non si arriva al primo problema della catena non si riesce a fare una riparazione efficace. Il signor Agostino, come molti suoi colleghi, si è poi lamentato delle tasse, veramente opprimenti sia perché sono molte (oltre a IRPEF e ILOR ci sono smaltimento rifiuti, passo carrabile, contributi per i lavoratori e così via) sia perché veramente onerose. Anche i corsi di aggiornamento sono impegnativi da frequentare e la strumentazione è costosa ma, alla fine, il consiglio che dà ai giovani è quello di impegnarsi ed essere pronti a investire, su sé stessi e nelle attrezzature perché l'evoluzione va sempre avanti e fermarsi equivale a retrocedere. Esempio lampante di quest’idea è la certificazione PES (Persona Esperta) e PAV (Persona Avvertita) che permette al personale dell’officina di operare anche sugli impianti ad alta tensione delle auto elettriche e ibride. Agostino ci ha, poi, detto che Viasat, per esempio, non invia i suoi dispositivi alle officine che non hanno questa qualifica e basta pensare che anche Nissan punta ad elettrificare i suoi modelli entro il 2022 per capire che accorre adeguarsi.

 

Aggiornarsi sempre

OfficinaUn esempio del mix fra tradizione e innovazione è il ‘progetto digitale’ che il signor Agostino sta portando avanti acquisendo e salvando in digitale manuali, banche dati e simili in formato cartaceo. L’operazione richiede molto tempo ma alla fine è molto più facile cercare in una cartella di file che scartabellando fra migliaia di pagine di carta. L’officina è affiliata a diverse reti: BRC Gas Service e Car service, Point Service ed è specializzata Bosch (formandosi costantemente con i corsi aziendali) anche se non fa parte della rete Bosch Car Service perché non ha una superficie abbastanza ampia.  Il nostro interlocutore consiglia a tutti di aderire a qualche network del genere anche per compensare la difficoltà di fare accordi fra colleghi. Durante l’intervista Agostino si è infatti lamentato della difficoltà di fare rete con colleghi di zona, è più facile dialogare con gli autoriparatori lontani per uno scambio di dati, consigli e così via. In effetti questa difficoltà ci era stata esposta anche da un ricambista della provincia di Reggio Calabria, che pensava di crescere anche facendo rete. Eppure molti qualificati interventi mettono al centro delle strategie per vivere proprio le reti d’impresa fra realtà locali: è un vero peccato non cogliere queste opportunità in un mercato sempre più competitivo.

Nicodemo Angì

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